Chris Knopf.
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L'ultimo rifugio.
Parte 1.
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Titolo originale: The Last Refuge. 2005.
Traduzione di: Rosaria Fiore.
2008. Marlin Editore,  CAVA DE TIRRENI (SA).
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Aveva ricominciato quella cosa di fissarmi.
Mi sottrassi a quello sguardo letale accendendomi la seconda sigaretta. Non c' niente di meglio di una sigaretta per tenere le mani occupate. L'unica cosa  non dimenticare che dovrebbero anche stare a guardia di una Glock automatica, Sobol l'afferr di scatto, controll il caricatore, lo richiuse con violenza e fece ruotare il calcio prima che accendessi il fiammifero.
Deluso dal mondo e dalla vita, Sam Acquillo si  ritirato a vivere in un cottage sulla Little Peconic Bay, che rappresenta per lui l'ultimo rifugio. Qui trascorre il tempo bevendo vodka e trafficando su una Pontiac d'annata, in compagnia di Eddie, un bastardino.
Sua vicina  un'anziana donna dal carattere spigoloso, Regina Broadhurst, che un giorno Sam trova affogata nella vasca da bagno della sua casa. Messosi sulle tracce dell'ipotetico assassino, l'improvvisato detective scopre un groviglio di loschi interessi. Nel frattempo una processione di eccentrici personaggi incrocia la sua strada: un'affascinante impiegata di banca, Amanda, della quale rischia di innamorarsi, uno stravagante avvocato, un vecchio pescatore, un miliardario gay, un poliziotto di grande umanit, insieme a teppisti e luminari locali, insospettabili abitanti dei favolosi Hampton: persone che hanno denaro, persone che non ne hanno e persone che vorrebbero averlo, ad ogni costo. Tutte le piste portano alla Bay Side Holdings, proprietaria della casa dove Regina abitava, ma non  facile mettere a fuoco la verit. Sam Acquillo ci riuscir dopo una serie di inseguimenti, sparatorie e furiosi pestaggi. Knopf ha la straordinaria capacit di tradurre sulla carta i ritmi e le idiosincrasie del parlato. Inoltre ha un'estrema sensibilit verso il paesaggio, che, unita a una pungente vena di ironia, rende assai piacevole il suo modo di raccontare.
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L'AUTORE.
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Nato a Philadelphia, educato negli USA e a Londra, Chris Knopf vive con la moglie Mary Farrell e i loro due terrier ad Avon, nel Connecticut, e a Southampton, Long Island. Ha pubblicato i romanzi The last refuge e Two time, entrambi scelti tra i migliori libri dell'anno dalla IMBA (Indipendent Mystery Booksellers Association).
Ai primi posti delle classifiche di vendita negli Stati Uniti, sono stati tradotti con successo in Canada, Spagna, Gran Bretagna, Turchia, Giappone, Germania e Russia. Di recente  uscito il suo terzo romanzo, Head wounds. In edizione Marlin, Doppio gioco a Long Island (2007).
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L'ultimo rifugio.
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Capitolo primo.
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Mio padre costru questo cottage all'estremit di Oak Point
sulla Baia di Little Peconic nella citt di Southampton, a
Long Island, nella met degli anni Quaranta, in un'epoca in
cui non c'era nessun altro a costruire. Erano ancora tutti in
guerra, la maggior parte dei giovani quantomeno, e gli
uomini pi vecchi erano troppo poveri o troppo spaventati
dal futuro - o troppo rovinati dalla Depressione - per cogliere
l'occasione. Ma mio padre ebbe una visione, prima ancora
che la gente cominciasse a chiamarla cos, e compr i nove
decimi di un lotto da un acro sul limitare della baia. Fronte-mare,
 cos che si dice adesso. Allora si diceva solo che era
una cosa stupida e costosa, anche se costava solo 560 dollari a lotto, pi o meno.
Il prezzo di questo genere di propriet  cresciuto molto da allora.
Mio padre si costru la casa da solo, un po' alla volta, senza
mutui. Il primo anno scav le fondamenta con pala e piccone,
pos la gettata di cemento e il pavimento del primo
piano. Poi costru il resto della casa, una stanza dopo l'altra,
quando aveva i soldi, e i materiali da costruzione, che per lo
pi racimolava nelle discariche della zona e nei lotti vuoti e
in quel pugno di cantieri che a quel tempo sorgevano nei
dintorni di New York e pi oltre sull'isola.
Era troppo vecchio per la guerra, ma a casa combatt
parecchio. Mio pap non era un tizio simpatico. In realt
era un vero bastardo, ma mi trattava decentemente, quasi sempre.
Vivo in questa casa adesso, da solo. Sono nato all'incirca
nel periodo in cui mio padre realizz l'impianto di riscaldamento,
perci a tutti gli effetti  qui che sono cresciuto. Avevamo
anche un appartamento nel Bronx dove stavamo
durante la settimana, ma mia madre, mia sorella e io abitammo
nella baia tutto l'anno dopo che mio padre ebbe
installato la caldaia a petrolio. Non ricordo di essere mai stato
nel Bronx, anche se lui mi raccontava sempre della mia
stanza e che io e mia sorella giocavamo nel giardino sul retro
tra la sanguinella e i sommacchi, fino a che non sono arrivati
tutti quei negri che hanno terrorizzato la gente perbene
costringendola ad andarsene.  cos che diceva, pi o meno,
pronunciando quelle parole con una rabbia acida. Era un
razzista militante, come tutte le persone della generazione di
mio padre che conoscevo da bambino.
Tutto quello che ricordavo della mia infanzia era l'acqua
inquieta e la luce al neon del cielo al tramonto sulla baia. La
brezza persistente che improvvisamente poteva dare di matto
e l'odore delle marcescenti creature marine con la bassa
marea. Lo respiro adesso e qualche volta mi sembra l'unico
punto di riferimento costante della vita.
Il cottage  su un solo piano, con una veranda sul lato
anteriore che va da angolo ad angolo, chiusa da una zanzariera
e affacciata sulla baia di Little Peconic.  la stanza
migliore della casa, ed  il posto dove dormo tutto l'anno.
Pi o meno a partire da aprile e fino a prima di Natale lasciavo
aperte le doppie finestre.  per questo che di notte sentivo
sempre i gemiti di Regina Broadhurst. Anche lei dormiva
con le finestre aperte e, dato che la sua casa era proprio
accanto alla mia, l'unica cosa che interrompeva il rumore
erano le cicale, lo sciabordio delle piccole onde della baia e
circa centocinquanta metri di aria spazzata dal vento di Long
Island.
Quando mia madre mor chiamai il tizio di un negozio
di mobili usati del posto perch si portasse via tutto. Di tanto
in tanto mi capita di vedere una delle nostre cose nella
vetrina di un antiquario o nel negozio di oggetti usati in
Main Street, a seconda del valore che gli era stato attribuito.
Ottenni duemila dollari per tutto quanto, compreso il trasporto.
Furono costretti a prendersi un mucchio di roba che
non volevano, ma faceva parte dell'accordo.
Mi tenni la Pontiac Grand Prix del '67 di mio pap. La
tengo funzionante e la guido nell'East End dell'isola. Cerco
di rimanere nelle vie secondarie durante la stagione estiva.
Quello stupido macchinone ha un motore enorme. Il traffico
lo fa surriscaldare.
Essendo cos grande e avendo una forma assurda, la gente
non si rende conto che la Grand Prix del '67  stata una delle
macchine pi veloci mai costruite a Detroit. Mio pap e io
cambiammo la marmitta e montammo il cambio a quattro
marce di una GTO, rendendola ancora pi veloce. Lascio che
la vernice sbiadisca nel sottoscocca, ma rattoppo le chiazze di
ruggine quando saltano fuori.  una cosa che va fatta.
A mio pap la macchina non piacque mai quanto a me. In
realt se la godette solo per qualche anno prima che quei tizi
lo pestassero a morte in quel bar in cui bazzicava a New York.
Dopo che il tipo dei mobili ebbe svuotato l'appartamento,
tolsi la pittura che mia madre aveva dato sopra il vecchio pino
nodoso verniciato che ricopriva le pareti. L'aveva fatto per vendicarsi
di mio padre, per essersi fatto ammazzare e averla
lasciata sola per sempre, non solo durante la settimana. Lo
riverniciai e comprai un divano nuovo e una stufa a legna per
il soggiorno. Comprai anche un tavolo da cucina e delle sedie,
e un letto, per la veranda. Non avevo trovato il tempo di fare
nient'altro, ma il piccolo cottage sembra pi grande, echeggia
perfino un po', e almeno  stato liberato dalla miseria ingombra
e rappresa delle vite dei miei genitori.
Tutto questo era successo circa quattro anni fa, dopo che
ero venuto a stare quaggi. La casa era rimasta vuota da un
pezzo - mia madre aveva trascorso i suoi ultimi anni a
implodere in se stessa in una casa di cura a Riverhead. Mia
sorella la vedeva pi spesso di me, anche se doveva venire in
aereo dal Wisconsin. Dicevo che avevo troppo da fare in
azienda per liberarmi, ma in realt non sopportavo di vedere
mia madre in quel posto, circondata da tutte quelle mummie
dementi e svuotate. O tolleravo il rimprovero che immaginavo
sempre di vedere nel contorno della sua mascella serrata.
Era comunque vero che la societ aveva rubato un bel po'
del mio tempo, compreso il tempo che avrei dovuto dedicare
ad altre cose, e ad altre persone.
A mia madre non piaceva Regina Broadhurst, la donna che
abitava nella casa accanto. Ma le piacevano tutti gli altri abitanti
del quartiere. Durante la settimana sembravano essere
dappertutto, per poi svanire nel fine settimana quando mio
padre arrivava e si piazzava nel giardino davanti casa, i pugni
sui fianchi a guardare di traverso ogni eventuale intruso.
Regina non era una persona che piacesse facilmente, e lo
era ancor meno quando mi trasferii qui a tempo pieno quattro
anni fa. Allora era vicina agli ottanta ed era dura come
legno di hickory. Piena d'acciacchi e avida di sorrisi. I capelli
bianchi le spuntavano dalla testa in caotici ciuffi lanuginosi.
Le mani e le ginocchia erano tutte bitorzolute e deformate
dall'artrite, perci quando voleva ribadire un concetto
mi puntava contro la nocca. Il che accadeva spesso.
Non mi era facile sfuggirle perch mi chiamava di continuo
chiedendomi di andare da lei a metterle a posto qualcosa. Era
un'abitudine che aveva preso quando c'era mio padre, che si
occupava di tutti i sistemi meccanici del quartiere, dato che era
l'unico meccanico abilitato della zona, vincolato da una strana
forma di filantropia. Il marito di Regina era morto da talmente
tanto tempo che poteva anche non essere mai esistito. La
casa che aveva costruito, che esprimeva la stessa attitudine
all'improvvisazione di quella di mio padre, era sempre sull'orlo del collasso. Regina si metteva sul bordo della rinsecchita
aiuola di fiori di campo che segnava il confine tra le due propriet
e pronunciava un singolo sostantivo, allo stesso modo
in cui uno avrebbe lanciato un piccione viaggiatore. Cose tipo
caldaia e mio padre le imprecava contro e andava a prendere
gli attrezzi. Era diventata una cosa talmente abituale che
quando lo fece con me la prima volta ubbidii senza esitazione.
Come mio padre, anch'io imprecavo sottovoce. Certe consuetudini
possono essere onorate solo in tutto e per tutto.
Le persone che costruirono questo quartiere erano tutte
come mio padre. Facevano lavori che gli sporcavano i vestiti,
erano iscritte al sindacato, compravano mobili economici
e mettevano statue della Madonna sul prato dentro a grosse
ruote di trattore. Molte parlavano con accento straniero,
o cos avevano fatto i loro anziani genitori. I figli giocavano
a baseball per strada proprio come a New York. Le figlie erano
per lo pi pallide e sovrappeso, anche se alcune diventavano
belle poco prima di fuggire dalla gabbia.
Il quartiere, disposto a casaccio su una logora penisola
fatta di sabbia e coperta di querce nane e alloro di montagna,
per i primi trent'anni della sua esistenza non era stata
altro che uno squallido agglomerato di case estive. Il fatto
che sulla sponda adiacente sorgesse una vecchia fabbrica di
mattoni non migliorava le cose. L'ultima seria attivit che
aveva svolto era stata la fabbricazione di canotti di salvataggio
rivestiti di gomma per la Marina durante la Seconda
Guerra Mondiale. Alla fine si erano arresi, una trentina d'anni
dopo i giapponesi. Dopo di allora, il valore delle propriet
era cresciuto un po', quando le case furono dotate di riscaldamento
e il prezzo della propriet privata in generale era
salito alle stelle. Ma perfino adesso, nel primo anno del nuovo
secolo, un quartiere come questo, in un posto come questo,
 un po' come un tizio con un abito da quattro soldi invitato
per sbaglio all'inaugurazione di una galleria d'arte.
Ho detto che dormo nella veranda, ma per lo pi mi siedo
al tavolo a fumare Camel, bere vodka costosa e guardare
la baia. Avevo fatto un patto con la Natura. Lei mi avrebbe
permesso di continuare cos finch non ne avessi avuto
abbastanza prima di far smettere di funzionare tutti i miei
organi interni, e in cambio io avrei venerato le sue opere pi
grandi, come la molle ortensia sul bordo del prato, il fetore
di pesce della brezza e la chiassosa volta del cielo sopra la baia
di Little Peconic che si infrange in un milione di schegge rosso-purpuree.
A tarda sera, di solito dopo che l'oscurit aveva preso completamente
il sopravvento, sentivo Regina lamentarsi nel sonno.
Era un suono di dannati, pieno di disperazione. Pu darsi
che esprimesse lo stato della sua anima ma era anche possibile
che la signora facesse un sacco di rumore mentre dormiva.
Ma non era cos bello da sentire mentre attraversava lo
scuro silenzio di una tranquilla notte d'estate.
Fortunatamente per me, dopo un po' smetteva e io potevo
tornare alla mia irrequietezza senza dovermi sorbire la
colonna sonora esterna.
Se si passa molto tempo da soli ci si pu quasi dimenticare
di come si fa a parlare. Il linguaggio pu continuare a
formarsi nella mente, ma il meccanismo per articolarlo pu
atrofizzarsi.  per questo che ho un cane, per poter parlare
ad alta voce senza parlare tecnicamente a me stesso. Il pensiero
di barcollare per il cottage parlando con Dio o con
oggetti inanimati o con gli amici o i parenti defunti mi
inquietava. Eddie era in un canile in attesa di essere ucciso
col gas, perci sembrava disposto ad ascoltare qualunque
cosa avessi voluto dire senza lamentarsi, se non addirittura
con un'attenzione devota. Altre creature senzienti hanno
stretto patti peggiori.
Questa strategia funzionava per la maggior parte del tempo.
Anche se non impediva totalmente a Dio o agli amici o
ai parenti morti di affollarsi nella mia veranda per intimidirmi
con i dettagli del mio poderoso libro mastro di fallimenti
e fraintendimenti, di solito la mattina appena alzato,
con la vodka che mi attraversava scoppiettando il sistema
nervoso, facendomi svegliare di soprassalto, con lo stomaco
in fiamme e il cuore in gola.
Il regno di Eddie era costituito dal mezzo acro di prato che
separava la mia casa da quella di Regina e dal sottile tratto di
spiaggia sassosa che correva lungo la baia. Monitorava i suoi
territori seguendo una precisa tabella di marcia, il naso che
perlustrava le zolle erbose e la coda levata in alto come una
vela di maestra. Di tanto in tanto mi riportava le palle da tennis
che gli lanciavo con la mazza da baseball che tenevo accanto
alla porta laterale. Aveva la firma di Harmon Killebrew
impressa sulla venatura della quercia dura come roccia. Mio
padre la teneva nel bagagliaio della Grand Prix, pronta all'uso
in caso di incidenti causati da furore da traffico.
Quasi tutte le palle rimbalzavano verso la spiaggia. Alcune
oltrepassavano le aiuole di fiori e finivano nel cortile di
Regina. Eddie aveva per lo pi un atteggiamento indifferente
nei suoi riguardi, anche se le teneva sempre un occhio
addosso quando era fuori a menar fendenti ai suoi logori
fiori. Regina si rivolgeva ad entrambi con lo stesso grado di
calore. Nonostante questo, ogni volta che lo trovava a recuperare
una palla gli dava una grattatina alle orecchie. Lui
rispondeva scodinzolando con esitazione. Cosa che ammetto
di non avere mai fatto.
Un pomeriggio dell'autunno del 2000 ero fuori sul vialetto
a lavorare alla Grand Prix, un'attivit cui mi dedicavo
ogni volta che la temperatura si alzava sopra lo zero e scendeva
sotto i 30 gradi. Ero sotto la macchina su una tavola di legno
quando mi arriv l'odore di qualcosa. Era abbastanza forte,
e abbastanza strano, da interrompere il mio lavoro. Poi sembr
sparire, spazzato via dall'aria tersa e secca di ottobre.
Dopo una ventina di minuti era di nuovo l. Continuando a
tenere la chiave sul bullone, smisi di girare e diedi un'altra
sniffata. C'era qualcosa di primitivo nell'aria. Mi ricordava
una pila di foglie a cui avevo dato fuoco e che aveva dentro
uno scoiattolo. Qualcosa di corrotto, di putrefatto.
Rotolai fuori dalla macchina e mi alzai in piedi. Eddie era
in mezzo al prato, il naso in su, le narici contratte.
Entrai in casa e mi lavai le mani, poi ritornai sul vialetto
e presi un robusto strofinaccio di cotone. Dissi a Eddie di
restare in giardino e mi diressi verso la casa di Regina. Suonai
il campanello ma non ottenni risposta. Feci il giro della
casa e cercai di guardare dalle finestre, ma erano oscurate da
sottili tende di pizzo. Andai alla porta sul retro e picchiai
vigorosamente sull'intelaiatura. Niente. La chiamai urlando.
Ancora niente.
Avvolsi la mano nello straccio e sferrai un pugno a uno
dei vetri della porta della cucina. Mentre mi avvicinavo per
sganciare il fermo fui colpito da quello strano odore, solo
che adesso era pi vicino e talmente forte da prendere consistenza.
Che cavolo.
Mi coprii la bocca con lo straccio e feci il giro della casa.
Regina era nella vasca da bagno. Nera e gonfia, la faccia rivolta
in gi nell'acqua.
Joe Sullivan era il tipico sbirro. Ventre grosso e spalle larghe,
gli piaceva indossare occhiali da sole, portava una Smith
sul fianco e ce l'aveva col mondo intero. Aveva i capelli biondi,
tagliati corti. La camicia era perfettamente stirata e le
scarpe lucide come porcellana. Era uno sbirro del distretto
di polizia di Southampton. La sua zona di competenza era il
North Sea. Faceva quel mestiere da troppo tempo, dedussi,
dallo sguardo annoiato e moralista e dall'attenzione meticolosa
ai dettagli personali.
Sedetti su una delle mie due sedie Adirondack sul prato
davanti casa e aspettai che arrivasse. C'era una mezza dozzina
di macchine davanti alla casa di Regina, quasi tutte con i
lampeggianti accesi sul tettuccio. Si era radunato un gruppetto
di persone che bisbigliavano tenendosi a rispettosa
distanza, anche se quel genere di avvenimenti sono spesso
considerati in qualche modo banali e squallidi quando saltava
fuori che si trattava solo di una vecchia signora morta
nella sua vasca da bagno.
Sam Acquillo, giusto? chiese Sullivan mentre si lasciava
cadere nell'altra Adirondack.
Gi.
Conoscevo i suoi genitori. Pi o meno. Sua mamma,
almeno. Giocavo con un bambino in fondo alla strada. L'ho
vista qui in giro.
Annuii.
Quando cap che non avevo intenzione di dire niente apr
un piccolo quaderno degli appunti. Sentendosi sollevato,
probabilmente.
Gli fornii i soliti dettagli di tempo e luogo. Abbiamo
imparato tutti a farlo dalla televisione. Si appunt ogni cosa
con deliberata precisione.
Suppongo che non si possa vivere per sempre, disse,
guardandomi.
Non c' riuscito nessuno finora.
Eddie si avvicin trotterellando, con aria vigile. Tutte
quelle persone l attorno che si muovevano confusamente e
gli abbaglianti delle macchine degli sbirri e delle ambulanze
erano un grande divertimento. Quando non perlustrava il
giardino, in genere Eddie era pi che felice di bighellonare ai
miei piedi. Ma non il tipo da lasciarsi sfuggire l'occasione di
fare festa. Sullivan emise una specie di squittio e gli fece cenno
di avvicinarsi. Eddie obbed, ottenendo una grattatina
alle orecchie per il disturbo. Leccapiedi di poliziotti.
Sa per caso se aveva qualche parente?
Un nipote a Hampton Bays. Non lo vedo da qualche
anno. Una specie di cretino. Falcia i prati, o una cosa del
genere. L'ho visto qui con uno schifoso pick-up rosso quando
ho cominciato a mettere a posto la casa. A Regina non
piaceva.
Come lo sa?
Me lo ha detto lei.
Si chiama?
Non mi ricordo.
Fa niente. Lo trover se  ancora nei dintorni. Devo
avvisare qualcuno.
Fui un po' turbato nel vedere che portavano fuori Regina
dentro un sacco.  cos che mia madre voleva andarsene,
nella sua casa, ma non riuscimmo a trovare il modo di occuparci
di lei. Alla fine era diventato un impegno a tempo pieno.
Il cuore e i polmoni erano in perfetta forma, ma si toglieva
i vestiti e girava per il quartiere lamentandosi del modo
in cui Harry Truman guidava il paese.
Mia sorella aveva assunto una serie di infermiere residenti
per prendersi cura di lei, ma nessuno  in grado di sorvegliare
una vecchia signora demente 24 ore al giorno. Mia
sorella si sentiva in colpa per non potersene occupare personalmente,
ma aveva un marito e due figli idioti nel
Wisconsin. Nessuno propose mai di mandare mia madre
laggi, di fatto perch lei era determinata a rimanere nella
casa vicino alla baia. Naturalmente, allora, per quanto ne
sapesse avrebbe potuto benissimo abitare nella terza luna di
Giove.
Le dispiace se torno al mio lavoro? chiesi allo sbirro.
Avrebbe dovuto mostrarsi infastidito per la mia mancanza
di dedizione, ma con me era tempo sprecato. Si alz e
si mise a posto la cintura, che gli era scesa per il peso della
pancia e della pistola d'ordinanza.
Che cos' che fa qui tutto il giorno? mi chiese, pi per
curiosit, adesso, che per amicizia.
Metto a posto quella cavolo di macchina, per lo pi,
risposi, in tutta onest.
Dev'essere bello andare in pensione presto. A me manca
ancora un sacco di tempo.
Non sono andato in pensione, gli dissi, mentre mi incamminavo
verso la Grand Prix e tornavo a infilarmi sotto
la scocca per vedere se c'era davvero bisogno di sostituire
quel giunto anteriore, o se in quella sua molle anima meccanica
era rimasto ancora qualche anno di vita.
Non  facile trovare un posto dove andare a bere qualcosa
quaggi in estate, per ovvi motivi, ma dall'inizio di ottobre
quasi tutti i locali tornano alla normalit. Il mio era
vagamente collegato al porticciolo turistico di un operaio in
una baietta poco distante dalle zone pi caotiche di Sag Harbor.
Il Pequot era un piccolo ristorante, talmente schifoso e
indurito dal tempo, che perfino quelli che risiedevano regolarmente
in citt lo evitavano. Le pareti interne erano costituite
da montanti di legno non finiti e assicelle di legno che
invecchiando erano diventate di un marrone bruciacchiato,
che assorbiva tutta la luce. Non c'era neppure un juke box
funzionante o una qualche insegna di birra. C'erano snack e
un sacco di pesce fresco tutto l'anno, dato che la clientela fissa
era costituita per lo pi da pescatori di professione.
Quando cal il buio il giorno dopo il mio ritrovamento
di Regina, guidai la Grand Prix fino al Pequot. Le foglie dell'autunno
avevano gi cominciato a volteggiare lungo le
strade formando piccoli vortici al passaggio delle macchine.
La Grand Prix rombava lungo le strade aggrovigliate e tortuose
del villaggio di Sag Harbor come un cacciatorpediniere,
e io osservai le foglie seguirne la scia, sollevandosi e sibilando
alle mie spalle. L'autunno  una bella stagione in tutto
il nord-est, ma lo  soprattutto qui per via della luce soffusa
e dell'aria salmastra e cristallina.
Al Pequot capitava di rado di subire la minaccia di una
conversazione non richiesta. Era un locale dove ci si poteva
sedere per conto proprio a un piccolo tavolo di quercia e una
giovane donna dalla pelle bianchissima e i capelli neri e sottili
appiccicati sul cranio continuava a servirti fintanto che
non rimanevi abbastanza sobrio da riuscire a pronunciare in
modo comprensibile il nome di quello che stavi bevendo.
Quasi sempre si riusciva a trovare un tavolo lungo la parete
sul quale era sospesa una piccola lampada di ottone con un
paralume fatto di vetro rosso che intendeva simulare una
stoffa pieghettata. Sebbene il locale fosse piuttosto buio, era
possibile leggere sotto quelle lampade, cosa che facevo sempre.
Mi offriva il pretesto per fare qualcos'altro, oltre a sollevare
e abbassare il mio bicchiere di vodka, e per guardare
qualcos'altro oltre agli altri avventori o alla meravigliosa
atmosfera. Si poteva leggere un bel po' prima che la vodka
prendesse il sopravvento.
Non so nemmeno perch andassi sempre l. Ritengo fosse
per via di un qualche radicato istinto che mi spingeva a
indossare una maglietta pulita quando si avvicinava l'ora di
cena, a salire in macchina e andare da qualche parte. In un
posto che non fosse casa mia, almeno per un po'.
Mangia? chiese la cameriera, con il men plastificato in
mano in attesa di una mia risposta.
Qual  la specialit?
Pesce.
Pesce. Che specie di pesce?
Non lo so.  bianco.
In questo caso...
Potrei chiedere.
Non serve. Il bianco va su tutto.
Viene servito con il pur?
E con la vodka. Con ghiaccio. Niente frutta, solo un
bastoncino per mescolarla.
Non abbiamo frutta.
Bene, allora sono salvo.
Ma posso darle una fetta di lime.
Benissimo. La conservi per il pesce.
Fritto o al forno?
Fritto.
Bene, allora. Fritto con lime.
Esatto.
Stavo cercando di leggere Alexis De Tocqueville, ma non
ero riuscito ad andare molto avanti. Non era male, anche se
quando leggevo i libri in traduzione avevo sempre la sensazione
di perdermi qualche battuta. Ma dato che quel tizio
veniva citato spessissimo, immaginavo che valesse la pena
sgobbarci un po' sopra.
Credo che se la farebbe sotto, disse la cameriera, lasciando
cadere il bicchiere di vodka con lime sopra il tavolo.
Chi?
Indic il mio libro.
Se tornasse indietro se la farebbe di certo sotto per tutto
quello che succede di questi tempi.
L'ha letto?
Alla Columbia. Letteratura americana. Mio pap vuole
chiederle del pesce.
Guardai alle sue spalle e vidi il proprietario del Pequot
avvicinarsi al mio tavolo. Per un breve istante pensai di essere
riuscito a trasformare una semplice cenetta in una scusa
per una scazzottata, ma il modo in cui si asciugava le mani
sul grembiule sembr pi preoccupato che accusatorio.
Si chiamava Paul Hodges e un tempo anche lui era stato
pescatore, tra le altre cose, anche se non era il tipo da raccontarti
che cosa fossero quelle altre cose. La sua faccia si
sposava bene con l'interno del bar. La pelle era scura, tutta
butterata e piena di bitorzoli, e gli occhi gli sporgevano dalla
testa come se qualcuno gli stesse strizzando la pancia. I
vecchi lupi di mare in genere non assomigliano ai tizi della
pubblicit dell'Antica compagnia delle Indie, mentre quasi
sempre assomigliano a Hodges, pesti e folli di mare. Aveva
braccia molto muscolose per un uomo della sua et, ovvero
un uomo abbastanza vecchio da avere una figlia abbastanza
vecchia da studiare Tocqueville alla Columbia.
Voleva sapere del pesce?
Gi, ma era semplice curiosit. Sono sicuro che qualunque
cosa lei abbia andr bene.
 azzurro.
Sorrise alla ragazza. Lei rote gli occhi.
Gli avevo detto che era bianco.
Gi. Il pesce azzurro  bianco, pi o meno. Forse un po'
grigio. Pescato proprio laggi, all'estremit nord di Jessup's
Neck.
Fantastico, gli dissi, sollevato che non fosse arrabbiato
con me per qualcosa, dato che ci tenevo veramente tanto a
tornare l e che non avevo assolutamente il fegato di fare a
botte con nessuno per nessuna ragione. E non ce l'avrei avuto
mai pi. Me lo porti pure.
Rimase l a pulirsi le mani sul grembiule.
Sei il figlio di Acquillo.
Lo guardai un po' pi attentamente, ma non riuscii a far
emergere nessun ricordo recondito.
Gi, suppongo di s.
Andavo a pesca con lui. Non te lo ricorderai.
 passato un mucchio di tempo.
Gi, ma ti avevo visto in giro con lui. Non ce n'era in giro
molta di gente, a quei tempi. Tutti conoscevano tutti.
Non faceva una piega.
Adesso non ne conosco nessuna di queste cavolo di persone.
Continuai a sforzarmi per figurarmelo a quell'epoca, ma
tutto quello che vidi fu il vecchio dietro al bancone del bar
del Pequot. Non riuscivo neppure a immaginare mio padre
che pescava. Nonostante portasse sempre a casa un secchio
di pesce perch mia madre lo pulisse e lo scuocesse per cena
tutte le volte che veniva qui da New York. Anche quando lui
non c'era vivevamo di pesce perch  questo quello che mangiava
la gente senza molti soldi a quei tempi. Era praticamente
gratis e ce nera in abbondanza. Se volevi darti un
tono andavi fuori a mangiare una bistecca o qualcosa tipo
una lombata di maiale. Qualcosa che veniva da una fattoria,
non dalla vecchia Baia di Little Peconic che era a due passi
da casa.
Hodges non aveva l'aria di avere granch fretta di ritornare
in cucina. Senza chiedere niente, tir fuori l'altra sedia
da sotto il mio tavolo e si sedette. Improvvisamente cominciai
ad avere fame.
Ho saputo cosa gli  successo, disse Hodges.
Mi concentrai sulla vodka, ma dovevo rispondere.
 successo un bel po' di tempo fa.
Lo so. Era un tizio con delle convinzioni solide, tuo
padre.
 vero anche questo.
E non aveva paura di farti sapere quali fossero.
Perci lo conosceva.
Non bene.  solo venuto sulla barca qualche volta. A
lavorare per me e il mio capo. Faceva bene il suo lavoro.
Dovevamo tenerlo lontano dai clienti.
Hodges si appoggi allo schienale per dare alla sua pancia
un po' di libert d'azione e pos i gomiti sui braccioli della
sedia.
Non mi ha mai dato noia per, aggiunse Hodges.
No. Neppure a me.
Hodges annu, masticando qualcosa nella sua testa.
Non che gliel'avrei permesso. Senza offesa.
Nessuna offesa.
Allora, com' che lo vuoi questo pesce?
Fritto.
Annu di nuovo.
Viene meglio cos. Se lo fai al forno devi occuparti del
prezzemolo, del battuto di erbe aromatiche, della speciale
salsa al burro e limone. Fritto,  bello che pronto, ricoperto
nel pangrattato leggermente aromatizzato, pronto per essere
mangiato. Nessun fastidio.
La prossima volta lo prender al forno, pu starne certo.
Prese nota di quello che avevo detto e alla fine mi lasci
solo con la mia Absolute e Tocqueville. Avevo quasi iniziato
a ingranare con la lettura quando sua figlia arriv con un
bicchiere pieno.
Offre la casa.
A quanto pareva, una volta coinvolti in una conversazione
vera con gli Hodges non c'era modo di tornare indietro.
Il pesce era molto buono, soprattutto la parte dentro la
copertura di pangrattato leggermente aromatizzata. Rimasi
un'altra ora a leggere, distratto dalle orde di marinai maleodoranti
appena scesi dalle barche a noleggio e da un gruppuscolo
di ragazzini, probabilmente minorenni, assembrati
nell'unico divanetto con separ del locale, che cazzeggiavano
e si davano di gomito in un pressante sottovoce.
Andai a pagare il conto dalla ragazza e le chiesi se potevo
disturbare suo padre un'altra volta prima di andarmene.
Da quant' che vive qui? gli chiesi quando usc dalla cucina.
A Southampton?
Gi.
Spinse in fuori il labbro inferiore e ci pens un minuto.
Una quarantina d'anni, pi o meno. Sono arrivato da Brooklyn. Non ricordo esattamente perch, o perch sono rimasto. Il pesce, era commestibile?
Decisamente nutriente.
Allora abbiamo fatto il nostro lavoro.
Stavo pensando a una vecchia signora.
.
NOTA: In inglese Old Lady, che pu significare anche mamma o moglie. FINE NOTA.
.
Mamma o moglie?
Nessuna delle due, solo una vecchia signora. La mia vicina di casa. Mi chiedevo se la conosceva.
Hodges si tolse qualcosa da uno dei molari, se lo ricacci in bocca e poi lo trangugi con un sorso di birra che bevve da un bicchiere che teneva nascosto sotto il bancone.
Alla mia et, vecchio  un termine relativo. Di che vecchia signora stiamo parlando?
Regina Broadhurst. Viveva a est della mia casa all'estremit di Oak Point. Abitava l da quando ci abitavano i miei. Forse da pi tempo.
Prima di rispondere Hodges sorrise a un pensiero che gli era passato per la testa.
Come no. La vedevo in giro. Una di quelle vecchie megere del Centro. Non mi ha mai detto niente di memorabile.
Non credo che le piacciano molto gli uomini.
Il Centro?
Il ritrovo per i vecchi, il Centro per Anziani dietro la chiesa polacca.
Ero sinceramente sorpreso.
Centro per Anziani?
Hodges mi guard come se lo avessi deluso. Cominci a enumerare un elenco di punti indicando ogni punto con le dita.
Punto primo c' la colazione da due dollari il luned, il
mercoled e il venerd. Poi c' il pranzo al sacco con insalata
di patate tutti i giorni, che costa tre dollari. Poi c' la cena
da cinque dollari la domenica. Si mangia meglio che in
qualunque altro locale del Village ed  praticamente gratis.
La cosa peggiore da fare  dire qualche preghiera e sopportare
una combriccola di vecchie streghe del cavolo come
Regina Broadhurst, che si comportano come se l dentro
l'unico caso pietoso sono io. Naturalmente poi si ingozzano
con la stessa roba gratis che mangi tu. Ha dei sussidi, in
ogni caso.
Ho capito.
Non proprio. Io pago a modo mio. Lavoro in cucina.
Una volta alla settimana, mi guadagno il diritto a un pasto
completo. Posso persino portare Dotty con me.
Dorothy, disse la ragazza senza alzare gli occhi dalla
piccola pila di assegni che stava registrando.
Ti chiederai perch dovrei andare a mangiare in un altro
posto anzich nel mio locale.
Hodges sembrava sulla difensiva.
No. La capisco.
Uno pu stancarsi del pesce.
Importuna le vecchie signore, intervenne Dotty.
Hodges le diede un finto manrovescio e attravers con
passi pesanti la porta battente che portava alla cucina. Lo
ringraziai mentre se ne andava e chiesi a sua figlia di prepararmi
il conto.
In realt lo fa per la chiesa, mi disse tranquillamente.
Da anni e anni. Dice che odia la religione, ma fa le cose per
gli altri. Non mangia quasi mai l.
Non c' niente di male a fare una buona azione.
Sembr prendersela comoda mentre pensava al mio conto.
Temporeggiava.
Perch volevi sapere della signora Broadhurst? domand
d'un tratto mentre mi porgeva la ricevuta.
 morta. L'hanno ripescata dalla vasca da bagno ieri.
L'ho trovata io.
Oh, mio Dio.
Mi chiedevo solo se tuo pap la conosceva. Vive qui da
un pezzo. Sembra che Regina non avesse familiari o amici.
Gli dispiacer averla definita una strega. Avresti dovuto
dirglielo subito.
Probabilmente s. Ma non sentirti troppo dispiaciuta.
Era veramente una strega.
Accenn un sorriso contro le sue migliori intenzioni.
 un giudizio severo.
Lo so. Parlare male dei morti. A Dio non piace.
A Dio non interessa. Alla gente s.
Porgigli le mie scuse, le dissi mentre mi apprestavo ad
andarmene.
Mi ferm. Conosco Jimmy. O almeno lo conoscevo, in
un certo senso.
Jimmy?
Jimmy Maddox. Suo nipote.
Ma senti.
Cavolo, un vero stronzo. L'ho conosciuto a scuola. Alla
Southampton High School. Mi dispiace parlare in questo
modo della gente, ma ci sono persone che  praticamente
impossibile farsi piacere.
Non importa. Non  lui quello che  morto.
Credo sia ancora vivo. Non lo so. Non lo vedo da un pezzo.
Lavora con i bulldozer o qualcosa del genere.
Edilizia.
Grandi macchine per movimentare la terra. Trascina
merda a destra e a sinistra. Gli si addice.
Vive a Hampton Bays?
Non lo so.
Cos mi ha detto sua zia. Non piaceva neppure a lei.
Affascinante.
Nessun altro parente?
 tutto quello che so. I genitori di Jimmy sono morti
quando era ancora al liceo. Non so cosa fosse successo, ma
lui  stato il primo ragazzo che conoscevo che viveva da solo.
Ma sfortunatamente non era figo. Era fuori di testa e sempre
incazzato.
Un modo bestiale di vivere.
Un modo stupido di vivere, se vuoi il mio parere.
Gi, le dissi, andandomene via, solo uno stronzo pu
vivere in quel modo.
Dopo qualche giorno mi ero bello che dimenticato dell'intera
faccenda di Regina. Il talento di dimenticare era una
cosa che avevo imparato da quando mi ero trasferito nel cottage.
Facevo anche esercizio, sebbene il fisico non fosse pi
quello di una volta, per quanto, tutto sommato, non fosse
male per uno della mia et. Quando avevo vent'anni volevo
diventare un pugile - effettivamente ho anche fatto qualche
combattimento per pagarmi la scuola serale. L'unico pugile
franco-italiano di New York,  cos che mi presentavo - nella
mia mente. Ero troppo piccolo e troppo leggero per diventare
un gran picchiatore, perci mi vedevo come un tizio
scaltro, che poi  quello che la gente si aspettava da me, dato
che ero un bianco. A quei tempi i bianchi erano considerati
geneticamente pi intelligenti dei neri, perci tutti credevano
che il fatto che io fossi in grado di danzare per il ring fosse
una prova della mia mente brillante. Sapevo perfettamente
che queste erano tutte stronzate, checch ne pensasse
il mio vecchio. Ma ero abbastanza intelligente da sapere che
essere ridotto in poltiglia da un altro pugile era una strategia
poco previdente. La cosa migliore era piazzare qualche
colpo e andarsene in fretta danneggiando il pi possibile
l'autostima dell'avversario nei primi round. Infinocchiarlo
facendogli credere di essere un avversario degno di questo
nome. In questo modo potevi vincere pi incontri, tenendoti
gran parte della faccia con cui eri nato.
Ma, soprattutto, la boxe aveva trasformato in abitudine il
fatto di andare in palestra. Le mie discrete condizioni fisiche
stavano anche prolungando il mio tentativo di suicidarmi
con l'alcol, ma non ci si poteva fare niente.
Immerso nella sterile distesa di pini sopra Westhampton
c'era un circolo giovanile di pugilato, che fungeva da scuola
e da palestra, gestito da un vecchio strambo, un ex sbirro,
frequentato da militari in pensione, altri sbirri e gente come
me, che avrebbe preferito farsi tagliare le palle piuttosto che
oltrepassare la soglia di una vera palestra. So che questo 
una specie di snobismo alla rovescia, ma chi se ne frega.
Il tizio si chiamava Ronny e la sua palestra Sonny's, il che
la rendeva autentica, almeno da quel punto di vista. All'esterno
c'erano blocchi di calcestruzzo di scorie bianchi e all'interno
blocchi di calcestruzzo di scorie verde chiaro. L'illuminazione
era un po' meno lugubre di quella delle palestre di
New York. I sacchi, il ring e le altre attrezzature erano vecchiotte,
ma solide, e il puzzo era entro la soglia di tolleranza.
I ragazzini erano quasi tutti indiani shinnecock e neri, o un
misto delle due razze, e gli allenatori erano tutti teppistelli
locali. Ci andavo circa tre volte alla settimana per saltare alla
corda, fare qualche esercizio ginnico e allenarmi sul ring con
chi capitava. Di solito uno dei ragazzini. Dovevo tenermi lontano
da quelli che facevano troppo sul serio per evitare che mi
dessero continuamente il tormento immaginandosi che quello fosse un modo facile di alimentare il loro ego.
Dicono sempre che uno dovrebbe scegliere il pi duro di
Dodge City, fargli un sacco di male e fare in modo che si veda,
e a quel punto gli altri duri ti lasceranno in pace. Non
funziona quasi mai, dato che c' sempre una ragione per cui
qualcuno  considerato il pi duro. Ma il problema pi grosso
adesso era che avevo cinquantadue anni. Perci mi limitavo
a mettere in giro la voce che era meglio non provocare
il vecchio pazzo, sperando di instillare il seme del dubbio in
chiunque volesse esercitare il suo istinto di dominio. In effetti
finora aveva funzionato benissimo.
Ero da Sonny's e stavo lavorando al sacco di sabbia. Quello
sbirro, Joe Sullivan, era l che sollevava qualche peso. Per un po'
finse di non vedermi, poi si avvicin e si ferm accanto al sacco.
Feci finta di niente e continuai a colpire il sacco seguendo lo
schema rilassato con cui lo colpivo da quasi trentacinque anni.
Ne ha trovate altre di vecchiette morte? mi chiese quando
cap che non avevo intenzione di dargli udienza, nonostante
se ne stesse l impalato.
Continuai a lavorare al sacco.
Ehi, era solo una brutta battuta, disse dopo un altro
minuto.
Tenni fermo il sacco con entrambi i guantoni.
Non cos brutta, dissi. Ne ho sentite di peggiori.
Sullivan spost il peso non indifferente del suo corpo dal
piede destro al sinistro.
Non ho scovato nessun nipote. Sicuro di non sapere
come si chiama questo ragazzino? Voglio dire, non  stata
ancora sepolta e dobbiamo fare qualcosa della casa. Non
abbiamo trovato nessun testamento.
Niente testamento?
Niente che qualcuno sia stato in grado di trovare. Non
che qualcuno si sia preso davvero la briga di cercare, dovrei
aggiungere. Di solito ci sono i parenti che fanno tutto. In
realt non sono tenuto a farmi coinvolgere in questa cavolo
di faccenda ma non sopporto di passare tutto alla corte di
Riverhead, dove si limiteranno a pagare McNally perch
sistemi le cose, e io odio quello strambo avvocato del cazzo.
Suppongo non abbia importanza. Ma so cosa succede quando
la corte deve occuparsi di tutto quanto. Non so perch mi
freghi tanto.
La polizia municipale dell'East End di Long Island avrebbero
preferito vendere l'anima piuttosto che ammettere la
sconfitta con le altre agenzie di New York. Si parlava spesso
di separarsi dalla contea di Suffolk. Lo spirito di privazione
del diritto di voto era molto radicato quaggi.
Diedi qualche altro colpo al sacco, cercando di riprendere
lo schema.
Jimmy Maddox, gli dissi mentre stava per andarsene.
Eh?
Jimmy Maddox.  cos che si chiama il nipote. Lavora
nell'edilizia, si occupa di macchine pesanti. Non so dove,
anche se credo che sia ancora nella zona.
Credo di ricordarmi di quel tizio. Non sapevo fosse suo
nipote.
L'ho visto qualche volta, come ho gi detto, in giro per
casa.  possibile che sia il suo unico parente ancora in vita.
Adesso che ho un nome, posso trovarlo. Quella casa sulla
baia deve avere un suo bel valore.
La casa  parecchio malridotta.
Noo, la butteranno gi e costruiranno qualche strombazzante
casa postmoderna. A guidare il bulldozer potrebbe
essere Jimmy stesso.  la terra sulla baia che conta. A nessuno
interessa di quelle merdose scatolette che ci stanno sopra.
Senza offesa.
Smisi di lavorare al sacco e lo tenni fermo tra i guantoni.
Posso aiutarla e occuparmi della cosa se le interessa ancora,
gli dissi.
Cosa intende?
Potrebbe convincerli a nominarmi esecutore testamentario?
Non pu essere esecutore testamentario se non c' un
testamento. Pu fare l'amministratore di eredit.
Va bene, allora. Pu convincerli a nominarmi amministratore
di eredit?
S. Credo di s. Come ho detto, a nessuno frega davvero
di impegolarsi con una cosa senza un testamento. Soprattutto
quando c' di mezzo un'indigente.
Regina non era indigente.
Mi scusi. Ha capito cosa volevo dire. Senza parenti.
Solo il ragazzo. Si dia da fare con questa cosa dell'amministratore
e andr a parlargli. Se vuole entrarci, allora io
mi taglio fuori. Ma  pi che probabile che non sapr che
diamine farsene.
Non mi sta prendendo in giro?
Ci ho fatto l'abitudine a occuparmi delle cose di quella
vecchia. Fa parte dell'eredit della mia famiglia. Mi procuri
i documenti che mi servono. Non voglio dovermi dare troppo
da fare.
Sullivan se ne stette in silenzio fino a che gli fu chiaro che
aveva raggiunto l'obiettivo che si era prefissato. Si sent ringalluzzito.
Okay.  davvero fantastico. Parler con l'avvocato comunale
- sanno cosa fare con il tribunale delle successioni,
le faranno avere le carte che le servono. Se ha il tempo di
occuparsene adesso. Io non posso proprio.  grandioso. Mi
 davvero d'aiuto.
Indugi ancora qualche minuto come se avesse voluto
dirmi qualcos'altro se solo gli avessi facilitato il compito. Alla
fine si allontan lentamente mentre riprendevo il ritmo al
sacco, colpendolo un po' pi forte, facendomi male ai polsi
e rimanendo senza fiato. Che cosa c' nei rapporti umani che
mi fa sentire cos amareggiato e a disagio? Diventer vecchio
senza aver imparato a parlare del pi e del meno, a discorrere
di cose le cui conseguenze non vadano oltre l'importanza
del momento.
Qualche giorno pi tardi mi trovavo al Village per la mia
visita mensile alla banca. In realt non  pi necessario
andarci di persona, grazie ai bancomat e ai computer. Ma io
non possiedo un computer, non uso quasi mai la mia tessera
bancomat e non ho mai abbandonato la vecchia abitudine
di verificare tutto con qualcuno che abbia almeno le sembianze
di un essere umano. Forse lo facevo perch le banche
preferirebbero che uno non lo facesse, nonostante i cassieri,
che sono l apposta, a disposizione di tutti. E che per la maggior
parte erano stati istruiti a essere scontrosi e distaccati. E
questo mi stava benissimo.
L'interno della banca era una classica ristrutturazione cromo
e corallo. I cassieri erano allineati lungo una parete a presidio
di una palizzata di mogano che veniva presa d'assalto
dopo essere passati attraverso un labirinto di pali d'ottone e
cordoni di velluto. Lungo l'altra parete c'erano alcune scrivanie
che nelle intenzioni avrebbero dovuto essere pi accoglienti,
ma che in realt sembravano meno accessibili.  l che
lavorava Amanda Battiston, gestendo i suoi affari con un ritmo
continuo ma elegante. Era quella che si chiama consulente
di fiducia, una persona da cui si va a parlare quando si ha
un conto corrente sostanzioso e un mucchio di affari lucrosi
con la banca. Il che non era il mio caso, anche se preferivo
ugualmente trattare con un consulente di fiducia.
Suo marito era il direttore della filiale. Lavorava nell'unico
ufficio che si riusciva a vedere da quel piano.  l che incontrava
gli uomini d'affari della zona e i clienti che venivano
da fuori citt, da New York e da altre localit pi distanti.
Era pi giovane di me, ma era uno del posto e conoscevo
lui e la sua famiglia da quando ero ragazzo. Quando aprii il
conto corrente cerc di diventare mio consulente, ma io gli
preferii sua moglie. Non mi piaceva il modo in cui la pancia
gli riempiva la parte bassa della camicia e neppure la sua
stretta di mano, liscia e carnosa. In pi, a lei non sembrava
importare che non avessi un mucchio di soldi, anche se suo
marito pensava il contrario. Se non fosse stato cos, non mi
avrebbe neppure degnato di uno sguardo.
Amanda era vicina alla quarantina e ben organizzata. I
capelli sembravano sempre freschi di parrucchiere, anche se
senza permanente e segretamente sul punto di ribellarsi. La
carnagione olivastra le risparmiava la necessit di truccarsi,
anche se un po' si truccava lo stesso. Aveva due occhi verdi
che l'eccesso di colore e contrasto rendeva ipnotici. Era quasi
sempre seduta alla sua scrivania, ma quando si muoveva
lo faceva con rapidit e giovinezza. Mi faceva pensare ai calzoncini
da tennis. Sebbene non li avessi quasi mai visti parlare
insieme, il suo matrimonio con Roy sembrava racchiuderla
come una teca di cristallo.
Signor Acquillo, il suo diritto ad effettuare operazioni
gratuite  seriamente messo a rischio, mi disse senza alzare
gli occhi dal monitor.
Non sapevo di avere alcun diritto da mettere a rischio.
S, signore, batt sui tasti; aveva aperto il file del mio
conto quando mi aveva visto attraversare il parcheggio, il
conto CheckPlus le d diritto a operazioni gratuite illimitate
a patto di mantenere una giacenza minima.
Perci la banca copre tutti gli assegni che emetto.
Solo il costo degli assegni, a dieci centesimi ad assegno.
Non male se ci pensa. Mi guard fisso, aspettando che rendessi
ufficiale la sua decisione, cosa che facevo sempre.
Posso riportarla al minimo. Ho pronto un assegno.
Sono sicura che il suo conto di investimenti le rende un
ottimo servizio, ma non dimentichi che possiamo gestire qui
anche quello.
Cominci a digitare la cifra che intendevo versare mentre
compilavo un assegno, gli ultimi cenciosi residui di un
conto monetario avanzato dal mio matrimonio.
La mia ex moglie aveva cercato di gestire il mio denaro.
Si sent insultata quando le negai il permesso di farlo. Lo prese
come un affronto alla sua intelligenza. Ma non era cos, la
mia paura derivava dalla povert in cui ero vissuto da ragazzo,
che mi faceva temere di perdere tutto se avessi permesso
che scivolasse troppo lontano perch riuscissi a riafferrarlo
per tempo. Smisi di pensarla in quel modo molto tempo
dopo che questa crepa si era aperta nel nostro rapporto. Oggi
sarei pi che felice di lasciarle gestire tutto quello che volesse
gestire - per natura  molto pi brava di me in gran parte
di quelle cose, anche se non ha mai avuto l'occasione di
esercitare il suo talento - ma quella  sola un'altra delle
deplorevoli ironie in cui la mia vita  aggrovigliata.
Roy usc dal suo ufficio e fece finta di non avermi visto
per evitare di rivivere il mio rifiuto. Amanda lo guard con
sguardo neutro mentre ci passava accanto. Mormor non so
che a proposito di andare a comprare qualche altra cosa da
mangiare per la cena, come se il fatto di averlo visto avesse
scosso la sua cattiva coscienza. Ne dedussi che Roy doveva
essere il tipo a cui importavano le spese impreviste.
 tutto secondo le sue richieste, disse Amanda mentre
faceva ruotare il monitor per permettermi di vedere lo schermo,
ci vorr un giorno perch il suo versamento venga preso
in carico, poi potr fare tutte le operazioni che vorr purch
non scenda sotto la giacenza minima.
Star attento.
Riport il monitor nella posizione iniziale per concludere
la transazione. Ricordavo vagamente che anche lei, come
il marito, era del posto, che era nata e cresciuta qui.
Conosceva Regina Broadhurst? domandai di punto in
bianco e la mia domanda sorprese me quanto lei.
Mi guard con uno sguardo assente, ma annu, S, in
effetti la conoscevo.  morta da poco.
Gi, lo so. L'ho trovata io.
Scroll le spalle in un gesto di comprensione. Mi dispiace
davvero molto.
Non c' problema.  solo che mi sono lasciato coinvolgere
e adesso dovr parlare con suo nipote, che si presume
sia il suo unico parente prossimo. Per caso sa se c' qualcun
altro?
So pochissimo di lei. Ho saputo che era morta dalle persone
del Centro per Anziani. Era un'amica di mia madre.
Cio, si conoscevano. Non so se posso dire che erano proprio
amiche. Mi pare che lavorassero insieme molti anni fa.
Regina era una specie di forte bevitrice.
Non era una persona molto piacevole. Si occupa della
gestione dei suoi affari?
Non avrei voluto. Sono solo un vicino di casa. Non so,
mi sono trovato invischiato in questa cosa, come ho gi detto.
Mi  solo venuto in mente che forse lei poteva sapere
qualcosa di suo nipote, Jimmy Maddox, dal momento che  sempre vissuta qui.
Non proprio sempre. Sono stata lontana per un po'. Come lei, aggiunse, e poi improvvisamente parve imbarazzata,
come se l'avessi sorpresa a rubare i dati della mia vita personale.
Mia madre, invece, disse rapidamente, per coprire quel momento di imbarazzo, l'avrebbe saputo, ne sono sicura.
Solo che anche lei  mancata. Trascorrevano il tempo insieme al Centro per Anziani.
Mi dispiace. Come si chiamava?
 passato poco meno di un anno da quando  successo. Julia. Julia Anselma.
Italiana. Va bene. disse in italiano.
Battiston non  altrettanto bello, vero? chiese, questa volta in imbarazzo per aver condiviso una piccola parte del suo privato.
No, ammisi, non lo .
Scandagli la stanza come se si fosse appena resa conto della piega intima che aveva assunto la conversazione. Si raddrizz e pigi i tasti sulla tastiera del computer, per dissimulare quel che stava facendo.
Mi alzai.
Se vuole maggiori informazioni su Regina, disse, senza
alzare la testa, probabilmente dovrebbe fare un salto al Centro
per Anziani.  diventato una specie di tradizione per la
gente del posto. Probabilmente ne sanno molto di pi.
Lo far. Grazie per le informazioni. Porga i miei saluti a Roy.
Fece un sorrisetto sghembo e annu, dando l'impressione
di essere un po' sbilanciata. Non volevo turbarla, anche se
sembrava che lo avessi fatto comunque. Perci ricambiai il
sorriso, con gentilezza sperai, non volevo che potesse sentirsi
intimorita da me o che potesse pentirsi di aver parlato con
me. L'unico effetto che ottenni fu di farle guardare il monitor
con maggiore concentrazione.
Gli angoli pi acuti prodotti dai raggi del sole autunnale
stavano lavando via quel che restava dei colori dell'estate. Ma
le giornate erano ancora serene e l'aria non poteva impedire
alla luce di abbattersi su Main Street, facendo sbandare le
logore Mercedes e Rolls Royce dei ricchi che se ne andavano
in giro tutto l'anno e dei furgoni di servizio e dei pickup
ammaccati che reclamavano il Village alla fine della stagione.
Comprai del caff aromatizzato e un croissant al Golden
Pare all'angolo prima di tornare verso North Sea - evitando
di incrociare gli sguardi dei commercianti, pi imbarazzati
di me per essere stati sorpresi in uno dei locali del Popolo Estivo.
Nella cassetta della posta c'era un fascio di certificati di
morte e una lettera che mi nominava amministratore della
propriet di Regina Broadhurst, facendo seguito a un'udienza
del tribunale delle successioni, che l'avvocato comunale,
Mel Goodfellow, aveva cerchiato con una penna, mettendo
per iscritto che si trattava di un atto pr forma, perci non
c'era bisogno che mi presentassi di persona. Fui sorpreso e
lievemente impressionato dalla rapidit d'azione di Sullivan.
Voleva proprio togliersi di torno questa faccenda.
Quando aprii la porta per far uscire Eddie il telefono stava
squillando. Tenni la cornetta premuta contro l'orecchio
con la spalla in modo da avere entrambe le mani libere per
trasferire un vassoio di cubetti di ghiaccio dentro un secchiello.
Era Amanda Battiston.
Mi scusi se sono stata sgarbata.
Non  stata sgarbata.
A Roy d molto fastidio che io parli di mia madre.
Stavamo parlando di Regina Broadhurst.
Ho detto che erano amiche, ma in realt a mia madre
non piaceva. La chiamava Quella Donna.
Regina faceva quell'effetto sulle persone.
Lo so.
Mi dispiace di averla messa nei guai con Roy.
Non sa che lei non  un Super-1.
Super-1?
Un correntista super-benestante. Con un patrimonio
netto minimo di sette cifre.
Decisamente non sono un Super-1.
Non gli piace che alla gente del posto le cose vadano
bene. Ma gli piacciono le loro attivit.
Potrei tranquillizzarlo.
No. Grazie lo stesso. Semplicemente non volevo che lei
pensasse che sono stata sgarbata.
Forse qualche volta potremmo prenderci una tazza di
caff e parlare di sua madre e di Regina. Quando non 
preoccupata che Roy possa osservarla da sopra la spalla.
Non potrei farlo.
Capisco. Se volesse dirmi qualcos'altro, basta che mi dia
un colpo di telefono.  evidente che conosce il mio numero.
 tra le informazioni relative al suo conto. Spero che non
le dispiaccia.
Una delle poche cose che apprezzavo di Abby, la mia ex
moglie, era che non sentiva mai la necessit di scusarsi di
niente. Era spesso in torto, ma mai in dubbio. Sembra che la
maggior parte delle donne abbiano l'abitudine di costringerti
ad affermare che qualcosa che era evidentemente giusta
era, in effetti, giusta.
Pensi a quando potr prendere quella tazza di caff con
me e faremo pace.
Suppongo sia una richiesta legittima.
Okay, dissi. Mi chiami quando potr incontrarmi.
Okay.
Eddie abbai dalla porta laterale perch lo facessi entrare.
Gli grattai le orecchie e gli diedi un grosso biscotto, la
grande gioia della sua vita. Aspett mentre radunavo il secchio
con il ghiaccio, un bicchiere, una bottiglia di vodka e un
pacchetto di sigarette, cos tutti e due potemmo goderci
insieme i nostri beni di consumo preferiti nella veranda. La
baia di Little Peconic era calma, una grigia massa minerale
picchiettata di scintillii. La costa in lontananza, una gibbosit
grigio-verde ornata da enormi scogliere di sabbia, parzialmente
nascoste dalla nebbia che si stava alzando. L'ortensia
grandiflora rosa sul bordo del prato alla fine si era
arresa al marrone che avrebbe prevalso fino a quando i boccioli
primaverili l'avrebbero spazzato via come un rifiuto
organico. Bevvi la prima vodka della giornata e ascoltai i
rumorosi lamenti degli uccelli marini e degli insetti, che si
levavano rabbiosi contro l'inverno in arrivo, riluttanti a fare
i bagagli. La stagione sembrava si stesse preparando a cambiare.
Ma a differenza delle altre creature che mi circondavano,
attendevo il cambiamento in silenzio, privo di aspettative,
riluttante solo all'idea di accelerare l'inevitabile.
La prima volta che feci l'amore con Abby fu sopra uno
schifoso tavolo da biliardo nella soffitta di una casa della
confraternita semiabbandonata sul Charles River. In quel
periodo le confraternite avevano perso il consenso politico,
perci i pochi membri che restavano si erano rintanati nei
piani inferiori lasciando l'ampio sottotetto alla polvere, ai
topi e a me. Frequentavo il MIT con una borsa di studio statale.
Abby era alla Boston University. Viveva in un appartamento
nel palazzo accanto. Allora il sesso era tutto quello
che avevamo in comune, anche se non c'era quasi il tempo
di farci caso. Ce ne saremmo accorti solo dopo. Continuammo
cos per l'intera durata della mia carriera universitaria,
che si concluse l'anno stesso in cui era cominciata. Mi ci vollero
dieci anni di scuole serali per prendere la laurea. Mi piaceva
moltissimo imparare, ma avevo qualche problema con
l'autorit. E con i soldi.
Ma quella prima notte avrei voluto vivere per un milione
di anni. Nudi e sudati, per lo pi ubriachi e in preda a
un'insana frenesia sessuale, ce ne stavamo avvolti nel rivestimento
del tavolo da biliardo a guardare le luci di Cambridge
infrangersi e ricomporsi sopra la superficie del fiume.
Le pareti della soffitta erano rivestite di libri. L'arredamento
era composto da una serie di divani chesterfield di
pelle rossa, crepati e consunti, e da un tappeto orientale logoro
e troppo grande. Mi sentivo come un barbaro acquattato
tra le colonne di marmo di Roma dopo la caduta. Che,
incidentalmente, si scopava una delle sue principesse.
Il suo nome completo era Abigail Adams Albright, che
rifletteva esattamente l'infaticabile attenzione della sua
famiglia al riconoscimento del suo giusto ruolo in societ.
Penso che avrebbe potuto essere una donna brillante se solo
si fosse concessa l'opportunit di diventarlo. Se non fosse
nata appena qualche anno troppo presto in una famiglia
che era gi indietro di un secolo. Mi vergogno di ammettere
che mi metteva soggezione l'idea preconcetta che la sua
famiglia aveva di se stessa, il modo in cui i suoi membri se
ne stavano comodamente stravaccati all'interno di un ordine
sociale che presumibilmente esisteva per diritto divino.
La sposai ritenendo in parte che la compostezza e la struttura
ossea delle vecchie famiglie fosse qualcosa che si potesse
assorbire attraverso l'esposizione, come con i raggi del
sole.
Abby era una bella ragazza quando la conobbi, con una
testa molto grande e molto bionda. Con l'avanzare degli
anni la pelle e le fattezze si conservarono incredibilmente
bene, ma l'espressione del volto si irrigid fino a formare una
specie di maschera che, pensavo, avrei potuto afferrare e
strapparle dalla faccia solo allungando la mano.
Vissi in quella soffitta per due anni dopo aver lasciato l'universit.
Abby prosegu gli studi e si laure. In realt mi
sono dimenticato in che cosa si sia laureata. Forse non l'ho
mai saputo. Facevo qualsiasi lavoro che riuscissi a trasformare
in un impiego che avesse a che fare con il design industriale.
E che potessi sfruttare per diventare quello che volevo
diventare - un progettista industriale. Non sapevo cosa
fosse esattamente, ma mi sembrava una cosa adatta a me. Il
fatto che alla fine sia riuscito a raggiungere il mio obiettivo
significa qualcosa, anche se non saprei dire cosa. M'interrogo
spesso su questo mentre me ne sto seduto in veranda a
guardare la baia, quando il mare comincia ad assomigliare
alle torbide acque del Charles River e le boe si trasformano
nelle implacabili torri del MIT.
Prima di andare a dormire svegliai Sullivan. Era pi tardi
di quanto credessi. Era scocciato ma cerc di nasconderlo.
Sentii una voce di donna ringhiare in sottofondo. Smorzata,
ma tesa. Sullivan alz la voce per coprirla.
No, non abbiamo fatto l'autopsia al corpo di Regina
Broadhurst. Le vecchie signore tirano le cuoia.  la procedura
standard. Invecchiano, tirano le cuoia. Tutto d'un botto.
Credo che il referto dell'autopsia avrebbe detto vecchia
signora, morta stecchita. Fine della storia.
Annuii per segnalargli che mi rendevo conto, anche se lui
non poteva vedermi.
Avete visto qualcosa sulla sua testa quando l'avete tirata
fuori dalla vasca? Non so, tipo un graffio o del sangue nel
punto in cui l'aveva sbattuta.
Non mi occupo io di tirar fuori i cadaveri.  compito del
medico legale. Deve chiederlo a lui. O ai paramedici. Non
credo nemmeno che il medico legale sia stato chiamato in
causa.
Non si ricorda di nessun altro graffio o segno?
Cristo, crede forse che mi metta a studiare i cadaveri della
gente morta da una settimana? Non ci voglio nemmeno pensare.
Mi dispiace tanto. Le sono grato per il suo aiuto, ma ho
bisogno di dormire. E anche lei dovrebbe andarsene a letto.
Mi scusi. Non mi ero accorto che fosse cos tardi.
Non fa niente.
Solo un'altra cosa.
Sospir.
Dov' il corpo?
Al fresco nell'obitorio. E anche questa  la procedura
standard fino a che qualche parente non ci dice cosa farne o
fino a una certa data stabilita dalla legge. Non lo so cosa succede
dopo.
La famiglia potrebbe ordinare un'autopsia.
Se i familiari si fanno vivi possono prendersi il corpo. A
quel punto sta a loro decidere. Questo  quello che succede
di solito. Se ne vuole sapere di pi, devo fare qualche domanda
in giro.
No, mi scusi. Vada a letto. Mi chiami quando ha individuato
Jimmy Maddox.
Ci fu un attimo di silenzio all'altro capo del telefono.
Lo so dove sta. Ho il nome del posto dove sta lavorando.
Me l'ha dato un costruttore. Me nero dimenticato.
Fantastico.
 sulla mia scrivania. La chiamo domani per dirglielo.
Devo andare adesso, o quella cavolo di scocciatrice di mia
moglie mi uccide.
Prima di riattaccare portai il telefono portatile sul tavolo
e mi accesi una sigaretta. Era ormai notte fonda. Gli insetti
ronzavano e le piccole onde della baia sciabordavano sulla
spiaggia. Sulla casa di Regina regnava la pi totale oscurit.
E il silenzio. Nessun gemito.
Eddie salt sul letto, gir vorticosamente per una mezza
dozzina di volte rovesciando a terra le coperte prima di
lasciarsi cadere. Mi guard con un'espressione che voleva
dire, okay, amico, ora di andare a nanna. Gli dissi di restare
dov'era, ma lui mi segu lo stesso quando uscii dalla veranda.
Andai alla macchina e tirai fuori dal bagagliaio la pesante
torcia e la cassetta degli attrezzi. Presi un manganello da quattro
chili e mezzo e un piede di porco e me li infilai sotto la cintura.
Misi un vecchio e grosso cacciavite e un paio di pinze nella
tasca posteriore. Il quartiere era silenzioso come una cattedrale.
Si sentiva soltanto il rumore delle minuscole risacche
frangersi sui ciottoli bianco avorio levigati dal mare che solcavano
la baia. Non c'era vento.
Qualcuno aveva messo un lucchetto alla porta d'ingresso
di Regina. Non sembrava un granch. Infilai il piede di
porco tra il supporto del lucchetto e lo stipite della porta e
diedi un bel colpo con la piccola punta. C'ero quasi. Un altro
colpo e venne via. Sedetti sui gradini d'ingresso e guardai le
case vicine. Non si accese nessuna luce. Tutti dormivano il
sonno dei giusti, o erano semplicemente indifferenti. O diffidenti.
Abilit imparate a New York.
Avevo la chiave della porta. Eddie percorse con passo felpato
il vialetto e oltrepass la soglia passandomi accanto.
Come avevo immaginato, la corrente era stata staccata. Di
fatto era rimasto tutto com'era, anche se qualcuno aveva
pulito il soggiorno e lavato i piatti rimasti nel lavandino. Il
ripostiglio delle scope dava l'impressione di non essere stato
usato da un pezzo. C'era solo uno sbiadito accappatoio di
cotone appeso a un gancio dietro la porta e qualche asciugamano
da mare su una mensola. Eddie esplor i battiscopa,
sbuffando nelle crepe e negli angoli. Gli intimai di non
abbaiare.
Guardai nei cassetti dell'alta credenza nella dispensa, dove
ricordavo che Regina teneva il suo libretto degli assegni le rare
volte in cui lo aveva tirato fuori per risarcirmi delle spese che
avevo sostenuto per comprarle qualcosa. Le carte stipate nei
cassetti erano organizzate con cura. Il che mi sorprese. Mi
ricordavo che Regina fosse indifferente all'ordine.
La casa odorava ancora di morte.
Trovai la porta dell'interrato e scesi per dare un'occhiata
alla scatola dei fusibili. Lasciai Eddie ad aspettarmi in cima
alle scale. L'odore di muffa era sgradevolmente dolce e lievemente
nauseante. La torcia delimitava una compatta isoletta
di luce e gettava grandi ombre nere contro le pareti.
Qualcosa attravers velocemente il pavimento di cemento.
Eddie uggiol ma mantenne la sua postazione. L'interruttore
principale era staccato, perci lo riattaccai. La luce sopra
il pannello si accese. Quello fu troppo per Eddie. Ruppe le
fila e corse gi dalle scale.
Forza, torna su. Troppi animaletti qui sotto.
Con riluttanza mi segu al piano di sopra. Alla luce vidi
che la casa era stata pulita e riordinata da una squadra di
professionisti. Tornai indietro per guardare meglio nell'alta
credenza. Ritagli di giornale, vecchi depliant di viaggio, qualche
appunto scritto a mano con segni indecifrabili. Un mucchio
di bollette tenute insieme con un elastico. Due scatole,
una con assegni annullati e una con assegni inutilizzati. Della
Harbor Trust. Nessun libretto degli assegni. Infilai in tasca
gli assegni compilati e le ricevute delle bollette.
Nel bagno restava un lieve sentore di ammoniaca che
riusciva quasi a camuffare gli odori pi rabbiosi. Ispezionai
la vasca. Era pulita quasi a specchio. Tenni il naso di Eddie
lontano dal water. Gli asciugamani erano lavati, stirati e piegati
sui portasciugamani in un modo che ricordava un albergo
di classe. L'armadietto delle medicine era vuoto. Guardai
in giro in cerca di un altro posto in cui Regina avrebbe potuto
tenere i farmaci. Nient'altro che biancheria da bagno e
kleenex.
Stavo per spostarmi in un'altra stanza. Puntai la luce
un'ultima volta contro gli angoli non illuminati. C'era qualcosa
su una mensola bassa sopra la vasca immacolata, una
cosa che non avevo notato inizialmente.
Era un tappo di neoprene, nero, pesante. Era rastremato
come un normale tappo, ma anche filettato. Aveva il solito
anello cromato, ma senza catenella. Niente di cui stupirsi,
visto che non c'era nessun punto nella vasca a cui attaccare
l'altro capo della catenella.
Qualcosa in quel tappo mi ricordava le fabbriche, i macchinari
pesanti e i tizi con un casco di protezione arancione
in testa. Il mio mondo.
Quasi tutti i progettisti svolgono qualche anno di apprendistato
in un impianto all'interno di una squadra di montatori, o
lavorando come garzoni del responsabile del controllo qualit
con un portablocco in mano e un'aria di importanza da supercompensazione.
Per toccare con mano quello che devono
affrontare i ragazzi addetti alle macchine, per fare in modo che
i progetti possano funzionare nel mondo reale. Mi piaceva stare
l, anche se ero altrettanto desideroso di andarmene. Perci
entrai nel primo laboratorio di R&D che si dimostr disposto a
prendermi e infilai il naso direttamente in un mucchio di banchi
di prova e di attrezzature da laboratorio. Trafficavamo con
un sacco di sostanze chimiche pericolose. Gi prima della nascita
dell'Ente per l'igiene e la sicurezza sul lavoro c'erano delle rigide
procedure che regolavano l'utilizzo di sostanze caustiche e
corrosive. La maggior parte dei laboratori disponeva di speciali
lavandini collegati a container rivestiti per lo smaltimento dei
rifiuti tossici. Questi lavandini di solito erano di acciaio inossidabile
o di una qualche specie di ceramica esotica che poteva
essere ripulita dai resti delle schifezze infernali che buttavamo
gi dal tubo di scarico - che in realt non era altro che un grosso
foro rotondo, a meno che per una qualche ragione uno non
volesse contenere i fluidi di scarto, nel qual caso usavamo uno
speciale tappo di neoprene.
Proprio come quello che a quanto pare Regina Broadhurst
usava per contenere l'acqua nella sua vasca. E che sembrava
nuovo di zecca.
Il mattino dopo mi alzai presto e dopo aver dato a Eddie
la possibilit di fare i suoi bisogni, gli aprii la portiera perch
saltasse sul sedile davanti dove gli piaceva starsene seduto con
la testa fuori del finestrino. L'aria era agitata ma tersa. L'odore
era giovane e fresco, nonostante l'effluvio stantio di piante
bruciate ricordasse l'estate secca e bollente. Con i finestrini
abbassati la Grand Prix risuonava come un B-52 incidentato.
Nel 1967 non si curavano molto di aerodinamica e di flussi
dei gas di scarico. Ti serviva un motore V8 aspirato, con un
rapporto di compressione 10:1,385 cavalli, con una coppia di
575 newton metro per abbattere il rumore del vento.
Tutti i bambini che conoscevo quand'ero piccolo sapevano
riparare e occuparsi della manutenzione del pesante V8,
inclinato e a 6 cilindri in linea che alimentava tutte le automobili
dell'epoca. Tutte macchinacce americane, escludendo
le Volkswagen e qualche MG. Apri il cofano di una macchina
costruita oggi e quello che ti troverai davanti  qualcosa
che solo gli ingegneri automobilistici sono in grado di
comprendere. Il funzionamento, il monitoraggio e la manutenzione
delle automobili moderne dipendono da microprocessori,
perci  impossibile fare qualcosa senza l'ausilio
della tecnologia diagnostica, che infila in un'interfaccia i
connettori distribuiti nel vano motore. I normali meccanici
sono stati ridotti al ruolo di utenti informatici con un po' di
grasso sotto le unghie. Tanto di guadagnato, ritengo, se il
risultato sono macchine migliori e una minore dipendenza
da una classe economica che non ha esattamente vinto il
Premio Nobel per la sua integrit commerciale.
Ma supponiamo di sapere come muoversi in mezzo a
quell'intrico di cavi e connettori colorati. Avvicinandosi al
motore vero e proprio si noteranno diversi tubi sottili di
metallo disposti lungo la parte superiore del blocco, sotto i
filtri dell'aria che un tempo si trovavano sopra i carburatori.
Soltanto che adesso filtrano l'aria che va ai piccoli condotti
del sistema a iniezione. Togliendo i filtri dell'aria del 95% delle
automobili realizzate oggi nel mondo, si vedr un curioso
alloggiamento di piccole dimensioni, placcato in nickel o in
plastica estrusa, dal quale sporge una linea a vuoto. E anche
un connettore a tre poli con i fili rossi, bianchi e blu che si
disperdono in un intrico di cavi di controllo. Il suo scopo 
quello di introdurre una minuscola dose di uno speciale
composto organico. Il composto evapora a una pressione di
poco inferiore a quella atmosferica e si disperde uniformemente
nel flusso d'aria che attraversa il filtro lungo il percorso
che conduce al cataclisma della combustione interna.
Montando un retrofit alla gola del famelico 4 cilindri della
mia Grand Prix, questo minuscolo pezzettino di tecnologia
del XX secolo ne aumentava la potenza di circa 15 cavalli. Che
non erano poi molti, dato che nella stalla ne avevo gi quasi
400. Mentre sono sicuramente molti per le nuove automobili
che hanno tutte lo stesso bisogno di maggiore potenza, di
una migliore efficienza nella carburazione e di emissioni pi
pulite.
Aggiunto al flusso delle entrate della societ proprietaria
e licenziataria di quella tecnologia, quello stesso pezzettino
di tecnologia le aumentava di circa 85 milioni di dollari
all'anno.
Si chiamava SAM-85, e qualunque meccanico pensa si
tratti di uno stupido acronimo inventato da qualche ingegnere
seguito dal numero del modello, mentre in realt  un
nome. Il mio nome. Seguito dall'anno in cui la societ ottenne
il brevetto. Quella dannata cosa  stata una mia idea.  il
mio lascito all'umanit. E sono certo che all'umanit non
fregherebbe un accidenti di niente se lo sapesse.
Mi accesi una Camel e presi un sorso del caff del giorno
prima, che avevo conservato nel portatazza montato sulla
consolle del cambio. Sapeva ancora di French Vanilla.
Ero andato a letto pensando a Regina Broadhurst e mi
ero svegliato con lo stesso pensiero. Era fastidioso, ma prevedibile.
Quella donna aveva occupato un piccolo spazio
insignificante ma irritante nella mia coscienza per tutta la
mia vita. In realt non ne sapevo molto di lei. Sapevo solo
che si lamentava nel sonno e che faceva incazzare il mio vecchio.
Che aveva una squallida casetta progettata coi piedi e
una tremenda artrite che probabilmente la tormentava tutto
il giorno. Probabilmente non riusciva a piegarsi bene, o a
raccogliere gli oggetti, faceva fatica a occuparsi del giardino
e a entrare e uscire dalla vasca da bagno.
I tubi di scappamento gemelli della Grand Prix gorgogliavano
lungo la scia come un paio di entrobordo. La testa
di Eddie era fuori del finestrino, le orecchie bloccate all'indietro
e i denti in mostra come in un largo sorriso. Splendeva
di nuovo il sole e sembrava che tutto fosse tempestato di
lustrini. L'aria odorava di coscienza pulita. Le acque della
baia erano calme e solo lievemente increspate dalla forte
brezza. I gabbiani cercavano di assumere una posa reale, con
il capo rivolto verso il vento, richiamavano l'attenzione lungo
gli stretti pontili e le paratie di legno. C'era Imus alla radio
e mi fermai a prendere una tazza bollente di Viennese Supreme
per sostituire il French Vanilla freddo. Lo tenni stretto tra
le gambe, scaldandomi le palle.
In questo periodo dell'anno le strade secondarie erano
un po' meno trafficate, soprattutto durante la settimana.
Sorpassai alcuni pickup e alcune macchine americane di
medie dimensioni che rappresentavano lo stereotipo locale.
Per lo pi sfuggivano alla Montauk Highway, la principale
strada a due corsie della zona che adesso era intasata tutte le
mattine dal traffico in entrata.
Era diventato quasi impossibile vivere con uno stipendio
medio in mezzo alla stravagante economia degli Hamptons.
L'unica vera industria era al servizio dei facoltosi che compravano
e vendevano cose secondo una logica che era al
tempo stesso inconsueta e incomprensibile. E tuttavia trasferire
anche una piccola parte di quel mare di quattrini era
molto pi difficile di quanto si potesse pensare. E anche nel
caso in cui uno ci riusciva, vivere quaggi era talmente
costoso che tenerselo stretto era ancor pi difficile. Potevi
acquistare future in caff venezuelano e oggetti d'arte di prim'ordine
in Main Street nel Village di Southampton. Ma il
negozio di alimentari pi vicino dove si potevano trovare
prodotti a buon prezzo era a 30 chilometri a nord dell'isola.
Le case erano sempre passate di padre in figlio prima di raggiungere
il mercato aperto. Ma i prezzi adesso erano talmente
alti che pochi potevano giustificare il fatto di non venderle
a una cifra che era dieci volte superiore al prezzo accessibile
a una normale famiglia. Di conseguenza l'inventario
delle abitazioni di propriet della gente del posto si stava
rapidamente assottigliando. Un numero sempre pi grande
di figli e figlie arrivavano qui dall'ovest in vacanza oppure
rinunciavano alla casa e si trasferivano definitivamente in
altri posti.
Ma alcuni resistevano. Non riuscivano proprio a rinunciare
all'aria e alla luce, alla volta formata dalle foglie degli
aceri che si gonfiano sopra la testa come gigantesche nuvole
verdi. Alle spiagge scolpite dal mare che si estendono
verso l'orizzonte e all'untuoso puzzo di pesce con la bassa
marea.
Mi fermai al negozio di ferramenta. C'erano cinque o sei
tizi che si occupavano di tre o quattro clienti. L'attenzione al
cliente era il loro punto forte. Mostrai al primo tizio che vidi
il grosso tappo di neoprene. Era ingrigito prematuramente,
ma aveva un'aria rilassata. Lavorare alla ferramenta gli aveva
fatto bene.
Ho qualcosa che ci assomiglia. Non esattamente identica.
Mi condusse nella corsia degli articoli sanitari. Spulciammo
dentro i contenitori dei pezzi di ricambio e guardammo
con attenzione gli affari plastificati appesi ai pioli
degli espositori.
Pu darsi che ce l'abbiano in un negozio di forniture
idrauliche. Sembra una cosa industriale.
 cos. Ho pensato che forse l'avevo comprato qui.
Annu, ma disse: No. Tutto quello che ho  qui. Fanno la
stessa cosa.
Non secondo l'OSHA.
Rise, senza aver capito la battuta. I suoi occhi azzurri erano
gentili, e desiderosi di rendersi utili.
Credo di no, ma quella gente  incontentabile.
Mi rimisi il tappo in tasca e andai al Golden Pare per un
altro caff. Mi fermai alla macchina per dare un'occhiata a
Eddie. Dormiva nell'enorme sedile posteriore, il suo turno
di lavoro era finito.
Il gusto del giorno era cioccolato-lampone. Il Popolo
Estivo seduto attorno ai tavolini affollati indossava quell'aria
di stanca indifferenza tipicamente newyorchese come
fosse stato un accessorio per accompagnare le tute da jogging
e le magliette di cotone con piccoli giocatori di polo
ricamati sopra. C'era una massa confusa nella zona in cui
venivano serviti il caff e le paste. Il Popolo Estivo raramente
obbedisce al protocollo che impone di stare in fila, perci
mi feci largo a spallate verso il bancone del caff e mi liberai
un posto. Le donne avevano l'aria di chi ha qualcosa da ridire,
mentre gli uomini erano riusciti a sopravvivere abbastanza
a lungo da comprarsi una casa quaggi scegliendo
con attenzione con chi litigare. Ero sempre molto cortese
con le minuscole donne spagnole dietro il bancone delle
paste. Se ne stavano sulle loro anche se erano circa quattro
anni che mi servivano regolarmente bagel e caff aromatizzato.
Facevo quell'effetto sulle persone.
Amanda era seduta a un tavolino d'angolo, seminascosta
dietro il bancone della pasticceria. Devo essermi accorto che
mi stava guardando, perch i nostri occhi si incontrarono nel
momento in cui la vidi.
Ehi. Come va?
Tutto bene, disse, guardando il mio caff, se lo porta
via o rimane?
Mi sedetti al suo tavolo. Sembrava che qualcuno l'avesse
immobilizzata. Il volto era contratto e le mani strette insieme
in una morsa bianca. Solo la postura sembr rilassata
quando si pieg in avanti per parlare.
Mi sento cos male per come mi sto comportando. Ci
tenevo davvero a scusarmi.
Per cosa? Come dovrebbe comportarsi?
Non lo so. In realt non  quello che intendevo.
Ci stiamo solo prendendo un caff insieme. Era questo
l'accordo, mi pare.
Abbass una spalla mentre si piegava per avvicinarsi un
altro po'. Sentivo il profumo dei suoi capelli.
Di solito non faccio niente per conto mio senza averlo
prima detto a Roy. Cio, non devo chiedere il suo permesso.
 solo che di solito glielo dico se mi vedo con qualcuno. Ma
pensavo che avrei potuto trovarla qui. La vedo entrare e uscire
tutti i giorni. Sarebbe sembrata... una coincidenza.
Alz gli occhi e mi fece un sorrisetto tirato.
Volevo allontanarla dall'argomento che avevamo iniziato
a discutere, anche se non sapevo con esattezza di cosa si
trattasse.
Credo che Joe Sullivan abbia rintracciato il nipote di
Regina, Jimmy Maddox. Conosce Joe Sullivan?  uno sbirro
locale.
Io non lo conosco. Roy s, probabilmente.
 di qui.
Allora Roy lo conosce senz'altro.
Voi due dovete esservi conosciuti qui da bambini, giusto?
 cos. Roy  sempre rimasto qui.
Fu il suo turno di trascinarmi via da quell'argomento.
Indic la strada con un gesto della mano.
Sono corsa qui quando l'ho vista accostare. Quel macchinone,
dev'essere un pezzo da collezione.
Sbuffai, il verso pi vicino a una risata che fossi in grado
di emettere.
Collezione di problemi.  un affare grosso e stupido.
Ma ci va in giro. Perci dev'essere pi divertente che guidare
la sua macchina normale.
No,  solo che quella  la mia macchina normale.
Santo Cielo!
Era di mio padre. E anche lui era progettato male e decisamente
fuori posto in Main Street.
L'espressione del suo volto mi fece capire che era pentita
di aver imboccato questa rotta, per quanto inizialmente fosse
sembrata del tutto innocente. Cercai un modo per permetterle
di sdebitarsi.
Suo padre abita ancora da queste parti? le chiesi.
No.  morto quand'ero piccola. Non l'ho mai conosciuto.
Cavolo, ero proprio portato per la conversazione rilassata.
Avevo un vero istinto per far stridere i nervi, per tirar via
la rogna.
Mi scusi.
Non fa niente. La gente muore. I nostri genitori muoiono.
Perfino mia madre, che non  mai stata male in tutta la
sua vita.
Torsi le labbra e cercai di assumere un'espressione di
comprensione, spaventato all'idea di poter fare un'altra gaffe.
Amanda mi aiut a trarmi d'impaccio.
Roy e io andammo a casa sua non sentendola e non
riuscendo a contattarla. Stava stirando i vestitini delle sue
bambole. Le creava lei le bambole. Aveva un vero talento. 
stato orribile.
Mi guard negli occhi quando lo disse e prese un sorso di
caff. Non voleva vedere la mia reazione. Mi guard e basta.
Ruot la tazza di caff tra le mani, fermandosi di tanto in tanto
per tracciare delle righe immaginarie lungo i lati con le
unghie. Erano dita forti, sottili, con le unghie lunghe e perfette.
Mi scusi. Non dovremmo parlare di cose cos tristi.  solo
che, vede, stava benissimo, e che le sia successa una cosa del
genere... e quando mi ha parlato di Regina, qualcosa mi ha
fatto pensare a mia madre. Non so quello che sto dicendo.
Che cos' stato? Un attacco di cuore? domandai, sensibile
fino in fondo.
Scosse la testa, abbassando nuovamente la testa.
Hanno detto cos. Non lo so. Si  occupato di tutto Roy.
Non ce l'ho proprio fatta a occuparmene io.
Roy dev'essere bravo a occuparsi delle cose.
Fin troppo, disse, pentendosi subito di averlo detto.
Fece un ampio sorriso e cambi argomento.
Che cosa  venuto a fare in citt oggi? So che non  il
giorno della sua visita in banca.
Solo qualche commissione.
Vedo tutto dalla mia finestra. L'ho vista andare nel negozio
di ferramenta. Immaginavo che dopo sarebbe venuto
qui. Di solito lo fa dopo essere venuto in banca. Trovo che
sia divertente. Le ho teso un'imboscata.
Mi fa piacere.
Sembr contenta. Volevo onorare il nostro patto.
L'ha fatto.
Guard un attimo fuori dalla vetrina mentre sorseggiava
il caff.
C' qualcosa che non va, dissi.
Mi pose di nuovo lo sguardo addosso.
Cosa intende dire?
Non lo so. Ho lavorato a grossi sistemi complessi per
tutta la vita. Troppo complessi perch qualcuno possa davvero
comprenderli. Inclusi noi ingegneri. Perci la maggior
parte delle volte uno si limita ad affidarsi all'istinto. Non lo
so. Qualche volta l'impressione era che ci fosse un difetto da
qualche parte.
Bevvi dell'altro caff e cercai di tenere la bocca chiusa, ma
era difficile con questa donna. Volevo parlare con lei.
Forse ci sta solo pensando troppo, disse.
No, faccio tutto il possibile per evitare di pensare a qualsiasi
cosa.
Ha detto che  una sensazione. Allora forse  troppo
emotivo.
Le emozioni che ho avuto mi bastano per una vita. La
porzione che mi era stata assegnata si  esaurita.
Amanda si appoggi allo schienale della sedia, guardando
nella tazza di carta che adesso stava accartocciando con
tutte e due le mani.
Capisco. Sono stata importuna.
Non  vero. Sono io che importuno me stesso. Lei voleva
solo essere cortese. Non ne vale la pena con me. Decisamente.
Ficc l'unghia del pollice sul lato della tazza.
Capisco. Davvero. La capisco. Pi di quanto possa immaginare.
Poi si alz e se ne and. La guardai mentre attraversava
dolcemente la piccola caffetteria affollata. Bella mossa, Sam,
mi dissi. Una brillante mossa del cazzo.
Si ritrov intrappolata nella fila caotica che si era formata
davanti al bancone delle paste. Vidi che si era creato uno
spazio vicino alla vetrina e allora lo occupai, cos quando lei
arriv alla porta io ero gi l, senza dover scavalcare i tavolini
o calpestare passeggini.
L'afferrai per un gomito. Gir la testa di scatto e mi fiss.
Non lo sa perch vengo tutti i mesi in banca a sbrigare
le mie faccende di persona, perch  una mia abitudine. E in
qualche modo si  trovata a doversi occupare di me. E cos
si  fatta l'idea che io sia una persona normale, una persona
socievole, e invece non lo sono. In realt lei  l'unica persona
alla quale ho rivolto la parola in quasi quattro anni. Lei e
Regina.
E io sto qui ad annoiarla parlandole di mia madre.
Sono sicuro che sarebbe stata contenta di sapere che ha
una figlia che la pensa, dissi, cercando disperatamente e goffamente
di trovare qualcosa da dire. Scommetto che avevate
molte cose in comune.
Alcune persone stavano faticosamente cercando di
oltrepassarci per uscire. Amanda non si mosse.
Mia madre era una persona molto coraggiosa, disse,
non era come me.
Col trascorrere della mattinata, la luce in Main Street si
era fatta pi forte. Ma la pelle di Amanda sembrava ancora
sfiorata dal vento e i capelli ramati risplendevano di minuscoli
fuochi d'artificio. Fui colto alla sprovvista e mi distrassi
e non riuscii a trovare qualcos'altro da dire, cos lei scivol
via e torn alla banca senza voltarsi. Un'immagine familiare.
Una bella donna in ritirata.
Ero stato troppo ottimista quando avevo messo la sveglia
alle cinque e mezzo. Il sonno mi ostruisce le vene e mi
annebbia la vista. Le sigarette mi avevano lasciato il solito
sapore di merda in bocca. Lo stomaco era sottosopra, incerto
su come giocarsi la giornata.
Quando lasciai mia moglie, mi disse che da solo non sarei
durato pi di cinque anni. Me ne restava ancora uno.
Era successo pi o meno nello stesso periodo in cui lo
psichiatra mi aveva buttato fuori dal suo studio. Disse che
non avrebbe potuto fare niente per me. In realt disse che
non voleva fare niente per me, e a posteriori immagino che
cos facendo abbia infranto la sua etica. Non che me ne
importi. Lo odiavo quel pomposo piccolo moralista. Tutto
quello che voleva era togliermi la mia vodka per riempirmi
di antidepressivi. Cosa che in teoria avrebbe dovuto prepararmi
alla psicoanalisi, in modo da riuscire a tirar fuori le
ragioni pi recondite.
Quella terapia rientrava in un accordo che fui costretto a
fare con il procuratore distrettuale di Stamford. Sperava in
questo modo di mascherare la sua decisione di non procedere
contro di me per una serie di cose, tra cui aver distrutto
la casa di mia moglie. Insieme a un paio di ossi duri della
palestra avevamo imballato tutti i mobili e gli altri oggetti
della casa in un grosso autoarticolato, avevamo strappato
le parti in legno, sventrato i pavimenti e spogliato le pareti.
Avevamo riempito alcuni cassonetti, poi avevamo portato
l'autoarticolato in una di quelle discariche montagnose nei
Meadowlands del New Jersey, dove seppellimmo tutti gli
oggetti che mia moglie custodiva gelosamente sotto un centinaio
di tonnellate di spazzatura di Manhattan.
Lasciammo tutti i montanti e gli attacchi idraulici e tutte
le attrezzature nell'interrato. Insieme a un biglietto nel
substrato di compensato del pavimento di quella che era stata
la cucina, in cui le dicevo che avrei coperto io tutte le spese
per rimpiazzare le cose che le avevo distrutto.
Avevo gi rinunciato alla mia parte della casa e a tre quarti
dei miei soldi. Mi restava ancora un po' per vivere, dopo
aver pagato quello che l'assicurazione di mia moglie non
avrebbe coperto. Non ne vado fiero, l'ho fatto e basta. Ancora
non so esattamente il perch, ma dev'essere stato per una
buona ragione.
Tuttavia mi piaceva, quel procuratore distrettuale. Mia
moglie e i suoi avvocati si diedero un gran daffare per convincerla
a mobilitare l'adeguato sdegno accusatorio. Fu di
grande aiuto il fatto che nelle due settimane in cui mia moglie
se n'era andata sui campi da sci fosse stata costretta a
lavorare dodici ore al giorno, fine settimana compresi. Parlammo
di superlavoro e del tempo perduto e del sacrificio.
Suo marito aveva trascorso buona parte della loro vita matrimoniale
a trovare se stesso. Lei lo aveva mantenuto mentre
lui conseguiva un paio di master e un dottorato. Lui si lamentava
perch lei era troppo stressata. Perch aveva dimenticato
come si fa a divertirsi. Mi limitai a sorriderle scioccamente
e lei abbass lo sguardo verso le mani stanche e disse:
Esatto.
Cos mi beccai l'accordo dello strizzacervelli e trascorsi
tre mesi a litigare con quello stronzetto che non riusciva a
guardare un orinatoio senza analizzare gli impulsi psico-sessuali
che soggiacevano al bisogno di pisciare.
Non ho mai capito queste cose. Mi seccava il fatto che la
gente considerasse normali la spensieratezza e l'ottimismo.
Mi chiedevo come fosse possibile che una persona in pieno
possesso delle sue facolt non si sentisse almeno un po' sbigottita
di fronte al tormento disperato dell'esistenza umana.
Le mattine come questa erano particolarmente dure. Ero
stanco e mi faceva male lo stomaco. Non mi era di nessun
aiuto il fatto che mi fossi svegliato in questo stato un milione
di volte. Il dolore mi cingeva saldamente il cuore.
Dopo aver preparato la caffettiera, indossai maglietta e
pantaloncini e uscii per una corsa. Di solito riservavo questo
genere di attivit alla palestra, ma temevo che la depressione
stesse per avere il sopravvento se non avessi messo in
moto il mio sistema cardiovascolare.
Una teoria degli anni Ottanta di non so pi quale scienziato
aveva concluso che quanto pi il contatto con la realt
era forte, tanto maggiori erano le probabilit di cadere in
depressione, e viceversa. La scienza ha confermato che ignoranza
 davvero sinonimo di beatitudine.
Il percorso che seguii mi port lungo le strade sabbiose
che correvano tra alte querce e pini nani invisibili dall'orlo
della baia. Ogni quindici-trenta metri c'era un vialetto che
conduceva a una casa costruita in riva al mare. Altre case
erano infilate nei boschi o appollaiate su piloni di legno trattato
sopra paludi acquitrinose che avevano avuto come progenitore
la Legge sulle Paludi.
Dopo venti minuti di corsa cominciai a sentirmi meglio.
Troppo distratto dallo sforzo di correre per preoccuparmi
dell'ansia. In quel momento stavo attraversando il cancello
che conduceva alla WB Manufacturing, la fabbrica abbandonata
costruita sulla penisola immediatamente a est di Oak
Point. C'era un nuovo recinto contro i cicloni e un cancello
che chiudeva l'entrata ma per il resto aveva l'aspetto di sempre
- tutta cemento, mattoni rossi e ruggine.
Quando mio padre costru la sua casa, quasi tutti i nostri
vicini lavoravano alla fabbrica. Perfino gli impiegati della
WB erano considerati inconsistenti nel migliore dei casi.
L'attivit industriale non riusc mai a prendere davvero piede
qui e questo permise all'East End di salvare i suoi coltivatori
di patate e i suoi campi da tennis. Anche mio padre
trascorse un po' di tempo qui, ma credo che lo licenziarono.
Se era stato come per tutti gli altri lavori, si era cacciato nei
guai con qualcuno o aveva blaterato su qualcosa a voce troppo
alta, o con troppa frequenza.  per questo che poteva
lavorare solo per se stesso. Oggi si direbbe che aveva scarse
attitudini interpersonali.
E probabilmente  stato questo a ucciderlo. Non hanno
mai preso i tizi che l'hanno fatto, ammesso che li abbiano
mai cercati. Probabilmente un paio di punk che si erano fermati
per farsi un bicchierino. Deve averli provocati. Un'occhiata
sbagliata, una parola sbagliata, un gesto, una sbuffata
- era pi che sufficiente. Ci hanno messo circa cinque minuti.
L'hanno lasciato nel cesso, gi morto prima che la porta si
richiudesse alle loro spalle.
Dopo la corsa mi sentii meglio. Abbastanza da fare una
doccia, radermi, vestirmi e uscire con la mia Grand Prix.
Abbastanza da affrontare una nuova giornata.
Ci misi quasi tutta la mattina a perlustrare gli Hampton
Bays prima di trovare Jimmy Maddox. Iniziai dal cantiere
che mi aveva indicato Sullivan. Non lo conoscevano, ma mi
mandarono da una squadra che si occupava di movimentare
la terra. Avevano sentito parlare di lui, ma non avevano
voglia di rendersi utili. Fui educato e andai avanti.
Nel terzo cantiere c'era una cicatrice sabbiosa incisa in un
alto boschetto di nodosi pini rossi. Un grosso tizio dal volto
florido con una maglietta grigia di due taglie pi piccole per
il suo pancione stava rotolando fuori dalla cabina di una
gigantesca escavatrice. Il macchinario sembrava una gigantesca
bestia gialla che non aveva ancora fatto colazione. L'odore
di gasolio e di fluidi pneumatici si mescolava a quello
della sabbia bagnata, abbandonata in piccoli cumuli attorno
alla fossa appena scavata.
Socchiuse gli occhi per sentirmi da sopra il rumore dei
motori.
No, non so dov' Maddox, ma probabilmente lo potrei
scoprire, mi url mentre ci allontanavamo dall'escavatrice
e ci avviavamo verso una piccola roulotte scassata adibita a
ufficio. Sembrava contento di essersi allontanato dalla sua
grossa macchina. Non c'era nessun altro nel cantiere. Forse
si sentiva solo. Di che si tratta?
Una cosa di famiglia di cui mi sto occupando, gli dissi,
non sapendo che altro dire.
Sei un suo parente?
No,  una cosa che devo fare per il comune. Sua zia  morta.
Gli sto dando una mano a sistemare la propriet, abbassai
la voce quando chiuse la porta della roulotte alle nostre spalle,
deve solo firmare qualche documento e roba del genere.
Il tavolo di formica era coperto di progetti e bruciature
di sigarette. Le pareti erano tappezzate da manifesti pubblicitari
del Labor Department e da calendari con donne a seno
nudo che indossavano cinture da lavoro e brandivano trapani
a percussione. C'erano due bollitori per il caff in una
macchinetta automatica e macchie di caff ovunque. Riemp
un paio di tazze di polistirolo.
Davvero? Cazzo, gli ha lasciato qualcosa?
Probabilmente. Non molto. Non aveva molto.
Ehi, non si sa mai. Qualche volta le vecchie signore hanno
da parte un mucchio di soldi.
 vero. Non si sa mai, dissi. Pensi di poterlo trovare?
Come no. Solo un secondo.
Tir fuori una copia inzaccherata delle pagine gialle e le
scorse con le mani coperte di fango. Chiam da un telefono
nero a parete.
S Davy, sono Frank. Jimmy Maddox sta lavorando nel
tuo cantiere? No, non mi serve. C' un tizio qui, mi guard
e io scossi la testa per metterlo in guardia. Rimise di nuovo
gi la testa prima di andare avanti. C' un tizio qui che vuole
parlargli di un altro lavoro. Non gli serve immediatamente.
Che ne so perch vuole parlare con Jimmy, gli vuole parlare
e basta. Ha avuto una raccomandazione. Che ne so, lo
sta cercando e basta. No, non dire niente a Jimmy, fallo parlare
con questo tizio. S, lascia che se la sbrighi da solo. Come
vanno le cose l? S, che cazzo. E come se non lo so. S, Davy.
Okay. Si scambiarono banalit per qualche altro minuto
prima di riattaccare.
Si volt verso di me dal telefono.
Allora, qual  questo grande segreto?
Niente di che. Come gli hai detto, me la voglio sbrigare
direttamente con Jimmy. Hai gestito la cosa benissimo.
Ti deve dei soldi?
Bevvi un po' del suo onnipresente caff. Era molto buono,
anche in una tazza di polistirolo. Rimasi a guardarlo mentre
scriveva qualcosa sul retro di una ricevuta arraffata dalla cartella
della posta in arrivo sulla scrivania di qualcuno.
Niente del genere. Puoi controllare alla polizia. Chiedi
di uno sbirro che si chiama Joe Sullivan. Digli che hai parlato
con Sam Acquillo.
Mi diede l'indirizzo del cantiere.
Il nome  sul cartello del cantiere. Maddox manovra il
retroescavatore sugli scavi per le tubature.  un bravo manovratore.
Tanto bravo che ti ci potrebbe pulire i denti. Peccato.
Piegai la ricevuta e la infilai nella tasca della camicia.
Cosa intendi con peccato?
Fece spallucce.
 uno stronzo schifoso. Nessuno sopporta di lavorare
con lui.  uno di quei tipici... un ragazzino stronzo. Capisci
cosa intendo?
Penso di s, come no.
Lo vedrai. Un vero tesoruccio.
Lo riaccompagnai alla sua escavatrice.
Un giorno o l'altro, mi disse quell'omone mentre si
arrampicava sui fili di acciaio tirati a lucido, qualcuno dar
un fracco di botte a quello stronzetto spregevole, capisci cosa
intendo?
La giornata si stava annuvolando, ma era ancora tersa,
con la brezza che spingeva i fumi di scarico dell'escavatrice
in alto verso i pini e all'esterno verso l'oceano. Il motore diesel
rugg alle mie spalle mentre faticosamente riportavo la
Grand Prix sulla Montauk Highway.
Merda, 'fanculo, Cristo, pezzo di merda, figlio di puttana.
Fottuto pezzo di merda.
Jimmy Maddox aveva circa ventotto anni, ma la sua faccia
sembrava molto pi giovane. Soffice e rotonda, con appena
qualche traccia di lanugine arancione sopra il labbro
superiore e sulle guance. Da sotto il cappello verde chiaro
con la tesa arancione spuntavano efelidi e capelli rossi e ricciuti.
Assomigliava al figlio pazzo della scuola aziendale di
Ronald McDonald. Un po' di sua zia Regina gli aleggiava sul
volto e gli penetrava gli occhi cattivi.
Mi tenni all'esterno del movimento oscillatorio della grande
pala e del getto delle sue invettive. Quel ragazzo aveva uno
stile interessante. La fossa che stava scavando era quasi scolpita.
La pala si muoveva con movimenti uniformi e controllati.
Non si addiceva per niente a tutto quel gridare e imprecare.
Dotty Hodges e il grosso tizio dell'escavatrice ci avevano preso.
Una giovane testa di cazzo. Ma con un suo carattere.
Schifoso sacco di merda pezzo di merda fottuto.
Sapeva che ero l e che lo stavo guardando. Calcolai che
avrebbe finito l'ultimo tratto della fossa in circa mezz'ora.
Decisi che me ne sarei andato prima. Rimani in un posto
troppo a lungo e la tua dignit se ne va da sotto i piedi.
Forse la curiosit ebbe il sopravvento. Mise al minimo il
motore del retroescavatore, arrotol la pala tra le piccole
ruote davanti e smont dal sedile. Mi pass accanto senza
guardarmi, ma abbastanza vicino da sentire che lo chiamavo
per nome.
Gi, replic urlando, e tu saresti?
Aveva bei pettorali che terminavano su un ventre sporgente
da operaio. Tendeva il tessuto della maglietta bianca
inzaccherata di fango. I jeans erano drappeggiati attorno a
un paio di costosi stivali Dunhill. Il labbro era davvero un
po' arricciato.
Sam Acquillo. Ho una brutta notizia.
Sput per terra.
Cazzo. Sarebbe?
Tua zia Regina  morta.
Mi guard come se non avessi detto ancora niente. Aspettai.
Sput di nuovo.
Morta?
Gi. Da circa una settimana.  ancora all'obitorio.  ora
che qualcuno decida come sistemare le sue cose.
Saresti tu?
Con il tuo aiuto, se ti interessa.
Sei l'e-se-cu-to-re?
Non sono bravo con quel genere di approccio. Ma ci stavo
provando.
Pu darsi. Dipende da te.
Si accovacci e raccolse un pezzo di fango. Gli si sbriciol
in mano e gett via i pezzettini come un agricoltore sul
punto del pignoramento.
Proprio morta?
Cos pare.
Si rialz pulendosi le mani sui fianchi. Mi avvicinai un
altro po' in modo da guardargli meglio la faccia mentre parlava.
Si accorse dell'intromissione e si irrigid un po'.
Qual  la tua parte?
Ero il suo vicino.
Guard oltre la mia spalla.
Quella vecchia Pontiac  tua. L'ho vista nel vialetto.
Annuii. Gli sbirri non sono riusciti a trovare nessun
parente prossimo. Gli ho detto che li avrei aiutati. Che avrei
parlato con te.
Incroci le braccia sopra la pancia e si pieg un po' indietro.
Sbirri? Qualcuno l'ha uccisa?
Tu che ne pensi?
Sei uno sbirro?
Dovrei?
Cos' questo? Un cazzo di quiz?
Sorrisi. Il retroescavatore era ancora acceso al minimo
accanto allo scavo. A una trentina di metri di distanza un
gruppo di operai erano curvi su pale e rastrelli, a guardare
l'impasto addensarsi nella betoniera. L'odore di cemento fresco
faceva a gara con quello di fango e con un lieve sentore
di legno verde che si alzava da una grossa catasta. Maddox
dondolava lentamente avanti e indietro sui calcagni, manifestando
le sue molte indecisioni.
Sto solo cercando di dare una mano, gli dissi. Cos' che
ti preoccupa?
Disincroci le braccia e infil le mani nelle tasche. Lo vidi
come lo avevo visto fin dal primo momento. Come un
ragazzino.
Zia Reggie  l'unica parente che mi  rimasta. Com'
morta?
 morta e basta. L'ho trovata che galleggiava nella vasca
da bagno. A essere sinceri credo che dovrebbero specificare la
causa esatta della sua morte. Credo che dovresti autorizzare
l'autopsia. La tengono sotto ghiaccio, ma il tempo passa.
Dovrei farlo io?
L'autopsia non la dovresti fare tu. Solo dare la tua autorizzazione.
E prenderti qualche responsabilit. Il funerale, la
casa, tutto quanto.
Non stava ascoltando.
Mia mamma diceva sempre che aveva un mucchio di
soldi nascosti da qualche parte.
Lo pensi anche tu?
L'espressione mut irrequieta sotto la superficie pallida,
carnosa. Mi chiesi quanti membri della sua famiglia
avesse gi sepolto nella sua giovane vita. Quel genere di
cose possono rendere un giovane instabile. Guastargli l'equilibrio.
Noo, non aveva un cazzo.
Hai controllato?
Il sangue gli afflu sul volto soffice.
Mi credi uno stupido?
Non ancora.
Credi che non sappia dove vuoi arrivare?
Non voglio arrivare da nessuna parte. Ma tu stai diventando
nervoso.
Chiudi quella cazzo di bocca.
Non credo proprio.
I vecchi pugili suonati che bazzicavano nella palestra del
mio quartiere lo chiamavano Western Union. Quando un tizio
si limitava a spedirti un telegramma per avvertirti che
stava per tirarti un pugno sul naso.
Mi limitai ad aspettare.
Sei uno stronzo del cazzo, mi disse.
Lo lasciai parlare e intanto prendevo le misure. Tenni le
mani rilassate lungo i fianchi e i piedi parzialmente in posizione.
Poi impiegai una frazione di secondo per pensare alla
delicatezza con cui Jimmy Maddox scavava la buca per le tubature
con un retroescavatore da due tonnellate. Mi costrinse a
rivedere la mia stima della velocit e a tararla di conseguenza.
In una frazione di secondo ancora pi piccola la sua sventola
da cowboy fu lanciata contro la mia mascella.
Gli afferrai il polso con la mano destra come fosse stata
una palla da baseball e lo tenni fermo. Rimase paralizzato per
la sorpresa, lottando contro la mia stretta. Non fu facile
mantenere la stretta - era pi forte di quanto non sembrasse.
Gli allungai un colpo sulla bocca e lo feci atterrare sul
sedere. Mi accovacciai mentre si afflosciava, continuando a
tenergli stretto il pugno sinistro e sentendo che la resistenza
stava scivolando fuori dal braccio.
Ho fatto il pugile, ragazzo mio. Non ci riprovare, okay?
Fece cenno di s tenendosi la mano libera sopra la bocca.
Non era pronto a parlare, perci lo feci io.
Non ti sto accusando di niente.  solo il tuo temperamento.
Perci, che ne dici se ricominciamo tutto daccapo?
In maniera pi cordiale?
Annu e gli lasciai andare la mano. La guard come fosse
stato un cucciolo fastidioso che se n'era andato per qualche
giorno. Il sangue gli scendeva dall'angolo della bocca
macchiandogli la maglietta. Gli porsi l'asciugamano di carta
che mi ero messo in tasca quella mattina in un momento
di preveggenza. Se lo tenne sulla faccia mentre ci avviavamo
verso la Grand Prix. Il sole era nascosto dalle nuvole e la luce
era diffusa e meno clemente. Il sangue sulla maglietta era di
un rosso acceso. Il viso era di nuovo pallido.
Hai mai lavorato per qualche impianto chimico,
Jimmy?
Mi guard accigliato.
Non ci sono impianti chimici da queste parti.
A nord dell'isola? Nel New Jersey?
Non ci sono mai stato. Che differenza fa?
Nessuna differenza.
Era troppo teso per continuare a discutere. Lo lasciai
sedere sul sedile del passeggero della Grand Prix con le gambe
fuori mentre sfogliavo le carte in cerca di un foglio bianco
su cui scrivere.
Penso sia una buona idea farlo. Non c' niente di male,
a meno che non ti dia fastidio, e ne hai tutto il diritto. Il tribunale
mi ha gi dato quello che mi serve per gestire la cosa,
ma  tua zia.
Guard la lettera che avevo scritto mentre parlavo.
Dice che voglio l'autopsia.
Devi solo firmarlo, Jimmy. Mi occuper di tutto io. Ti
far sapere la data del funerale.
Firm con una graziosa grafia da metodo Palmer. Scriveva
nello stesso modo in cui scavava le buche. Solo con pi
tranquillit.
E se vuoi puoi dire che ti sta bene che io funga da amministratore
delle sue propriet, gli porsi un altro pezzo di carta.
Non sei obbligato a dire di s. Puoi prenderti un avvocato
di fiducia. Sto solo dicendo che ho il tempo di farlo e che
sono disposto a farlo. Mi servono solo il tuo indirizzo e il
numero di telefono. Ti spetta tutto quello che aveva, a meno che
qualche altro parente non spunti fuori dal nulla.
Lesse la lettera che avevo scritto. Poi fece spallucce e firm.
I soldi vanno bene. Non voglio niente della sua roba.
Troppo deprimente.
Tranne forse la casa. Vale un sacco di soldi, dissi.
Sbuff nell'asciugamano di carta.
La casa non era sua.
Fu il mio turno di fare la figura dello scemo.
Non era proprietaria di quella casa, Einstein, disse, in
qualche modo incoraggiato dalla mia confusione, aveva
solo avuto il permesso di abitarci. Fino a quando sarebbe
morta. Adesso tutto torner a qualche altro stronzo.
Quale altro stronzo?
Non mi ha mai detto molto di questo. Lo so solo perch
lei non voleva che mi facessi delle illusioni su quella sua stupida
casa.
Un ammasso di nuvole nere si stava formando sopra la
lunga fila di querce. La brezza andava tramutandosi in vento
di nord-ovest. C'era un che di lievemente elettrico nell'aria
- qualcosa che annunciava il temporale in arrivo. I tizi
del cemento avevano smesso di lavorare per guardare il cielo.Maddox guard stancamente la buca incompleta.
Fottuto pezzo di uno schifoso pezzo di merda di tempo.
...
.
...
Capitolo secondo.
...
.
...
In tutta New York c'erano migliaia di bar come quello, che
esisteva gi prima della Seconda guerra mondiale. Per tre
quarti dell'altezza le pareti erano rivestite di legno imitazione
mogano in stile vittoriano, di color marrone scuro. Oltre,
l'intonaco era dipinto di verde chiaro e decorato con scolorite
copertine di riviste incorniciate che avevano smesso di
circolare pi o meno nel periodo in cui MacArthur rientrava
dalle Filippine. La moquette doveva essere stata rossa, ma
era diventata di un marrone sbiadito. Lo stesso era accaduto
alle fodere in vinile degli sgabelli. Attorno al bancone, le
tavole del pavimento erano consumate fino alle venature. Il
poggiapiedi era di ottone massiccio, perfettamente lucido
nella parte superiore. Alle estremit del bancone c'erano
espositori di caramelle dure e antiacido Tums. Lungo la parete
posteriore, rivestita per buona parte di specchi e decorata
con false listellature, erano allineate le bottiglie.
Si trovava alcune porte pi in l rispetto all'ingresso delle
scale che portavano, due rampe pi su, al pied--terre nel
Bronx di mio padre. Tra i miti della nostra famiglia c'era
quello che mia sorella ed io fossimo vissuti da piccoli in
quell'appartamento, ma io non me lo ricordavo. Ci andavamo
qualche volta, e guardavamo la TV seduti sul ruvido
divano del soggiorno, mentre mia madre puliva il bagno e
sistemava i vestiti di mio padre nei cassetti e negli armadi.
La casa odorava di grasso, nafta e benzina, perch era l'odore
che avevano mio padre e tutti i suoi vestiti.
Non era un bevitore nel senso tradizionale del termine,
ma preferiva stare seduto in quel bar piuttosto che starsene
seduto tutto solo in casa sua. Centellinava un bicchierino e
una birra per ore, seduto da solo a un tavolino rotondo lungo
la parete, scoraggiando chiunque intendesse fare conversazione
con lui. Non che dovesse impegnarsi molto. Alcuni
hanno attorno a s un'aura di inavvicinabilit. Anch'io ce
l'ho. Le persone mi vengono vicino, poi deviano, come rimbalzando
su uno scudo invisibile.
Trent'anni fa ci andai per parlare con il barista. Per terra,
accanto ai piedi, avevo la borsa della palestra. Anch'io stavo
centellinando una birra, in parte per motivi finanziari. Il mio
budget era in pratica a livelli da fame, dato che tutti i miei
soldi andavano alla scuola serale. Il barista aveva pi o meno
l'et di mio padre e aveva ereditato il locale dagli zii. In genere
il barista tipico era grasso e brizzolato, ma questo era snello e di bell'aspetto, con la mascella squadrata e i capelli neri,
con la sfumatura alta. Un ex marine, con un'ancora tatuata
sull'avambraccio e la foto di un cacciatorpediniere appesa
sopra il registratore di cassa. Parlava quasi senza aprire la
bocca, con un tipico accento del Bronx, in pratica confondendo
la T e la D all'inizio delle parole.
Non sapevo da che parte cominciare per chiedergli quello che volevo sapere, perci ci mettemmo a parlare degli Yankees
e dell'economia. Aveva un nipote della mia et, che frequentava
la Penn State. Per qualche ragione imperscrutabile
gli raccontai che non andavo pi a scuola e che lavoravo
come carpentiere. Forse pensavo che avrei potuto risultargli
antipatico, se avesse saputo che frequentavo i corsi serali del
MIT. Non lo so. Ero giovane.
Quando la conversazione si spost sul crimine nelle strade
intravidi uno spiraglio. Mi guardai attorno con aria indagatrice.
Questo posto sembra abbastanza tranquillo. Deve essere
per merito tuo, giusto?
S, esatto. Non mi piacciono le stranezze.
Ma qui non c' stato qualcosa, tipo una rissa o una cosa
del genere? Per lo meno,  quello che ho sentito dire.
Stava passando uno straccio sul bancone, il che gli permetteva
di allontanarsi facilmente da me. Rimasi l a sedere
con la mia birra, con aria disinteressata, fino a che non ritorn
a portata di voce.
Scusa dissi. Sono troppo invadente.
No, va bene. Non fa niente. Quel tizio si  fatto menare
per bene. Tutto l. Ancora? chiese, indicando il mio bicchiere
vuoto.
Va bene. Il mio cuore ebbe un fremito per la spesa.
Tornai all'attacco.
Lo conosci? domandai.
Quel tizio?
Gi.
S. Viene sempre qui.  uno che s'incazza subito, un
bastardo. Ma non mi ha mai dato problemi.
Un cliente abituale.
Gi, credo che si possa dire cos. Non ho mai saputo il
suo nome. Fa il meccanico. Quando viene qua  sempre pulito,
ma si capisce dal dito indice, qui, vedi? I meccanici non
riescono mai ad avere questa parte laterale del tutto pulita.
 perch maneggiano gli attrezzi. Lo sporco entra nelle crepe.
Ti puoi anche sfregare con la pasta lavamani, ma se continui
a lavorare tutti i giorni, il grasso non se ne va pi.
Cos, tu non hai visto niente.
Raddrizz la schiena e mi diede un'occhiata, tenendo
ancora la mano tesa per mostrarmi come identificare un
meccanico dal suo indice.
No, io non ho visto niente. Nessuno ha visto niente. Perch
t'interessa? Lo conosci?
No. No, sono solo curioso.
Be', adesso basta con questa storia, okay? disse, e si
allontan lungo il bancone, per sistemare i frullatori, mettere
i bicchieri sporchi nella lavastoviglie e buttare nel bidone
le fettine di frutta rimaste nei bicchieri.
Ero troppo giovane per sapere come muovermi. Perci
lasciai perdere e passai l'ora successiva a fissare l'imboccatura
del mio bicchiere di birra. Non sapevo pi cosa pensare.
Non riuscivo a decidermi ad andarmene, ma desideravo saltar
gi dallo sgabello e ritornare di corsa a Boston. Volevo
andare a cercare Abby, trascinarla fuori dall'aula di lezione,
toglierle i vestiti e infilarmi nel letto con lei. Volevo entrare
di soppiatto nel vecchio appartamento di pap e raggomitolarmi
sul divano con la TV accesa. Volevo e non volevo.
Le contraddizioni impazzite che si agitavano dentro di me
trovarono evidentemente una via di fuga nella mia mano
destra, perch quando portai il bicchiere alle labbra tremava
cos forte che mi rovesciai la birra sul davanti della camicia.
Ehi,  tutto a posto?
S, scusa. Sono stanco, tutto qui.
Mi lanci lo straccio umido con cui puliva il bancone.
Tieni.
Pensai a quel punto di andarmene. Era all'altra estremit
del bar, che armeggiava intorno al rubinetto. Lasciai sul
bancone il doppio dei soldi che gli dovevo, lo salutai con un
cenno della mano e scesi dallo sgabello. Quando mi chinai
per prendere la borsa, mi chiam.
Ehi, ragazzo.
S.
Stai da queste parti?
No. Sono solo venuto a trovare un amico.
Sollevai la borsa come prova. Annu, come si fa in genere
quando non si  convinti.
Ehi, non esagerare. Tu non vuoi saperlo.
Okay.
Okay.
Feci per andarmene.
Ragazzo.
S.
Non ci pu fare niente nessuno.
Lo so.
Riemp fino all'orlo il bicchiere e lo mise di fronte a una
vecchia ossuta, che probabilmente non era poi cos vecchia.
Feci di nuovo per andarmene e lui mi chiam di nuovo.
Ragazzo. Vieni qui.
Tornai indietro e mi si fece incontro in fondo al bancone,
nel punto in cui curvava contro la parete. Si protese sopra
il banco e abbass la voce, accentuando ancora di pi quel
suo modo di parlare con l'angolo della bocca.
Non  come sembra. Non stare a sentire quello che ti
raccontano. Quello che succede in realt  sempre diverso.
Fino adesso non lo sapevi. Per adesso lo sai. Quindi vedi di
smammare.
Una volta fuori, l'intensa luce del sole mi fece socchiudere
gli occhi. Mi abituai alla luce solo quando raggiunsi la
metro per tornare alla Grand Central. Quando mi sedetti in
fondo al vagone, con la borsa della palestra sulle ginocchia,
mi sentii la mente invasa da un immenso vuoto. Sapere pur
non sapendo. La mia prima lezione del Tao dei padri assassinati.
Il Centro per Anziani si trovava in un edificio dietro una
chiesa cattolica fondata da coltivatori di patate polacchi. Il
tetto era in mattonelle spagnole. Le finestre a ghigliottina
erano molto alte, aperte in alto per far entrare l'aria. Nel parcheggio
c'erano alcune vecchie macchine pulite e lucide, e
diverse persone dai capelli bianchi entravano e uscivano dalla
porta. L'atmosfera era assorta. Era quasi ora di pranzo.
Nell'ingresso c'era un banco di accoglienza, simile a quello di un ospedale o di una casa di riposo. Al timone c'era una
donna che aveva probabilmente superato i novantanni.
Aveva i capelli color bianco ghiaccio polare e la pelle del viso,
tutta segnata, era del colore della pasta da pane appena fatta.
I suoi occhi azzurri avevano visto tutto, anche se ben poco
vi era rimasto impresso.
S? La testa le sobbalzava leggermente quando parlava.
Sto solo dando un'occhiata.
Oh, lei  troppo giovane disse.
Grazie. Sto cercando un amico.
Ci sono un mucchio di amici qui, disse in quel modo che
hanno certi anziani di parlare, che non ammette repliche.
 un amico particolare. Paul Hodges. Le dispiace se
entro e vedo se c'?
Lei agit la mano e guard in basso, poi improvvisamente
torn a guardarmi, come se qualcuno le azionasse la testa
con un telecomando.
Oh, non conosco il nome di nessuno. Entri pure e veda
se lo trova.
Mi venne in mente qualcosa e feci un tentativo.
Ha per caso un elenco delle persone che frequentano
normalmente questo posto?
Mi diede un'occhiata e mosse le labbra, soppesando l'idea.
Non saprei.
Ebbi la sensazione che non sapesse cosa pensare della mia
domanda.
Per venire qui le persone devono iscriversi, oppure
entrano semplicemente quando ne hanno voglia?
Oh, che diamine. Non penso che ci sia un elenco, e
guard nello spazio sul banco davanti a s, come in cerca di
spiegazioni. Crede che dovremmo averlo?
No, mi stavo solo chiedendo che tipo di persone viene
qui. Sono solo curioso.
Lei tent di capire, ma i circuiti necessari erano stati scollegati.
Aveva l'aria seccata.
Mi dispiace disturbarla. Sono solo curioso. Mi sembra
un posto simpatico.
Lei s'illumin, sollevata di ritrovarsi su un terreno conosciuto.
Oh s,  molto carino. Vorrebbe pranzare? Ecco il nostro
programma delle attivit per ottobre. Estrasse un sottile
volantino azzurro da un cassetto. Lo sbatt sul banco e gli
diede un colpetto con le dita, come si fa con la testa di un
bambino.
Tantissime cose da fare. Tantissime cose da fare.
Lo ripiegai in due e lo infilai nella tasca posteriore dei
pantaloni.
Grazie.
Fece un cenno con la testa e torn a guardare il suo banco
pieno di nulla. Entrai. Era una grande sala aperta, con
tavoli rotondi disposti lungo il perimetro. Alcune donne,
apparentemente della stessa et delle persone sedute ai tavoli,
giravano con vassoi di cibo. Individuai Hodges seduto a
un tavolo da solo, con un piatto fumante di panini caldi al
tacchino. Aveva la schiena rivolta alla parete e teneva gli
occhi fissi sul suo pranzo.
Ha ragione. Ha l'aria di essere buono.
Aggrott la fronte.
A te non daranno niente. Devi avere la Tessera Anziani.
Sono a posto, signor Hodges. Ho gi mangiato.
Mi sedetti un po' distante da lui. Aggrott le sopracciglia
ancora di pi.
Cominci pure, dissi. Mangi pure.
S, adesso. Questo  il mio pranzo.
Prego, cominci.
Cominci, riluttante. La buona vecchia educazione 
dura a morire. Ai tavoli vicini, altri anziani indugiavano con
le loro tazze di caff o di t, affiancati da quelli che avevano
l'aria di essere volontari. Mi sentivo come un intruso in un
luogo completamente alieno. Tollerato, ma non proprio accettato.
Hodges mi port una tazza di caff perch gli facessi
compagnia mentre beveva il suo. Gli dissi che avevo trovato
Jimmy Maddox. Mi sembr un po' pi interessato. Quindi
chiacchierammo di pesca per un po' e poi gli chiesi se
qualcuno in quella stanza avesse avuto rapporti con Regina
Broadhurst. Stringendo i suoi grandi occhi da rana fece
scorrere tutt'intorno lo sguardo nel locale, ma scosse la
testa.
Non che io ricordi.
Un donnone ben oltre i quaranta, con una pettinatura
cotonata e un piccolo naso affilato punt decisa verso di noi.
Portava un genere indefinibile di abbigliamento sportivo e
un cardigan rosso di jersey che le stava aderente al busto
come una cotta di maglia. Dietro gli occhiali con la montatura
di plastica, gli occhi erano attenti e mobili. Pareva un
rapace sovrappeso.
Salve.
La sua mano saett in avanti per prendere la mia. Mi fece
pensare a una mossa di karat.
Salve risposi, dandole la mano.
Mi chiamo Barbara Filmore. Sono la direttrice.
 lei che gestisce questo posto, intervenne Hodges in
mio aiuto.
Sam Acquillo. Sono con lui, e feci un cenno con la testa
indicando Hodges.
Lei non mi staccava gli occhi di dosso.
Mi pare che lei stesse tentando di farsi dare un elenco dei
nostri utenti, disse, con un tono che non era n una domanda
n un'affermazione. A quel punto avevo gi dimenticato di
averlo fatto.
No, signora, non esattamente. Sto solo cercando di ritrovare
alcuni vecchi amici.
Come me disse Hodges.
Non teniamo quel tipo di documentazione. Lei c'entra
qualcosa con lo Stato?
Solo una persona che lavorava nei servizi sociali potrebbe
chiamare utenti una combriccola di vecchi eccentrici.
No, signora. Sto solo cercando dei vecchi amici di mia
madre.  morta di recente.
Mi spiace. Non si mosse che di poco, rimanendo vicinissima
a dove ero seduto. Avevo la vaga impressione che se avessi
cercato di scappare mi avrebbe placcato. Chi sta cercando?
Regina Broadhurst e Julia Anselma. Le conosce?
La sua faccia era impassibile.
Sono morte anche loro. Da pochissimo, in realt. Mi dispiace
di doverle dare questa notizia. Qual  il suo nome, mi
scusi se glielo richiedo?
Sam. Immagino che avrei dovuto aspettarmelo. Non
erano proprio ragazzine.
Sono state ammalate.
Immagino.
Spinsi la sedia all'indietro, allontanandomi dal tavolo. Gir
la testa per seguirmi, ma il resto di lei rimase dov'era. Si tolse
gli occhiali e appoggi tra le labbra la punta di una stanghetta.
Spost il peso sulla gamba destra, come per rilassare la
postura, ma notai che si era ulteriormente avvicinata alla mia
sedia. Era cos vicina che riuscii a notare che si era fatta fare
una specie di lifting al viso. Le avevano cancellato le rughe di
espressione attorno agli occhi e tirato indietro la pelle del collo. Ecco il motivo di quella maschera da sparviero.
Forse c' qualcun altro qui che le conosceva? Julia e
Regina?
Domander. Non aveva l'aria di volerlo fare. C' qualcos'altro?
Dobbiamo risistemare i tavoli per le attivit di stasera.
Chiederemo a tutti di lasciar liberi i volontari, hanno
da fare.
Ci stanno buttando fuori, disse Hodges, sempre con
l'intenzione di aiutarmi.
La signorina Filmore sorrise meccanicamente, ma non
spost lo sguardo su Hodges.
Okay, immagino che dovr lasciarla andare, dissi, alzandomi.
Ho solo una domanda.
Avrebbe alzato un sopracciglio, se solo avesse avuto abbastanza
pelle attorno agli occhi per poterlo fare. Si rimise
invece gli occhiali e pieg la testa di lato.
S?
Fa mai domande alla famiglia, o a qualcun altro, sugli
utenti che, ecco, muoiono?
Non amiamo discutere di questo. Per ovvie ragioni.
Semplicemente, una bella sera non si fanno vedere per
il bingo, disse Hodges.
Non la metterei in questo modo, replic la signorina
Filmore, senza guardare Hodges.  solo che abbiamo la sensazione
che insistere sulla questione della mortalit non sia
costruttivo per le persone in et matura. Preferiamo guardare
alla vita e al futuro.
Lanciai un'occhiata a Hodges, che si strinse nelle spalle.
Dai a un uomo un pasto regolare ogni tanto e credo proprio
che riuscirai a convincerlo a fare quello che vuoi. Si alz per
uscire assieme a me.
Perch me lo chiede? mi domand lei.
 una storia lunga.
Certo. Pronunci la parola allo stesso modo in cui si
lascia cadere a terra una borsa pesante.
La aggirammo e ce ne saremmo anche andati, ma lei non
era ancora disposta a congedarci.
Lei  il benvenuto e pu tornare a trovarci ogni volta che
lo desidera. Ma la pregherei di presentarsi di tanto in tanto.
Il mio ufficio  subito a fianco della porta d'ingresso.
Certo.
Ci avviammo verso l'uscita e la signorina Filmore ci scort
fino alla porta. Volle darmi nuovamente la mano.
 meraviglioso che ci siano persone interessate agli anziani,
disse a mo' di discorsetto conclusivo. Hanno cos tanto da
dare, anche se tendono un po' a essere dimenticati.
Gi, l'ho notato anch'io.
Hodges sal su una vecchia Ford Econoline dopo aver lanciato
un'occhiata alla Grand Prix. Uscendo dal parcheggio
guardai ancora una volta il Centro per Anziani e vidi Barbara
Filmore ferma sulla porta, una professionista preparata,
vigile e attenta alle minacce, pronta a cogliere l'occasione.
Quando arrivai a casa trovai l'auto di Amanda nel vialetto.
All'inizio non l'avevo notata, perch stava piovendo forte
e di solito davanti a casa mia non ci sono parcheggiate
Audi color argento metallizzato. Era seduta al posto di guida,
con la testa reclinata sul poggiatesta. Pensavo che stesse
dormendo, invece salt fuori dalla macchina quando mi fermai
e corse dietro di me ed Eddie sotto la pioggia seguendoci
in cucina.
Il cottage si riemp all'istante di odore di cane bagnato.
Amanda aveva i capelli appiattiti sulla testa, il che rendeva
pi evidente che aveva un bellissimo viso. Era ancora tesa e
aveva scure occhiaie a semicerchio sotto gli occhi. Si strinse
al collo il giubbotto e rabbrivid. La guardai da dove mi trovavo,
intento ad asciugare Eddie con un vecchio telo da
spiaggia.
Mi dispiace. Adesso accendo il riscaldamento.
No, va bene.
Eddie le annus le ginocchia e scodinzol. Lei gli scompigli
il pelo sulla testa.
Sei proprio bello. Come ti chiami?
Eddie Van Halen.
Lei continu a grattargli il muso.
E suoni anche la chitarra?
Ha smesso. Non ci guadagnava niente.
Accesi la caldaia, sperando che ci fosse ancora gasolio.
L'accendevo solo una volta ogni tanto, per evitare che arrugginisse,
oppure quando non riuscivo ad evitare che la casa
congelasse con la sola stufa a legna nel soggiorno. I radiatori
si misero in moto rumoreggiando.
Rimase sulla porta tra cucina e soggiorno, osservandomi
mentre ammucchiavo vecchi giornali e gettavo nella stufa
piccoli pezzi di legno per accenderla. La caricai al massimo
con legna di quercia e aprii il tiraggio.
Vuoi un po' di caff?
Tu bevi tantissimo caff.
Gi, troppo. Ne vuoi un po'?
Anch'io bevo troppo caff. Ma s, dai.
Misi su un bricco da cinque tazze di caff aromatizzato
nocciola e cannella. La pioggia stava tentando di buttare gi
la finestra, ma la casa cominciava a scaldarsi. Dalla cucina
riuscivo a vedere oltre il soggiorno e la veranda. Oltre, la baia
era tutto un frastuono grigio come il carbone, con le creste
bianche. La boa pi vicina, verde e a forma di cono, oscillava
impazzita senza mai affondare. Il solo mobile nella stanza,
oltre alla stufa, era un divano letto. Mi ci sedetti anch'io,
dopo che Amanda si fu accomodata vicino alla stufa ed ebbe
bevuto un sorso di caff, tenendo la tazza tra le mani. In
qualche modo, mentre io trafficavo con i fornelli e il caff,
era riuscita a sistemarsi i capelli e aveva il viso pi disteso.
Portava delle Reebok, un paio di Wrangler chiari puliti e una
camicia di jeans leggero sotto il giubbotto di cotone. La
camicia era sbottonata fino a rivelare l'inizio della curva del
seno. Aveva preso parecchio sole, la pelle sul petto era molto
scura, con alcune lentiggini quasi nere.
Allora, dissi io, tanto per iniziare.
Mi dispiace disturbarti di nuovo.
Mi disturbi in particolare quando dici che ti dispiace.
La modestia pu essere difficile da capire se ti trovi dall'altra
parte.
Sei uno a cui piace stare da solo. Ti sto mettendo a disagio.
Semplicemente, non sono tanto abituato ad avere gente
seduta in soggiorno con me.
Capisco quello che vuoi dire. Anch'io sono vissuta da sola.
Dov' Roy?
 dovuto andare a New York, disse sollevando lo sguardo,
come se non fosse sicura che le credessi. La direzione lo
marca stretto, quindi deve andarci due o tre volte al mese. Io
sono partita presto. Qualcuno mi coprir.
Lo sa che sei qui?
Lei non disse niente, continuando a carezzare Eddie e a
parlargli dolcemente. Lui certo non la scoraggi.
Certo che no. Ti d fastidio?
Non particolarmente.  solo che non sono tanto di compagnia.
Mi dispiace. Devo andare.
No, intendevo dire che sono io a non essere di compagnia.
Io, ovviamente. Tu sei a posto.
Comunque devo andare. Probabilmente avrai da fare.
Fece per alzarsi. Io feci un gesto con la mano e lei si rimise
a sedere.
Ma no. Bevi il tuo caff. Non ho niente da fare.
Quando abbiamo parlato di Regina Broadhurst mi hai
fatto ripensare a mia madre. In realt non avevo mai smesso
di pensarci,  quello che continuo a fare da quando  morta.
 che muoiono tutti. I nostri genitori. I tuoi, i miei.
Sono cinque anni che mia madre  morta. Io non ci penso
pi di tanto.
Amanda si appoggi alla parete e mi guard con occhi
colmi di frustrazione e di ansia. La voce era venata di pianto
trattenuto.
Era una donna cos dolce, meravigliosa. Faceva bambole
da vendere per beneficenza, Cristo santo.
Il groviglio inestricabile delle sue emozioni cre una sorta
di corrente di attrazione che le fece portare le ginocchia al
petto. Si abbracci le gambe e appoggi la testa sulle ginocchia.
Sono un ingegnere, non esattamente uno strizzacervelli.Per mi sembra che sia accaduto tutto troppo in fretta e
per te questi siano i cosiddetti nodi irrisolti.
Un paio di sedute di terapia su ordine del tribunale e me
lo mangio, Sigmund Freud.
Lo so. Ci sono degli psicologi per elaborare il lutto, ma
a Roy l'idea non piaceva per niente. Non approva, ecco.
Non si pu dire che si stia rendendo molto utile in questo
caso.
No, certo che no.
Eddie trovava irresistibili le persone quando scendevano
al suo livello. Cerc di leccarle la faccia, ma lei lo allontan
gentilmente. Gli dissi di non dare fastidio e lui si spost in
veranda, un po' contrariato.
Non sono affari miei, ma dato che ti trovi qui, nel mio
soggiorno, penso di poter dire che dovresti parlare di questo
con qualcuno e chi se ne frega di Roy. Con il dovuto rispetto.
Forse potrei semplicemente parlarne con te.
Adesso so che hai veramente bisogno di aiuto.
Mi sorrise. Tu vuoi che io pensi che sei solo un vecchio
rottame.
 stupefacente come le belle donne che ti trovano simpatico,
portano semplici camicie di jeans e profumano di
nuove aspettative possano dire qualunque cosa e uscirne indenni.
Sicuramente troppo malridotto per riuscire a pensare
lucidamente.
Anche se non riuscivo a smettere di pensare a Regina che
galleggiava nella vasca da bagno. Aveva una terribile artrite,
non poteva quasi chinarsi. Riusciva a malapena a entrare
nella vecchia doccia con le pareti di lamiera che era accanto
alla cucina. Il mio vecchio adoperava la vasca da bagno per
pulire il pesce, e in cambio gliene lasciava un po' in freezer.
Girando per la casa avevo visto un accappatoio appeso nell'armadio
delle scope, adiacente alla doccia, e un mucchio di
teli da spiaggia. Teli vecchi di almeno trent'anni, che lei non
poteva sostituire per mancanza di soldi.
Cosa stai dicendo?
Non saprei, Amanda. Le vecchie abitudini sono dure a
morire. Ho passato la maggior parte della mia vita a risolvere
problemi d'ingegneria, che sono come enormi rompicapo
complicati, e tu devi districarli. Solo che qui non potrei
dire che c' qualcosa da districare. Alla mia et, devo coltivare
l'immaginazione.
Non sei poi cos vecchio.
Amanda si lisci i jeans, stirando le grinze e accentuando
con le dita la piega sugli stinchi fino sopra le ginocchia.
Mi faceva pensare al gatto di mia figlia.
Mi sarebbe piaciuto che avessi potuto conoscere mia
madre. Era molto rigida, ma aveva senso dell'umorismo.
Probabilmente sarei stato un po' troppo giovane per lei.
Non intendevo questo.
Mi sentii a disagio quando vidi i suoi occhi riempirsi di
lacrime. Trovo sempre difficile parlare della morte senza
essere sarcastico e i parenti in lutto di solito non lo trovano
divertente. Mi alzai per andare nel bagno accanto alla cucina
e le portai una scatola di kleenex. Riuscii a tenere la bocca
chiusa il tempo sufficiente perch lei si soffiasse il naso e
si asciugasse le lacrime.
Credo anch'io che mi sarebbe piaciuta, dissi.
Come mai? rispose lei, tirando su col naso.
Te l'assicuro. Probabilmente era piena di fascino. Un bel
po' ne ha passato anche a te.
Significa che ti piaccio anch'io?
S.  cos.
 stupefacente.
Perch?
Perch non mi sento cos piacevole.
Per un breve attimo, la sua storia afflu da qualche altra
dimensione, diffondendosi nel soggiorno, per poi scomparire
attraverso le crepe del pavimento e da qualche apertura
speciale nella parete. Il tempo parve fermarsi.
Quindi cos' che ti ha fatta ritornare a Southampton?
Mi guard, come se si stesse concentrando sulla mia faccia.
Mi studiava. Strinse le labbra e gir lo sguardo.
Qualcosa di brutto rispose.
Mi dispiace.
E tu?
Lo stesso, pi o meno.
L'avevo pensato disse. Vuoi che te lo dica?
No. Basta con questa roba, okay?
Okay. Se preferisci.
Le pesanti nuvole nere cariche di pioggia rendevano
ancora pi scura la stanza rivestita di nodose tavole di pino.
Aprii la stufa e vi gettai qualche altro pezzo di legna. Fummo
inondati dalla luce delle fiamme e da un calore secco e
fumoso. Si tolse il giubbotto e si arrotol le maniche della
camicia. Non si era spostata mentre io armeggiavo attorno
alla stufa. La sua presenza stava cominciando a sbilanciare la
fredda rassegnazione che permeava l'interno del mio cottage.
Le lanciai un'occhiata e colsi un lembo di seno abbronzato,
morbidamente contenuto in un reggiseno a fiori. Tornai
in cucina, a scambiare il mio caff con qualcosa di pi
forte. Qualcosa con dei cubetti di ghiaccio dentro.
Squill il telefono. Era Sullivan.
Mi hanno dato un biglietto da parte di un tizio che si
chiama Jimmy Maddox.  il nipote?
S. Mi ha affidato l'organizzazione del funerale e la
gestione della propriet. Per prima cosa voglio la causa della
morte.
Certo che quando si attacca a un osso non lo molla pi.
 passato un mucchio di tempo. Non  che abbia un
interesse morboso, ma devo ostentare una certa sicurezza in
materia. Si assicuri che facciano tutto. Analisi del sangue,
traumi dei tessuti, materiale sotto le unghie.
Quella non  un'autopsia,  medicina legale.
Amanda era in piedi accanto a me e mi osservava. Bloccando
il telefono tra l'orecchio e la spalla sinistra, alzai la
bottiglia di gin e le indicai l'acqua tonica. Lei fece cenno di
s con la testa. Versai e continuai a parlare con Sullivan.
Okay. Faccia tutto quello che pu.
Mentre parlavo, guardavo Amanda che si affaccendava in
cucina. Quando riemp le vaschette del ghiaccio si chin sul
lavello, bilanciandosi sulla gamba destra e incrociando la
sinistra dietro, come una ballerina.
Me ne occuper io, disse Sullivan. Lei pensi piuttosto
a farla seppellire. Mi chiami per darmi il nome della ditta di
onoranze funebri e gliela manderemo non appena avremo
finito.
Okay, capo. A proposito, chi ha pulito la casa?
Non lo so. Noi no. A meno che non sia stato il personale
dell'ambulanza.
 una cosa che fanno normalmente?
No, se ne occupa la famiglia.
Amanda si chin verso di me, oltre il tavolo della cucina,
per prendere l'acqua tonica. Disse la parola lime muovendo
solo le labbra e le indicai con la testa il frigorifero.
Quindi non ha tolto la corrente.
Credo di no. Chiamer quelli della sanit pubblica. Non
c' corrente?
L'ho appena riattivata.
Non si dimentichi di pagare la bolletta. Ha i titoli per
farlo.
Lo sbirro, dissi ad Amanda quando ebbi riattaccato.
Lo sbirro?
Joe Sullivan. Non  proprio quel deficiente che pensavo.
Far quello che gli hai chiesto?
Ho fatto firmare una richiesta di autopsia a Jimmy Maddox,
il nipote di Regina. Sullivan chieder al coroner della
contea di effettuarla e questo me lo render ancora pi simpatico.
Quella povera donna deve essere seppellita.
Non credo che gliene importi, dissi avventurandomi su una strada e cambiando percorso repentinamente Sono
solo curioso. Mi voglio togliere un piccolo dubbio. A questo
punto non pu fare del male a nessuno.
Amanda sorrise anzich scusarsi, il che era un passo nella
direzione giusta.
Certo. Cin cin.
Butt gi una buona sorsata di gin and tonic. Per un po'
facemmo vagare lo sguardo sull'interno della mia casetta
spoglia, senza dire niente.
Sar meglio che vada, disse infine.
Probabilmente dovresti.
Mi sento meglio.
 la vicinanza della Little Peconic. Ha quell'effetto.
Non potrebbe essere la compagnia?
Eddie ed io la osservammo rientrare nel suo giubbotto.
Lui ebbe una carezza sulla testa. Io ricevetti un breve e indecifrabile
sorriso.
La pioggia aument e il rumore s'insinu nell'atmosfera
della stanza. Indossai una felpa e tornai sulla veranda, con
l'idea di starmene seduto tranquillamente con Eddie, bere
il mio drink e guardare quel tempo infame fare del suo
meglio per disturbare la calma risoluta della baia di Little
Peconic. Dopo un po' il mondo intero sprofond in uno
spazio definito unicamente da ci che potevo vedere attraverso
le zanzariere, e per alcune ore una sorta di tranquillit
esausta e gi provata prese il posto della nera e piatta sensazione
di angoscia che qualcuno aveva imbullonato sul
mio cuore.
Quando mi alzai, la mattina dopo, una pesante cappa di
nebbia grigia gravava su tutta la zona. La macchina del caff
era gi in funzione. Doccia, barba, un paio di jeans gi
messi e una camicia appena lavata e tolta direttamente dall'asciugatrice.
Cose che mi fanno sentire un po' meno simile
a un animale.
Per quasi trent'anni era stato il lavoro a tirarmi gi dal
letto al mattino. Mi svegliava ancora prima dell'alba, con tutti
gli imperativi della giornata che si assiepavano nei corridoi
del mio sistema nervoso. Qualche volta accadeva anche
che mi ritrovassi seduto sul letto, con un grido soffocato in
gola. Di solito il passaggio dal sonno al risveglio era pi lento,
meno angoscioso. Aprivo gli occhi e guardavo l'orologio.
Non mi riaddormentavo mai. Non guardavo mai che tempo
facesse fuori. Non c'era un fuori: era irrilevante. Abby era
una montagnola sotto le coperte sul lato destro del letto.
Quando lei azzittiva la sveglia, io stavo gi bevendo la seconda
tazza di caff seduto alla scrivania.
Aveva cambiato lavoro pi volte. La rendevano tutti infelice.
Il suo scopo principale era tirare su nostra figlia, e quel
lavoro lo svolgeva molto bene. Nostra figlia era deliziosa. Il
mondo l'amava. Lei per detestava suo padre, quindi non la
conoscevo molto bene. Non so neppure perch mi odiasse,
anche se probabilmente avrei potuto immaginarmelo abbastanza
facilmente.
Vivevamo in una grande casa moderna nei boschi a nord
di Stamford, nel Connecticut. Al lavoro andavo in macchina,
fino a un centro di progettazione ingegneristica di White
Plains, New York. Nei primi tempi, prima di mettere in
moto l'auto stavo gi parlando al registratore. Poi venne il
telefono in macchina e il voice mail. Tranne un'ora o due che
trascorrevo in una palestra di boxe che avevo scovato a New
Rochelle, lavoravo tutto il giorno e anche la sera senza pause,
neppure per mangiare. I miei pasti erano bagel surgelati
e cibi pronti, che riscaldavo nel microonde che avevo in ufficio.
Bevevo caff fino a che non sentivo il rombo dei battiti
cardiaci nelle orecchie. Per tutta la giornata continuavo ad
enumerare mentalmente le mie responsabilit, cos come
una personalit ossessivo-compulsiva conta le dita o i giorni
della settimana. Nel mio ufficio scorrevano sofferenze e
ambizioni, trasportate da un fiume di egoismo e sacrifici.
Sfrecciavo a velocit vertiginosa dal telefono al fax ai colloqui
faccia a faccia, stordito e senza fiato. Con l'aiuto di una
o due persone, tenevo insieme con un filo sottile un caos
rabbioso e instabile. Come con i tori alla corsa di Pamplona,
sapevo che la bestia poteva girarsi e incornarmi in qualunque
momento. Ma non vedevo alternative.
L'edificio in cui lavoravamo aveva un aspetto massiccio e
squadrato ed emanava un'idea di determinazione. La nostra
missione era apparentemente quella di occuparci di ricerca e
sviluppo in tutto il mondo, relativamente alla parte ingegneristica
delle attivit industriali dell'azienda. Per certi miei colleghi
lo scopo era costituire una piattaforma da cui lanciare
complicate trame aziendali e piani di avanzamento condotti
nella massima discrezione. Io ero molto pi bravo a gestire la
parte ingegneristica che quella politica. Alcuni ritengono che
questa sia stata la mia rovina, ma in realt non  vero. Anche
se un po' pi di acume politico mi avrebbe aiutato.
Guidai la Grand Prix con prudenza, fendendo la nebbia
fino a Southampton Village. Avevo la sensazione di trovarmi
in un sottomarino. La foschia era fredda: un segnale dell'inverno
in arrivo. Accesi il riscaldamento per la prima volta
da molti mesi. Odorava di muffa e di bruciato. Ero contento
perch il mio umore era ancora abbastanza buono.
Gli uffici municipali del Village erano in Main Street,
oltre un'ornata facciata a colonne che proteggeva gli occupanti
dalla cittadinanza. L'interno aveva lo stesso odore degli
atri dei vecchi hotel. Le pareti erano decorate con foto aeree
e di rilevamenti geografici, appesi come ritratti di famiglia
sopra le aree di attesa e gli espositori dei depliant. Poliziotti
con scricchiolanti fondine di cuoio e terzisti in cerca di una
pausa dalle beghe del piano regolatore si salutavano incrociandosi
nell'atrio. Uno di essi indic le scale che conducevano
agli archivi, al piano di sotto.
Un bancone all'altezza del torace delimitava la parte
anteriore del salone. Dall'altra parte sedeva una donna intenta
a guardare lo schermo di un computer attraverso la
met inferiore degli occhiali bifocali. I capelli grigio ferro
erano cesellati a formare un elmetto, posato sulla sua testa
come una bombetta. Poco lontane dalla sua scrivania si alzavano
scaffalature di metallo alte fino al soffitto, cariche di
raccoglitori in cuoio sovradimensionati, che arrivavano fino
alla parete in fondo, immersa nell'oscurit. Mi ignor. Io
aspettai che finisse quello che stava facendo.
Possiamo esserle utili?
Avrei bisogno di tutto quello che ha su questa propriet
a North Sea.
Feci scivolare sul banco fino a lei un foglietto con l'indirizzo
di Regina Broadhurst.
Sollev l'ampio fondoschiena dalla sedia e ne utilizz la
massa per spingersi fino al bancone. Indossava un vestito di
cotone stampato e scarpe col tacco alto e squadrato. Dalle
stanghette degli occhiali pendeva una catenina di perline,
che poi faceva anche da collana. Guard l'indirizzo e mi
ridiede il foglietto.
North Sea fa parte di New York. Deve chiedere a loro.
Mi hanno mandato qua.
Mi guard come se fossi l'emissario di una potenza
ostile.
Riguarda la gestione della propriet di una defunta. Io
sono l'amministratore, dissi mostrandole le mie credenziali.Mi serve solo il titolo di propriet, gli atti, le cartine, tutto
quello che pu trovare.
Solo? Non si trova tutto in un unico posto. Ci vorr un
po' di tempo.
Mi chiesi quale pensava che fosse lo scopo di tutti quei
documenti archiviati. Forse li teneva da parte per Quello-
che-sarebbe-arrivato-dopo-di-me.
Quanto?
Be', non saprei. Non ho ancora cominciato a cercare.
Va bene. Quando posso ripassare?
Non aspetta? E se ho bisogno di chiederle qualcosa?
Non cedetti.
Tutto ci che le serve sapere  che ho bisogno della copia
di tutto ci che esiste relativamente a quell'indirizzo.
Intravide uno spiraglio.
Le fotocopie si pagano.
Va bene.
E anche per quelle ci vuole tempo. Non potrebbe guardarsi
i documenti qui?
Guardai il cartello appeso alla parete sopra il bancone.
Diceva che il Comune di Southampton era felice di fornire
a richiesta fotocopie di documenti ufficiali. Il messaggio non
era arrivato fino alle truppe in prima linea.
Non sono loro che devono farlo, comment, cogliendo
il mio sguardo.
Se lei  troppo impegnata, sono disposto a consultare i
documenti da solo.
Dobbiamo farlo noi. S'immagina se la gente venisse qui
a mettere le mani dappertutto?
Mi figurai orde scatenate di abitanti di Long Island tra gli
archivi ammuffiti.
Non c' qualcun altro che potrebbe aiutarmi?
Mi strapp di nuovo il foglietto di mano. Non capisco
perch a New York pensino che queste informazioni si trovano
qui. A meno che non siano negli scaffali datati.
Non so che cosa siano, ma scommetto che  l che trover
quello che sto cercando. Proviamo.
Mi lasci in piedi al bancone e si addentr tra le file di
scaffali metallici. Ritorn mezz'ora dopo, per dirmi che le
serviva il resto della giornata per fare le fotocopie. Dissi va
bene, torner domani mattina. La lasciai fremente di seccata
indignazione e mi spostai nel locale all'angolo, per corroborare
con un po' di caffeina quello che restava del mio buonumore.
La nebbia si era alzata oltre i tetti. Al di sotto la luce era
piatta e diffusa, e rendeva pi scuro il rosso dei crisantemi
della pubblica amministrazione, piantati alla base di un vecchio
albero. Sedetti su una panchina di tek a bere il mio caff.
La panchina era una donazione in memoria di Elizabeth
McGill. Pensai al passaggio delle propriet da una generazione
all'altra di defunti e dei loro donatori. Forse anch'io
potevo donare una panchina in memoria di Regina Broadhurst.
Qualcosa di rigido, con molti spigoli vivi, troppo scomoda
per passarci seduti molto tempo.
A parte il cottage, i miei genitori mi avevano lasciato soltanto
cinquemila dollari di spese non pagate alla casa per
anziani, che ci dividemmo tra me e mia sorella. Mi allung
un assegno prima di imbarcarsi sull'aereo per tornare a casa,
nel Wisconsin. Disse che non aveva intenzione di tornare
pi. Il sollievo nella sua voce era cos profondo da tener
a galla un transatlantico. Una settimana dopo trovai nella
posta una lettera con cui reclamava tranquillamente la sua
met del cottage, infilata come un segnalibro tra le pagine di
un'edizione standard della bibbia di re Giacomo. Non ricordo
pi il salmo che indicava, ma certamente era sul perdono.
Dio solo sa chi, nella mia famiglia, avrebbe dovuto perdonare,
e per che cosa.
Pass Joe Sullivan a bordo della sua auto di pattuglia. Mi
vide seduto sulla panchina e s'infil in un parcheggio. Scivolai
col sedere sul legno per fargli posto.
La stanno facendo. Il coroner, disse, lasciandosi cadere
sulla panchina. L'autopsia.
Bene.
Conosco un paio di persone in quel posto. Se proprio
vuol saperlo, un mucchio di gente appassionata del macabro.
Ma ci servono. Mi stanno facendo un favore.
La ringrazio.
Non si preoccupi. Le far sapere se c' qualcosa che
dovrebbe sapere.
Lanciai un'occhiata al suo profilo. Stava guardando sul
lato opposto della strada, dove c'era la filiale della Harbor
Trust, la banca di Roy e Amanda.
Spero proprio che non avr niente da riferirmi.
Si volt a guardarmi. Aveva dipinto in faccia quel suo
tipico miscuglio di senso del dovere e aria di sfida. I tizi di
qui hanno spesso quell'espressione. Una vaga sensazione di
essere tra i prescelti, nati sulla South Fork, e allo stesso tempo
tra i conquistati, destinati a servire una lite potente: una
forza di occupazione arrivata da ovest a prendere possesso
della terra e a razziare i suoi beni.
La terremo informata, disse.
Mi sentivo la faccia accaldata, nonostante il cielo coperto.
Se c' qualche motivo di indagare sulla morte di qualcuno,
come dire, se c' qualche problema da chiarire, chi 
che lo fa? Voglio dire, chi  ad aprire il caso, lei?
In sostanza s. Se c' qualche dannata ragione per farlo.
Prendo in esame la situazione con il mio capo, che ne parla
al capo del dipartimento, che riferisce all'ufficio del procuratore
distrettuale. Sono loro che poi ci dicono ufficialmente
di guardare un po' pi a fondo. E di solito entrano a far
parte dell'indagine anche un sergente e un tenente. Poi, se
c' una vera e propria indagine, viene assegnata a uno dei
nostri uomini in borghese.
Quindi spetta a lei, purch i tre quarti del sistema giudiziario
locale dicano che va fatta, e il suo ruolo  di passare tutto
quanto ad altra gente perch faccia concretamente il lavoro.
Le sue guance rotonde diventarono del colore dei crisantemi
della pubblica amministrazione. Si batt la mano aperta
sulla coscia, come per sfogare l'istinto di chiuderla invece
a pugno.
Qualche volta lei pu essere davvero una testa di cazzo,
signor Acquillo.
Sentii la collera montarmi in gola, ma la repressi. Mi scossi
come un retriever bagnato, eliminando calore. Tenni gli
occhi fissi al suolo fino a che non fui sicuro di avere un tono
di voce normale. Sullivan stava cercando di non respirare
troppo rumorosamente. Teneva le mani sui fianchi, spingendo
verso il basso il cinturone con la fondina. Notai per la
prima volta che stava masticando una gomma. Probabilmente
l'aveva letto sul Manuale d'istruzioni del grosso poliziotto
tutto d'un pezzo.
Sono una testa di cazzo per la maggior parte del tempo.
Non la prenda sul personale.  a causa di Regina Broadhurst.
Mi sta dando il tormento.
Ossia?
Prender questa faccenda sul serio?
Scosse la testa. Mi ricord un grosso toro che si scaccia le
mosche di dosso.
Cercher.
Regina non faceva mai il bagno. Non era in grado di
entrare e uscire dalla vasca. Usava sempre una doccia a livello del pavimento.
Stava diventando un po' tocca. Si  confusa.  scivolata
ed  caduta.
La conoscevo. Era lucida come una ventenne. Ha convissuto
con l'artrite per un milione di anni, non si sarebbe
mai dimenticata all'improvviso di averla.
Cosa sta insinuando?
Non lo so. Forse non  caduta.
Ecco, l'ho detto. Proprio di fronte a Dio e all'applicazione
locale della legge.
Oh, andiamo.
In bagno ho trovato un tappo in neoprene di tipo industriale.
 rinforzato con una serie di guarnizioni circolari per
garantire la tenuta. Ce li avevamo anche noi dove lavoravo,
nel laboratorio di chimica. Per tenere la vasca piena il pi a
lungo possibile c' bisogno di un affare del genere. Qualunque
appassionato del bagno in vasca potr dirle che i tappi
normali fanno uscire l'acqua, che non resta nella vasca pi
di qualche ora.
Sullivan lasci andare un sospiro grande quanto un
uomo e si appoggi allo schienale della panchina.
Non significa niente. Non significa niente per il procuratore
distrettuale e significa ancora meno per il capo del
dipartimento. Se vado da questi qua a parlare del vicino di
una vecchia signora morta, che si preoccupa del tappo di una
vasca da bagno, mi buttano fuori senza pensarci un attimo.
Abbiamo gi abbastanza da fare tutti i giorni con le idiozie
di gente a cui dobbiamo veramente prestare attenzione.
Sarebbe un errore sottovalutare gli agenti di polizia di
Southampton. Coprivano un'area molto vasta, e non tutto
era come uno si aspetterebbe che fosse in questa zona. C'erano
delle piccole zone molto difficili, zeppe di criminali
locali e di lavoratori immigrati. E anche il Popolo Estivo non
era poi tutto d'alto livello. Altri pensavano che con un po' di
soldi, oppure facendo vedere un po' di soldi, si comprasse
l'immunit. Soprattutto durante la stagione estiva, quando i
locali pubblici erano in piena agitazione. I tipi come Sullivan
erano persone serie e sapevano gestire le situazioni.
Tranne i problemi che, come sapevano, avevano la tendenza
a diventare di dominio pubblico, dove potevano vederli in
modo chiaro e semplice.
In realt non le sto chiedendo di fare niente. Sto semplicemente
parlando.
Sembr sollevato.
Parlare va bene.
Non sto accusando nessuno.
Le accuse non vanno bene.
Non significa per che non le posso parlare ogni tanto,
in modo che qualcuno che non sono io sappia quello che
penso. Anche se si tratta di idiozie.
Come ho detto, parlare va bene.
Come ottenere il rapporto dell'autopsia. Non  una gran
fatica.
Fece un verso e si alz.
Okay. Ges, che piaga, disse allontanandosi, cercando
di mantenere un minimo di ostinazione e tenendo di riserva
i piccoli e malnutriti frammenti della sua mente. La copertura
di nuvole si apr quasi nello stesso momento e il sole
sparse alcune vivide macchie di luce sul marciapiede, per
illuminargli il cammino fino alla macchina.
Passai il resto del pomeriggio e la sera al Pequot. Speravo
che mi avrebbe aiutato a riflettere. O, meglio ancora, a non
pensare per niente.
Quello era stato il mio piano, se cos si pu chiamare,
quando mi ero trasferito nella casa dei miei genitori. Non
avevo un altro posto dove andare e nient'altro da fare. O,
piuttosto, non volevo fare nient'altro. Da me ci si aspettava
che trovassi un altro lavoro, cosa che probabilmente avrei
potuto fare. Qualche tipo di lavoro. Avevo ancora una buona
reputazione nell'industria, anche al di fuori del gruppo
dirigente della mia azienda. Abby mi aveva tenuto in qualche
modo legato alle associazioni professionali e in contatto
con persone che avrebbero potuto aiutarmi nella carriera,
cos pensava lei. Ma io lasciai cadere quei contatti, che non
coltivavo.
Il divorzio era stato come camminare nel sonno. Le mie
condizioni erano talmente generose che il suo avvocato non
ebbe veramente nulla da fare fino a quando non svuotai la
casa, il che aggiunse un po' di vivacit alla situazione. Se
avessi cercato un lavoro in quel periodo sarebbe potuto essere
difficile, ma avevo ancora qualche amico che si dava da
fare per me. Si erano fatti un punto d'onore di tentare nel
mio interesse, ma io tenevo la testa abbassata fino a quando
non se ne andavano. Iniziai ad apprezzare veramente la possibilit
di infilarmi blue jeans e felpe tutti i giorni. E quando
arrivai a Southampton, tutti i vecchi legami semplicemente
si polverizzarono. Calcolai quanto avrei potuto vivere con
ci che mi rimaneva dopo il massacro e conclusi che se
tagliavo sulle spese, avrei potuto farcela fino all'et della pensione
anticipata. Oppure, con un po' di fortuna, per quella
data avrei potuto essere gi morto.
Ora, dopo quattro anni di quella vita, per la prima volta
non mi piaceva l'umore in cui mi stavo infilando. Ero irritabile
e nervoso. Tutto ci mi disturbava nel sonno, assillandomi
in piena notte.
Dotty Hodges teneva sotto controllo il vecchio locale.
Portava una maglietta attillata che le saliva sulla pancia e si
coordinava con i capelli neri come l'ala di un corvo. I jeans
erano tagliati corti sopra le caviglie, e mettevano in risalto
due pesanti Doc Martens gialle con la suola di gomma e calzini
a righe orizzontali bianche e blu.
Ordinai il piatto di pesce del giorno senza indagare cosa
fosse, e tirai fuori il vecchio buon Tocqueville per dargli un'altra
chance. La mia regola era di non abbandonare mai un
libro dopo averlo iniziato, anche se era molto impegnativo.
La preparazione del mio piatto richiese diverso tempo,
per mi fu portato dallo chef in persona.
Oggi  al forno.
Ottimo.
Bon apptit.
Mi lasci mangiare qualche boccone di pesce prima di
intervenire.
Quella signorina Filmore  veramente una dura.
Non credo di averla fatta contenta.
 come se fosse il suo piccolo impero personale. Le piace
tenere tutto sotto controllo.
 sempre stata l?
No, sono passati diversi direttori da quando ci vado io.
Una volta erano tutti volontari, fino a quando la vedova di
un tizio, che aveva incassato dalla vendita dei suoi campi di
patate, non ha lasciato i soldi per uno staff ufficiale. Per 
un bel posto, Sam. Non prendere troppo sul serio una tipa
come la Filmore.
Masticai qualche altro boccone mentre lui parlava. Dotty
gli port una birra e rabbocc il mio bicchiere.
Non ho poi scoperto molto dissi.
Ho chiamato alcune persone che conosco laggi. Chiederanno
in giro. Non si sa mai.
Grazie, signor Hodges dissi, soddisfatto.
Paul.
Paul.
Le hai messo paura con quella cosa sulle morti recenti.
Non era mia intenzione.
Deve aver pensato che fossi dei Servizi sociali.
Ma no. Ero solo curioso.
Impieg un po' di tempo per bere la sua birra e lasciarmi
finire di mangiare. Dotty spazz via i piatti nell'istante in cui
misi gi la forchetta e ricaric i nostri bicchieri. Mi colp la
sua contentezza nel vedere suo padre parlare con qualcuno.
Il che mi fece capire quanto fossero pochi i contatti sociali
di Hodges. La cosa avrebbe fatto ridere mia figlia.
Per qualche cosa l'ho scoperta, disse Hodges. Anzi,
speravo che venissi qui, cos potevo dirtela.
Davvero?
Regina e la signora Anselma si odiavano a morte. Era
come un patto di sangue, pensava qualcuno, solo che era
parecchio sotto la superficie. Sai, come quando due si comportano
in modo civile, ma l'aria  piena di pugnaletti invisibili.
Pu essere.
Pu essere per la Broadhurst, ma la signora Anselma
non era come lei. Una brava signora, raffinata. Cio, magari
un po' snob, ma tutti le volevano bene. Non ha mai detto una
cattiva parola su nessuno, tranne che su Regina: qualche cattiva
parola su di lei ce la metteva, tutte le volte che poteva.
Ha tirato su una figlia da sola.
Hodges si stava scaldando sull'argomento.
S, be', quella  un'altra cosa interessante. Non c'era il pap
in quella famiglia. Non c' mai stato. Una volta non era una
cosa che passava inosservata. Ma la signora Anselma aveva
tanta classe che nessuno ne parlava male, anche se la questione
della figlia la circondava come una specie di aureola.
Amanda. La figlia. Ha sposato Roy Battiston.
Ne ho conosciuti diversi, dei Battiston. Gente rozza.
Credi?
Alz la mano.
 solo un'opinione. Non dovrei dire questo genere di
cose sulla gente, disse gettando un'occhiata a Dotty, solo
che non mi sono mai piaciuti un granch. Una volta ce n'erano
un mucchio, di quella famiglia, che vivevano tutto l'anno
in una vecchia colonia estiva di Noyack. Tutti gli edifici
erano in mattoni di calcestruzzo e cenere. Delle bicocche,
ecco cos'erano.
Roy dirige l'Harbor Trust locale.
Mah. Deve essere l'unico della famiglia con un po' di
cervello.
Gi.
Allora lo conoscevi.
S, anche se conoscevo di pi altri della famiglia. Ero sulle
navi con suo zio e suo nonno, gi a Montauk. Erano veramente
dei tipi difficili. Lavoravano in modo discontinuo.
Edilizia. Pompaggio di gas. Cercavano sempre di fregare l'ufficio
previdenza della contea. Erano un po' come me, ma
senza il mio stile.
Amanda ha detto che Roy non  come loro, che si  fatto
strada.
Roy non parlava molto. Un bravo ragazzone, serio. Mi
sembrava un piscialletto. Per s, un gran lavoratore. Un ragazzo
tutto d'un pezzo. Sempre riuscito a stare lontano dai
manrovesci di suo nonno. La nonna non era molto meglio.
Le piaceva la bottiglia. Aveva un faccione tutto rosa, col naso
pieno di capillari dilatati. Bella gente.
Anche sua madre?
Oh s, Judy Battiston. Ha lavorato per anni all'Anchorage.
Anche a lei piaceva bere. Chiunque riuscisse a sopportarla,
poteva portarla a casa.  finita al 7-Eleven. Piuttosto
triste.
Mi ricordai di essere passato a prendere Amanda al 7-Eleven,
un soffio di setosa bellezza che abbelliva lo squallido
parcheggio. Ricordai anche che anni prima alla cassa c'era
una donna grassa e anziana. Avrebbe potuto essere Judy.
Sono tutti morti disse Hodges.
Chi?
I Battiston. Tutta la famiglia, anche la madre. Tutti tranne Roy.
Di cosa sono morti?
Non saprei, le solite cose, immagino. Non li conoscevo cos bene.
Dovette alzarsi per occuparsi degli altri clienti. Io riuscii
a concentrarmi e dimenticare tutto, tranne la mia vodka e
Alexis de Tocqueville che si stava divertendo un sacco a girare
per i vecchi Stati Uniti. Pensavo di poterci trovare qualche
somiglianza con il paese di oggi, ma tantissime cose mi parevano
estranee. Mi chiesi se fosse mai venuto fino negli
Hamptons. Ci avrebbe trovato uno sparuto gruppetto di
pragmatici agricoltori yankee e alcuni indiani malandati. E anche i bonacker che andavano a pesca di granchi come fanno ancora oggi a Springs.
.
NOTA: bonacker: Nome attribuito alle famiglie operaie della zona di Springs FINE NOTA.
.
Sulla riva dell'oceano pascolava il bestiame.
Hodges ritorn a fine serata e si accomod al mio tavolo
come se l'avessi invitato. Dovetti ammettere che quel vecchio
bastardo stava cominciando a piacermi un pochino.
Non che fossi alla ricerca di un amico. Prima di tutto non
avevo mai avuto molti amici, e da quando mi ero trasferito
al cottage stavo per lo pi per conto mio.
Gli amici erano un'altra faccenda in cui non ero molto
bravo. Probabilmente era il motivo per cui mi ero preso un
cane.
Quando ero ragazzo, il mio unico amico si arruol nell'esercito
per evitare di andare in prigione per furto d'auto.
Io e lui assieme prendevamo in prestito costose decappottabili
dai concessionari di auto usate e giravamo per il South
Fork a tutta birra, come se fossimo ragazzi ricchi di citt. Io
ero quello che collegava i fili, mentre lui guidava, cos l'unica
volta che fummo inseguiti dalla polizia fu lui a rallentare
in modo che potessi saltare gi dalla macchina. Atterrai su
un banco di sabbia ricoperto di rose selvatiche e lui fil via.
Lo presero mentre cercava di attraversare la Mecox Bay, con
il cofano della decappottabile quasi tutto sommerso, sulla
spiaggia sassosa.
L'unico problema nel fatto dell'arruolamento era che
aveva una vera e propria fobia delle armi. Suo padre era un
cacciatore e aveva deciso che l'unica maniera di curare la
paura del figlio era di portarlo a caccia di cervi nel Connecticut.
I boschi ne erano pieni e c'erano tantissime possibilit
di portare il calcio del fucile alla spalla, ma lui non riusciva
a ordinare al suo dito di tirare il grilletto. Al terzo tentativo,
il vecchio perse la pazienza. Inizi a gridare. Il ragazzo
grid a sua volta. Allora il vecchio strapp il fucile dalle mani
del figlio e lo colp con il calcio in piena faccia. Non si sa
come, il vecchio era scivolato con il pollice dentro il guardamano
e dalla carabina armata part un colpo al momento
dell'impatto. Il rinculo fece cadere all'indietro il ragazzo, che
non vide il proiettile di grosso calibro portare via la faccia a
suo padre. Vide solo il risultato, quando si svegli dopo qualche
ora, a sua volta mezzo morto per l'enorme squarcio che
aveva in fronte.
L'ufficiale di reclutamento, dopo aver ascoltato parola per
parola, promise al ragazzo che avrebbe potuto arruolarsi
come sottufficiale medico, di stanza in Germania, e non gli
sarebbe mai toccato imbracciare il fucile. La promessa fu
mantenuta solo a met. Fu addestrato come medico e, fino
a un'ora prima d'imbarcarsi, era convinto che avrebbe avuto
la possibilit di studiare il tedesco.
Continu a bere per tutto il volo fino a Saigon e guardava
le tracce dei proiettili illuminare il cielo notturno al
momento dell'atterraggio. Due giorni dopo si trovava sul
sedile anteriore di una jeep, in un piccolo convoglio che serpeggiava
lungo una stradina nella giungla, diretto a una base
militare dell'esercito sudvietnamita, in qualche punto
imprecisato lungo il confine occidentale. Procedevano dietro
un M35 telonato. L'unico altro veicolo era una seconda
jeep a capo del convoglio, dato che la pista era considerata
sicura. Quello era il motivo per cui il mitragliere teneva la
sua M60 tra i piedi, con i proiettili stivati per bene nelle casse
che erano sul camion. Comunque non avrebbe potuto
fare niente quando il cecchino gli spar alla gola.
Quella notte il mio amico dorm con il sangue del mitragliere
nei capelli e un MI6, la sua Colt calibro 45 d'ordinanza
e una mezza dozzina di giberne piene di caricatori sistemati
accanto, come un bambino con i suoi animaletti di
peluche.
Ebbe poi tantissime occasioni di utilizzare il suo armamentario,
fino al momento in cui i vietcong lo fecero a pezzi
mentre stava cercando di caricare in elicottero quanti pi
feriti poteva. Questo avvenne all'inizio del suo secondo
periodo di ferma. All'epoca era gi strafatto di eroina e aveva
dimenticato l'esistenza di un posto chiamato Long Island,
dove sarebbe potuto ritornare.
Mia madre mi fece avere uno degli ultimi rinvii che si
potevano ottenere se si era orfani di padre. Comunque riuscii
quasi ad arruolarmi anch'io, pensando con quello di poter
discutere dei soldi per i miei studi. Lei mi diede contro, dicendo
che se fossi andato sotto le armi non mi sarei mai laureato.
All'epoca quell'interferenza mi diede molto fastidio, dato
che non si era mai intromessa in nessuna mia decisione. Pi
tardi cercai di dirle grazie, ma allora si era dimenticata del
Vietnam, cos come di tutto il resto.
Per qualche ragione raccontai tutto questo a Hodges. Lui
mi disse di essere entrato nella Guardia Costiera per stare
comunque in acqua, ma lontano dalle guerre in terra straniera,
e invece era finito a fare il secondo di un pilota trentaduenne,
a bordo di una motovedetta che pattugliava le
acque del delta del Mekong infestate di nemici.
Il mio scopo era di mettere sempre qualcosa tra me e
quelle rive del fiume, disse Hodges. E cercare di non pensare
quanto fosse stupido trovarsi a combattere in una guerra
nella giungla stando su un grosso obiettivo galleggiante,
giusto nel mezzo di una grande superficie piatta.
A quel tempo, in quella faccenda non c'erano molte cose
che non fossero stupide.
Dopo, Hodges sembr acquietarsi un po'. Mi sembrava
un buon momento per defilarmi e tornare da Eddie. Quando
arrivai a casa, lo trovai che russava sul mio letto, in veranda.
Dovetti svegliarlo. Proprio un cane da guardia coraggioso.
Per era felice di vedermi e felice di poter uscire.
Mi versai un ultimo bicchiere prima di andare a dormire
e pensai alla mia conversazione con Hodges. Non avrebbe
dovuto essere questa gran cosa fermarsi a parlare con
qualcuno, ma non lo facevo da tanto tempo. Non in quel
modo. Di solito i vecchi ricordi mi facevano venire il mal di
stomaco, ma questa volta ero convinto di essere riuscito a
rivelare qualcosa di me. Per non volevo pensarci troppo.
Osservai Eddie che correva in giardino alla luce della
luna, controllando tutto il perimetro della propriet. C'era
abbastanza luce da illuminare la baia e si poteva vedere fino
all'altra parte, dov'era Southold. Anche a Nassau Point e a
Hog's Neck c'erano delle luci ancora accese, e altre persone
sedevano sotto il portico delle loro case a fantasticare sui
misteri della baia di Little Peconic.
La mattina dopo chiamai la mia consulente personale.
Amanda Battiston.
Ciao, sono Sam. Ti chiamo per questioni di banca.
Sei pronto ad aprire quel conto d'investimento?
E precipitare Wall Street nel caos?
Quando decidi, io sono pronta.
Senti, mi serve tutto ci che hai sul conto di Regina.
Aveva un conto da noi?
Ho degli assegni che lo provano. Vorrei incassarne uno
per pagare le bollette di casa sua. Ho tenuto le luci accese.
Ho bisogno di sapere quanto ha sul conto, se ci sono altri
conti, se ha dei risparmi oppure uno dei vostri conti d'investimento,
quelli che proponete con tanta determinazione. Lo
storico del conto, il pi dettagliato che puoi farmi avere. Ho
una scatola piena di assegni annullati, che penso risalgano a
qualche anno addietro. Non ho trovato il libretto degli assegni,
perci  importante quello che puoi darmi adesso. Ho
bisogno di sapere quali obbligazioni aveva, titoli di stato,
imposte, quel genere di cose. Voi fate delle foto degli assegni
di altre banche che vengono depositati da voi?
Non credo. Penso che trascrivano il codice bancario.
Posso chiedere, ma potrebbe essere necessario un po' di tempo.
Ci fu una pausa, e poi aggiunse: Sto cercando di prendere
nota di tutto.
Lo apprezzo molto.
Mi servir un certificato di morte in originale e una
copia di qualunque documento che certifichi che tu sei l'amministratore
della propriet.
Ho tutto.
Se c' una cassetta di sicurezza, quando andremo ad
aprirla potr essere necessaria la presenza del procuratore
cittadino.
Okay. Tutto quello che hai.
Non penso di averla mai vista qui.
Credo che Regina ricevesse tutto per posta. La bandierina
della sua cassetta era sempre su. Non guidava, andava in
taxi oppure prendeva il pulmino del Centro per Anziani fino
al supermarket, a meno che non riuscisse a convincermi a
portarle la spesa.
E tu lo facevi?
Ogni tanto.
Che carino.
Niente di tutto ci che aveva a che fare con Regina era
carino. Men che meno io.
Non c' una cassetta di sicurezza. Niente investimenti e
niente conto di risparmio. Solo un conto corrente.  stato
aperto nel 1987, l'anno in cui la Harbor Trust ha comprato
la nostra East End Savings and Loan, quindi il conto potrebbe
essere anche molto pi vecchio.
Hai fatto presto.
Abbiamo i computer.
Quanto ha sul conto?
Se stai pensando di fuggire in Messico, non andrai molto
lontano. Ottomiladuecentosessantasette.
Dollari?
Non pesos.
Depositi?
Mille e cinquantadue dollari depositati, pi trentacinque
cent, fammi vedere, sentii il ticchettio della tastiera,
depositati tutti i mesi nell'ultimo anno, questo  tutto quello che riesco a vedere su questo computer.
La pensione.
Dagli estratti conto sembra che fondamentalmente
spendesse tutto per pagare le bollette. Trentadue, ottantuno,
cinquantacinque. Ce n' una in maggio di duecentottantatr.
Niente di pi cospicuo.
Qual  il numero sull'ultimo assegno che ha compilato?
Sei due zero quattro.
Presi nota.
Nessun prelievo superiore a duecentottantatr dollari?
No, sto controllando.
Tipo in gennaio o in giugno?
No.
Niente tassa sulla propriet.
Non dice nulla, ma non sembrerebbe, dall'importo degli
assegni.
Allora viveva con dodicimila dollari l'anno.
Io ho vissuto con meno, disse lei.
S, ma non con il sontuoso stile di vita di Regina.
Finanziato con l'evasione fiscale.
La tassa sulla propriet non la pagava.
L'avr pagata in qualche altro modo.
No. Non era tenuta a pagarla perch la casa non era sua.
Casa in affitto?
Non sono sicuro. Puoi darmi gli stampati di tutta quella
roba?
Devo chiedere a Roy.
Mi faresti una cortesia.
Domani deve tornare in citt.
Che uomo impegnato.
Io ho la giornata libera.
Anch'io.
Ci fu un'altra pausa all'altro capo del telefono.
Per prima cosa far una passeggiata sulla spiaggia. Di
solito lascio la macchina a Little Plains.
Dev'essere bello al mattino.
Alle nove del mattino il sole non scalda ancora, ma la
foschia comincia ad alzarsi.  la mia ora preferita.
Scommetto che  possibile che tu porti con te una pila
di estratti conto di Regina Broadhurst.
Di solito no, ma ci sono buone possibilit.
Bene, grazie per l'aiuto. Spero che domani tu passi una
buona giornata.
Immagino di s.
Quando riattaccai, Eddie mi stava guardando.
Che c'?
Lui non rispose.
Lo so. Stupido.
Quando andai a letto, l'aria era calda e umida come non
accadeva di solito in quella stagione. Alle 8,45 della mattina
dopo, l'aria era nuovamente pulita e chiara, con una brezza
sostenuta proveniente da terra, che portava l'aria fresca del
Canada. Ero seduto sui resti ormai pietrificati di un vecchio
frangiflutti di legno, con lo sguardo rivolto all'oceano. Il vento
tagliava le creste delle onde prima che s'infrangessero a
riva, alzando spruzzi di schiuma illuminati dal sole come
schegge di vetro grigio pallido. La visiera del mio berretto
degli Yankees era tirata gi al massimo, per evitare che il vento
me lo portasse via. Avevo aggiunto le lenti da sole alla
montatura degli occhiali in metallo e mi ero tirato su il colletto
del giubbotto di jeans. L'effetto generale mi faceva sentire
un agente sotto copertura. Almeno con i gabbiani che
volavano sopra la mia testa funzionava: nessuno di essi sembr
riconoscermi.
Alle mie spalle c'erano basse dune coperte di alte erbe
piumose, che il vento pettinava in morbidi ciuffi verdi.
Dietro alle dune c'era una fila di dimore in stile regina
Anna, a una distanza di una cinquantina di metri l'una dall'altra:
case altissime, addobbate di balconate, finestre ottagonali,
porticati e colonne. Per lo pi deserte in quel periodo
dell'anno, fronteggiavano il mare agitato senza scomporsi.
La osservai affacciarsi sulla spiaggia, sbucando da un sentiero
attraverso le dune. Si ferm quando mi vide e fece la
faccia sorpresa, recitando la sua parte. Quando riprese a
camminare, l'incedere sulla sabbia asciutta le faceva muovere
i fianchi oltre il loro raggio normale. Portava una giacca
scamosciata gialla, un po' consumata, una camicia di seta
bianca, jeans e occhiali da sole. I folti capelli ondeggiavano
trattenuti da una sciarpa di seta dipinta a mano stretta attorno
alla testa. Rimasi seduto, in silenzio, a guardarla avvicinarsi.
Sempre in incognito.
Venne dritta da me ed eccola, che arricchiva con la sua
presenza la bellezza della spiaggia.
Tu.
Io risposi, sempre a corto di parole.
 bello, vero? disse guardando l'oceano, come cercando
una conferma.
Di profilo, illuminate dal riflesso del sole sul mare, le linee
che definivano la guancia e la mandibola sembravano pi nette
di quanto ricordassi. Mi venne in mente che quelle linee di solito
erano celate dietro onde di capelli castano-ramati. Il vento
glieli spingeva indietro, liberando il volto. Mi piacevano le sue
proporzioni simmetriche. La pelle era ancora pi liscia e abbronzata
rispetto a quanto avevo visto sotto le luci fluorescenti
della banca o nella mia casa poco illuminata. Cominci a farsi
strada dentro di me l'idea che Amanda Battiston era in effetti
una donna molto bella. Non so perch ci avessi messo tanto a
capirlo. Forse era rimasta nascosta dietro una sorta di velo semitrasparente
che mi aveva impedito di vedere com'era veramente.
E ora, sotto la luce autunnale, ogni cosa era rivelata.
Cosa?
 molto bello. L'oceano.
Non stavi guardando l'oceano.
S, invece. Con la coda dell'occhio. Non riesci a vederlo
se ho gli occhiali da sole.
Sorrise in modo un po' affettato.
In effetti sono molto carini. I tuoi occhiali.
Gli ex pugili di cinquantadue anni non possono essere
carini. I cuccioli sono carini.
Assunse un'aria scettica.
Pugile?
Be', una specie. A dirlo fa pi impressione di quanto non
sia in realt.
 per quello che hai il naso un po' storto?
 per quello.
Ohi.
Anch'io l'ho detto, all'epoca.
Io non ho mai fatto la pugile.
E non ti sei neppure occupata sempre di personal banking,
immagino.
Sorrideva ancora, anche se pi debolmente.
No. Ho fatto qualche altra cosa.
Anch'io. Ho migliorato l'efficienza del carburatore della
tua Audi Quattro e ho fecondato l'unica donna perfetta che
abbia mai calpestato questa terra.
Oltre a me.
Discuter la cosa con tuo padre.
Non puoi pi.  morto gi da un po'.
Trasalii, ricordando quello che mi aveva detto. Ma continuava
a sorridere.
Quindi tu puoi essere l'unica altra donna perfetta. Per
definizione.
Si sedette vicino a me sul vecchio frangiflutti.
La perfezione, alla fine. Ed essere ancora abbastanza
giovane da godersela.
Percepii il calore della sua spalla attraverso i vari strati di
denim, pelle scamosciata e cotone che ci dividevano. Tutte le
mie terminazioni nervose dovevano essersi spostate in quel
punto per l'occasione.
Hai ragione, disse, non sei carino. Carino  un termine
che non si addice a un qualsiasi cinquantaduenne. Per
sei qualcosa che sta disturbando i miei sonni.
Qualche pastiglia ti metter a posto.
Non sono stata del tutto onesta con te, disse all'improvviso,
come facevo sempre io quando non riuscivo ad
arrivare al punto.
Non devi essere nemmeno parzialmente onesta con me.
Non mi devi niente.
Teneva lo sguardo fisso sulla linea dritta e sfumata dell'orizzonte.
Probabilmente l'aiutava a restare razionale.
Senti, dissi prima che potesse parlare di nuovo, alcune
persone, specie le donne, ritengono che non si possa conoscere
veramente qualcuno se non squaderni tutto quello che
hai dentro e non riveli ogni minima cosa che tu abbia mai
pensato, sentito o fatto.
Suppongo che sia vero.
Non deve essere cos per forza. Francamente, credo che
un forte senso della privacy, l'atrofia emotiva e la repressione
dei sentimenti, specie per quanto riguarda la storia
personale, siano comportamenti altamente sottovalutati.
Lasci uscire una vivace risatina.
Ma dov' che ti hanno fatto, a te?
Nel Bronx. Secondo me la gente accumula il suo passato in
queste grandi discariche emotive, dove si decompone e non
produce altro che esalazioni tossiche. Da parte mia, sto lavorando
per sparare tutta quella roba nello spazio. Io non la voglio
pi. Non voglio il mio passato e non voglio neppure il tuo.
Si gir verso di me, tirando un po' indietro la testa, forse
per vedermi meglio attraverso gli occhiali da sole.
Non puoi dimenticarti tutta la tua vita. Allora perch
dovresti viverla?
Non mi viene in mente alcuna ragione.
Forse non vuoi.
Mi venne da ridere.
Ges,  esattamente quel genere di stronzate di cui sto
cercando di non parlare.
Hai cominciato tu.
Sono stato io?
S, perch credevi che avrei detto qualcosa. Magari non
ne avevo alcuna intenzione.
Mi piaceva come si frangevano le onde sferzate dal vento
di terra. Volute ordinate, bene organizzate. Belle onde per
il surf, soprattutto per Long Island.
Tu mi piaci, Amanda. Ma io in realt non sono quello
che stai cercando. Qualunque cosa sia. In genere finisco per
deludere.
Sentii un lieve aumento della pressione nel punto di contatto
tra le nostre spalle. Il peso di un milionesimo di grammo,
forse. Anche lei stava fissando intenzionalmente l'oceano.
Noi due, seduti fianco a fianco. Per un poco nessuno dei due
parl.
Okay, disse finalmente.
Okay cosa?
Okay, ho capito. Tieni.
Si alz, si spazzol il didietro con la mano e tir fuori
dalla tasca interna della giacca una busta commerciale gonfia
e sigillata. Prima di mettermela in mano me la batt sulla
fronte.
Sono le copie degli estratti conto degli ultimi dodici mesi.
 tutto quello che ho. I documenti precedenti saranno
sepolti in vecchie microschede della banca originaria, se esistono
ancora.
Si avvi verso il sentiero che attraversava le dune. Io la
seguii, avanzando un po' sbilanciato nella sabbia asciutta.
Probabilmente era proprio quello che voleva.
Quando sbucai dall'altra parte vidi la sua Audi e la Grand
Prix. Oltre a una grossa berlina BMW 740 IL nera parcheggiata
l vicino, che aveva l'aria di essere imbattibile e molto
costosa. A quanto pareva era in coppia con un tipo che aveva
indosso un lungo soprabito di pelle nera, pantaloni neri
con la piega e stivali da motociclista. Anche i capelli erano
neri come una macchia di petrolio. L'unico tocco di colore
era dato dalla mezza tonnellata d'oro che portava appesa a
un collo carnoso e roseo. Su qualunque altra spiaggia sarebbe
sembrato fuori posto, ma eravamo a Long Island. Stava
appoggiato alla sua macchina e fissava Amanda.
Lei fece come se non l'avesse notato. Io feci l'opposto, fissandolo
negli occhi perch distogliesse l'attenzione da lei.
Quando finalmente mi guard, fu come fissare nelle palle
degli occhi un orso nero. Solo meno sensibile.
Accelerai il passo, in modo da poter scortare Amanda
fino all'Audi. Probabilmente pens che le tenessi la portiera
aperta perch ero un cavaliere, dato che sul volto aveva di
nuovo quel sorrisetto impacciato e timido.
Quando mi avvicinai alla mia macchina, l'orso ammaestrato
era appoggiato alla portiera dal lato del passeggero.
Levai le mani dalle tasche del giubbotto di jeans e mi avvicinai
senza esitare. Mi chiesi se le vecchie Adidas Country che
avevo ai piedi mi avrebbero dato il supporto necessario per
fare presa sul terreno, nel caso le cose si fossero messe male.
Rimasi in attesa di una sua mossa. Non dissi nulla e neppure
lui. Amanda era impegnata a fare marcia indietro con
l'auto e non aveva notato nulla. Dopo pochi secondi il tipo
alz le spalle, come se avessimo appena concluso una lunga
conversazione, e si spost. Attesi fino a che non fu fuori portata
di un eventuale pugno e montai in macchina. Quando
infilai la chiave, la mano mi tremava leggermente. Adrenalina.
Probabilmente mi avrebbe rovinato l'appetito.
Uscendo dal parcheggio descrissi con l'auto un arco pi
ampio del necessario, in modo da allineare il paraurti posteriore
della Grand Prix con quello della BMW. Tenni lo sguardo
fisso sul tipo quando lo toccai leggerissimamente con il
paraurti e la cromatura da corazzata della Grand Prix si infil
morbidamente nel composto polimerico che avvolgeva il
sedere della BMW. Lui non sembr curarsene. Si limit a
guardarmi con un paio d'occhi che avrebbero gelato un'intera
pista da sci. Erano molto ravvicinati alla radice del naso
e poi piegavano verso il basso ai lati della faccia. Non avrei
saputo dire se gli erano venuti a quel modo naturalmente
oppure se gli erano stati schiacciati nelle orbite. In ogni caso
non mostravano alcuna espressione. Se ne stava l in piedi, e guardava.
Intanto Amanda si era allontanata. Una piccola luce rossa
si faceva strada nei recessi della mia testa. Ma come si fa
di solito nelle sale controllo degli impianti quando si accendono
lucine di quel genere, la ignorai, sperando che si sarebbe spenta da sola.
...
.
...
Capitolo terzo.
...
.
...
Non potevo addentrarmi disarmato a Southampton Village,
perci mi fermai a prendere un caff alla nocciola in un
negozio di gastronomia lungo la strada. Aveva un vago gusto
di foglie di quercia bruciate, ma perlomeno era caldo e pieno
di caffeina.
Attraversai la Sunrise Highway ed entrai nel Village, notando
come sempre l'improvviso cambiamento di colore
delle foglie, la piccola quercia delle regioni orientali e il pino
trasformati in cespugli lussureggianti e boschetti coltivati,
fitte siepi di ligustro che si ergevano come mura di cinta a
difesa di sontuose dimore e dello status sociale, per quanto
precario e comprato a caro prezzo.
Mi presentai negli uffici municipali con un giorno di
ritardo rispetto a quanto avevo previsto. La sessione autunnale
delle concessioni edilizie e delle richieste di lottizzazione
procedeva a tutta forza. All'esterno, persone munite di
cartelle portadocumenti e di progetti arrotolati parlavano
sulle scale con i vari funzionari, tra le colonne doriche sovradimensionate.
L'aria era carica dell'odore dei negoziati. Sui
volti c'erano espressioni sincere e volont di collaborare.
Sarebbe stata una scena piuttosto comune, se non fosse stato
per le somme in gioco. C'era un mucchio di gente di Manhattan
con un conto in banca e un ego sufficientemente
grandi da riempire case da 6000 metri quadrati costruite sulla
sabbia pi costosa del mondo. Pi di quanto l'East End
sarebbe mai stato in grado di assorbire, il che si traduceva in
un costante aumento del valore delle propriet. Un piccolo
gruppo di residenti - insegnanti, carpentieri, pediatri - si era
assunto l'onere di controllare la domanda, facendo in modo
che la gallina dalle uova d'oro non venisse strangolata da una
iperespansione. Non era facile. Ogni giorno l'ufficio Pianificazione
Urbanistica doveva affrontare quel tipo di venale
cupidigia che devastava interi continenti.
Passai inosservato in mezzo alle transazioni in corso,
come un fantasma, ed entrai nell'edificio. Nell'atrio c'erano
diversi poliziotti, intenti chi ad affibbiarsi il cinturone con la
fondina della pistola, chi a bere caff, alcuni pronti a prendere
servizio e altri che smontavano. Nessuno di loro pareva
intenzionato ad arrestarmi per qualcosa e quindi andai
direttamente agli Archivi.
Lei era sempre alla sua postazione, dietro il bancone alto.
Non sollev lo sguardo, neppure quando mi schiarii la gola.
Mi schiarii la gola una seconda volta.
S?
Sono Sam Acquillo. Sono stato qui qualche giorno fa,
per una propriet su a North Sea.
Fa parte di New York. Deve rivolgersi a loro.
S, ne abbiamo gi parlato. A New York mi hanno detto
che i documenti della propriet si trovano qui. Lei si era
offerta di fare una ricerca e di procurarmi le copie.
Mi guard oltre il bordo superiore degli occhiali da presbite.
Avrebbe dovuto tornare il giorno dopo. Io le copie gliele
ho fatte.
Ora che mi aveva in pugno per la promessa non mantenuta
le era tornata la memoria.
Le avevo gi preparato tutto.
S, mi dispiace. Se adesso me le potesse dare, non la disturber
pi.
Digit qualcosa sulla tastiera e poi sollev la massa del
corpo dalla sedia. Gli occhiali, appesi al collo con una catenella
di perline, poggiavano sul davanzale formato dal busto
sollevato. Il solco sopra la radice del naso aveva formato una
piega permanente, modellando la sua irritazione in un componente
strutturale della sua faccia. Estrasse una grande
busta marrone da sotto il bancone.
C' una quota da pagare per le copie.
Un giorno in ritardo, ma insomma va bene dissi, mettendo
gi una banconota da cinque dollari. Lei l'agguant e
la tenne stretta nel pugno. Attese che me ne andassi.
Penso di avere tutto quello che mi serve, dissi. Lei annu
una volta, sorrise e torn a sedersi al computer. La fine del
nostro rapporto la rendeva felice.
Buona giornata aggiunse, prima di pigiare il tasto
invio del computer.
Troppo tardi per quello.
Quando uscii, sulla gradinata d'ingresso non c'era pi
nessuno. Sugli alberi le foglie erano sempre di meno e l'aria
ottobrina stava cominciando a perdere la sua battaglia. Il
sole era ancora abbastanza mite da scaldare il mattonato dei
marciapiedi e le panchine di tek che si trovavano appena
fuori degli uffici del Village, dove mi sedetti per esaminare il
contenuto della busta.
C'era una decina di fogli. Alcuni erano fotocopie chiare, altri
copie fotostatiche vecchia maniera su carta fotografica. Certe
avevano i bordi irregolari e la distorsione ottica tipica degli
ingrandimenti di microfilm. Il primo documento era una pianta
dell'area, datata 1939. Le linee erano nette e senza sbavature,
e i termini scritti a mano nella tipica calligrafia tecnica dell'epoca.
Avevo gi visto altre volte quello stile sui vecchi disegni.
Pensai che possedesse un'imperscrutabile bellezza, quasi di un
altro mondo. Altri fogli riportavano le revisioni e le modifiche
successive, datate fino al 1998, certificate dai periti Spring &
Spring di Bridgehampton e controfirmate dall'ispettore edile
della citt, Claude Osay. C'era il timbro della Suffolk County,
che avvisava della necessit di fare domanda di bonifica delle
zone umide con la richiesta della concessione edilizia.
L'area era di forma pi o meno rettangolare, con i confini
netti e ad angolo retto, simile al lotto che mio padre acquist
sei anni dopo. I lotti adiacenti non erano tracciati, ma
c'erano dei numeri che indicavano le suddivisioni distribuite
nella mappa a formare un disegno regolare. Regina era il
n. 33. Noi eravamo il 32.
Non diceva chi fosse il proprietario dei terreni all'epoca
in cui furono fatti i disegni. Un'altra annotazione a mano,
molto pi grezza di quelle del 1939, riportava Bay Side Holdings,
Inc., Sag Harbor, con una freccia che indicava il lotto
di Regina. Giudicai che dovesse risalire pi o meno allo
stesso periodo dei timbri pi recenti dell'ispettore edile. Non
c'era assolutamente nulla sul signore o sulla signora Broadhurst.
La Bay Side Holdings spunt su un altro documento che
pareva essere un contratto con un'agenzia immobiliare, la
Arnold Lombard Co. di Southampton. Il contratto era datato
1977 e accompagnava un'altra ondata di test sul percolato
e di analisi delle fosse settiche. I risultati erano certificati
dalla Spring & Spring, come pure gli esami successivi, del
1998. Ripresi la pianta dell'area, per controllare dove erano
stati condotti i test, e trovai un altro timbro con la dicitura
Bay Side Holdings.
Poi c'era una fotografia aerea che riprendeva tutta Oak
Point e il terreno adiacente, dove sorgeva la vecchia fabbrica
WB. Il complesso era pi vasto di quanto apparisse stando a
terra: contai un edificio principale e almeno dieci annessi
pi piccoli. Erano riportati anche i confini delle propriet
adiacenti, numerate con inchiostro bianco. Il n. 33 di Regina
appariva vagamente ombreggiato. Forse un evidenziatore?
Cos anche il n. 35, il lotto adiacente e quello successivo
ancora, pi diversi altri sul lato est della penisola della WB.
Lo stesso anche sull'intero complesso WB. Sul nostro lotto
c'era un segno di spunta, come pure sul n. 38 e sul 29.
Infine c'era una lettera indirizzata alla Commissione d'appello
cittadina, da parte di Jacqueline Swaitkowski, avvocato
di Bridgehampton, in rappresentanza della Bay Side Holdings,
Inc. Intendeva comunicare la loro intenzione di rivolgersi
alla Commissione sulle dimensioni di certi lotti e altri
inconvenienti, che fiduciosamente descriveva come una procedura
di routine. Portava la data del 30 giugno 1998.
Era tutto. Non c'erano commenti da parte del Comune e
nessuna traccia di appelli in corso. Ricacciai tutto nella busta
e mi diressi verso il bar all'angolo per un caff alla vaniglia e
un croissant.
Adeguatamente rinvigorito, m'incamminai per un isolato
e mezzo lungo Hampton Road, fino al grande palazzo del
municipio. Mentre il Village era definito dai confini tradizionali
di Southampton, il comune comprendeva met di
South Fork, da Westhampton Beach a Bridgehampton, compreso
il Village stesso. La complessit geopolitica dello Stato
di New York richiede una certa concentrazione per orientarsi,
ma io sono un ingegnere. I sistemi complessi sono il
mio forte.
Bonny Martinez era in servizio quel giorno nell'Ufficio
comunale di riscossione delle imposte. Sfoggiava un largo
sorriso e una blusa stampata a fiori tropicali giganteschi.
In che cosa posso esserle utile?
Mi occupo della liquidazione di una propriet dissi,
estraendo i miei fascicoli. Qui c' il certificato di morte e la
documentazione che indica me come amministratore. E la
mia patente.
Raccolse tutto il materiale e scrut attentamente le informazioni.
Okay, in cosa posso esserle utile?
Scrissi l'indirizzo di Regina su un foglietto di carta per
appunti che presi da un blocco sistemato sul bancone.
Ha vissuto qui per diversi anni, ma non era la proprietaria
della casa. Ho bisogno di sapere chi era che pagava le
tasse, in modo da poterli avvertire.
Okay, disse in tono vivace.
Impieg alcuni secondi per sedersi davanti a un computer,
digitare l'indirizzo e tornare da me con le informazioni.
Bay Side Holdings, Dutch Warf Road 675, Sag Harbor,
New York. Il referente  Milton Hornsby. Facevano un pagamento
automatico ogni sei mesi. La banca  la Harbor Trust,
numero di conto 41-53245-41.
Scrisse tutto quanto su un altro foglietto e lo sbatt sul
bancone. Tutto l.
Quando ritornai alla macchina, Eddie era sul sedile del
guidatore e osservava il quadro degli strumenti. Stava progettando
una fuga.
S, potrei anche insegnarti a guidare, ma poi chi pagherebbe
l'assicurazione?
Salt sul sedile accanto e gli aprii il finestrino. Mise fuori
la testa e abbai in direzione del passante pi vicino, che
fece un salto indietro per lo spavento. Partii alla massima
velocit consentita dalla grossa macchina.
Grandioso. Io sto cercando di andare d'accordo con la
gente e tu che cosa fai?
Mi guard, tutto felice.
Quando mia figlia era piccola si era creata almeno sei
amici immaginari, il pi famoso dei quali era Eddie Van
Halen. Non ho idea di come accadde, ma per anni il chitarrista
heavy metal fu una presenza costante, anche se invisibile,
nella nostra famiglia. Si assicurava sempre che in macchina
gli facessi indossare la cintura di sicurezza. Una volta,
sempre in macchina, alla radio davano Runnin' with the
Devil. Lei si gir e parl rivolta al sedile posteriore:
Sei tu, Eddie Van Halen!
Dicevo spesso questa battuta al mio cane, chiamato con
lo stesso nome in suo onore, e in risposta anch'io ottenevo
lo stesso nulla.
Mia figlia aveva smesso di parlarmi qualche mese prima
del divorzio, quindi non ero sicuro di cosa stesse facendo.
Sapevo che aveva un appartamento a Manhattan, dove era
andata dopo essersi laureata alla Rhode Island School of
Design. Si occupava di qualche cosa tipo computer grafica,
ma non sapevo esattamente cosa. E non sapevo neppure
come scoprirlo senza parlare con sua madre o con la di lei
famiglia, e la cosa non avrebbe funzionato. Abby si era data
molto da fare per tenere nostra figlia lontana dalla mia famiglia,
perci non aveva mai conosciuto mia sorella. Quando
andavamo in vacanza, Abby insisteva sempre perch prendessimo
qualcosa in affitto o andassimo a stare da amici,
come l'avvocato Burton Lewis. Mia figlia aveva visto il cottage
sulla Little Peconic solo dalla strada. Abby diceva di non
volere che nostra figlia frequentasse quell'ambiente, qualsiasi
cosa intendesse. Mia madre passava molto tempo con i
figli di mia sorella, scemotti com'erano, e cos almeno aveva
avuto dei nipoti. Non si lament mai del fatto di non vedere
mia figlia, anche se chiaramente ne soffriva. Ma io cedevo
a Abby, al mio profondo dolore permanente.
Poich ero diretto alla Dutch Wharf Road, pensai di fermarmi
al Pequot per pranzo. I boschi s'infittirono quando la
North Sea Road svolt sulla Noyack. La strada era stretta,
con una doppia striscia gialla al centro, e piena di curve man
mano che si snodava lungo la costa frastagliata della baia e
il contorno irregolare dei dislivelli di Noyack. La Grand Prix
conservava la sua dignit nelle curve, se si teneva il volante
ben stretto.
Eddie alla fine si stanc del vento in faccia e salt sul sedile
posteriore, dove aveva tutto lo spazio a disposizione per
stendersi. Seguii l'ampia curva che costeggiava Long Beach,
la baia a forma di falce davanti a Sag Harbor. L'acqua era
increspata da onde morbide, di un azzurro argenteo come la
pelle di uno squalo. Sulla spiaggia passeggiavano persone
con i pantaloni tirati su fin quasi alle ginocchia e le mani in
tasca, gli abiti premuti contro i corpi dalla brezza tesa. Erano
troppo lontane per indovinare i loro pensieri. In alto, i
gabbiani descrivevano ampi cerchi nel cielo.
Le nuvole e la foschia del mattino erano state spazzate via
da diverse ore da una brezza decisa e fresca, che soffiava dal
New England. Abbassai il finestrino dalla mia parte e lasciai
entrare nell'abitacolo una rumorosa corrente. Rallentai quasi
a passo d'uomo quando raggiunsi le case che si affacciavano
sulle vecchie strade di Sag Harbor. L'edera che pendeva
dalle cancellate e dalle siepi delle ville in stile Greek Revival,
costruite da antichi capitani coraggiosi, parlava di ritmi
lenti.
C'era sempre un mucchio di spazio per parcheggiare al
Pequot. Lasciai che Eddie si occupasse dei suoi affari in un
piccolo spiazzo erboso e stavo per rimetterlo in macchina
quando vidi Dotty agitare un braccio nella mia direzione
dall'ingresso del ristorante.
 il suo cane?
Eddie.
 carino.
Dovr pure essere bravo in qualche cosa.
Lo pu portare, se si siede fuori.
Ci si pu sedere fuori?
Sul retro. Faccia il giro.
Non sapevo che il Pequot avesse una piccola terrazza, leggermente
rialzata da terra, adiacente alla cucina. C'era un
tavolo bianco di plastica, dove probabilmente la famiglia
Hodges sedeva a mangiare e a guardare le barche da pesca
che andavano e venivano. Arriv Dotty a salutarmi e a fare
un po' di feste al cane, cosa alla quale ci si deve abituare, se
si ha un cane con la personalit di Eddie. Un eterno gaudente.
Allora non stava raccontando bugie, comment Dotty
passando una spugna sul piano del tavolo.
Su cosa?
Sul fatto di avere un cane che doveva far uscire. Pensavo
che fosse una scusa.
Guardammo Eddie esplorare naso a terra l'intera veranda,
per poi tornare al tavolo e sedersi ai miei piedi.
Immagino che siate pieni.
Absolut?
S. E acqua per il cane, un bicchierino.
Con o senza frutta?
Penso che gli vada bene una fettina di lime.
Mentre aspettavo che ci portasse da bere, sparsi sul tavolo tutte le carte che avevo ritirato la mattina, in modo da
poter raccogliere le informazioni che mi servivano sul mio
blocco per appunti giallo. Feci un elenco di punti e tracciai
un circoletto attorno ai punti che ritenevo pi importanti.
Poi feci un elenco delle cose che non sapevo e che volevo
sapere. Anche di queste feci una scaletta di priorit, evidenziando
le pi urgenti con una doppia sottolineatura. L'attivit
mi diede soddisfazione. Non facevo pi una cosa simile
da almeno cinque anni.
Usc Hodges con due drink e una ciotola d'acqua. Ebbi
l'istinto di coprire il mio blocco, ma fui contento di non
averlo fatto. Non volevo offenderlo. Si sedette e appoggi la
ciotola davanti al naso di Eddie.
Bel cane.
Vuole che uno lo pensi.
Ho una coppia di shih tzu in casa. Piccoli, stupidi e brutti.
Erano della mamma di Dotty. Li aveva presi da cuccioli,
poi  morta e li ha lasciati a me.
Super quel momento concentrandosi su Eddie. I cani
sono utilissimi in queste circostanze.
Sono riuscito ad avere gli estratti conto di Regina e la
pianta del terreno, gli annunciai.
Gett un'occhiata alle carte sparse sul tavolo.
Aveva un milione di dollari?
Circa ottomila. La casa non era nemmeno sua. Per quanto
possa aver capito, comunque, non pagava neppure l'affitto.
Non pagava niente, per, e allineai sul tavolo una serie
di assegni annullati, gasolio, luce elettrica, telefono - niente
interurbane -, gas per cucinare, suore della Carit, venti
dollari al mese. Poi ci sono assegni ricorrenti intestati all'IGA,
alla farmacia, al ragazzo che le tosava il prato, ogni tanto
un taxi.
Pagava il taxi con un assegno?
Il resto sono assegni da incassare, per lo pi al Ray's
Liquors. Non sono sicuro se siano serviti a rinvigorirla.
Viveva piuttosto miseramente.
Pi miseramente di me, il che  tutto dire.
Tu hai i conti del Pequot.
Niente affitto, niente spese mediche, niente tasse.
Non era registrata?
No, da quanto posso capire.
Sfuggiva a ogni controllo.
Tipico della zona.
Di chi era la casa?
Di una societ che si chiama Bay Side Holdings.  qui a
Sag Harbor. Ci sto andando adesso. Lasciai cadere di fronte
a lui il foglietto di carta con l'indirizzo. Lo prese e aggrott
la fronte.
Dev'essere una casa privata, o qualcosa del genere.
Ripresi il foglietto.
Dutch Wharf Road?
 una zona residenziale. Tranne in fondo, dove c' un
vecchio molo abbandonato. Una volta aveva una rampa di
alaggio, ma poi il fondale si  insabbiato e nessuno si  mai
occupato di dragare. Forse l'ha fatto chiudere il comune.
Comunque non ce n' di attivit commerciali laggi.
Chiesi a Hodges di portarmi un sandwich al prosciutto,
che buttai gi con una Sam Adams. Eddie si prese met delle
patatine, una di quelle cose che non avrebbe mai toccato
se gliele avessi messe nella ciotola a casa. Probabilmente
anche lui non voleva offendere Hodges.
Impiegai un po' di tempo a trovare l'inizio della Dutch
Wharf Road. Era proprio sulla punta orientale della citt,
dove spesso le strade sono strette e intrecciate alle piccole
insenature dalle rive erbose che circondano quella parte della
baia.  difficile pensare che un tempo Sag Harbor era il
porto pi grande d'America, pieno di velieri a vela quadra e
grondante olio di balena.
Era proprio come aveva detto Hodges. Una strada stretta
e costeggiata da vegetazione, con piccoli cottage tutti
costruiti in epoche diverse, ma ben inseriti nel contesto e
meticolosamente curati. Seguii i numeri civici fino alla fine
della strada e alla rampa di alaggio in disuso. Il numero 675
era l'ultima casa sulla destra. Era in stile con il quartiere,
tutto in mattoni bianchi e doghe anch'esse bianche, con il
frontone del portico affacciato sulla strada. Il tetto era molto
inclinato, com'era di moda per certe villette in stile Tudor
negli anni Venti e Trenta. Poteva sembrare il genere di cottage
che si trova nei Cotswolds. L'edera ricopriva parte del
prato e si arrampicava sulla facciata. Nessun nome sulla
cassetta della posta. Sul vialetto era parcheggiata una Nissan
versione base, piuttosto anonima. Non c'era il garage.
Nessuno venne ad aprire. Avevo rinunciato a suonare il
campanello e stavo per andarmene, quando udii un rumore
provenire dal retro della casa. Girai attorno al lato nord,
superando un folto boschetto di tuie. Il giardino sul retro era
fitto di alberi e cespugli. Sembrava che fossero l da almeno
cent'anni, cosa probabilmente vera. Su un minuscolo prato,
in una macchia di sole, stava una vecchia carriola, piena di
stecchi e di piante secche e sradicate. Qualche metro pi in
l, un tizio sporgeva col sedere da sotto una forsizia cresciuta
disordinatamente. Il sedere indossava un paio di pantaloni
color sabbia e apparteneva a un uomo di una certa stazza.
Mi avvicinai facendo un po' di rumore con i piedi e mi
schiarii la gola.
Mi scusi.
Il tizio usc da sotto la forsizia indietreggiando carponi e
si alz. Era alto pi di un metro e novanta ed era ragionevolmente
snello, con un testone dove restavano pochi e sottili
capelli grigi tutt'attorno alla sommit calva. Poteva avere
una settantina d'anni, forse oltre i settantacinque, e portava
lenti spesse attraverso le quali mi punt addosso uno
sguardo sgomento.
S.
Mi dispiace disturbarla. Sto cercando Milton Hornsby.
Nella mano destra con il guanto da giardinaggio reggeva
una manciata di erbacce appena strappate. Nella sinistra aveva
un piccolo trapiantatoio. Guard in basso, come se stesse
cercando di decidere quale cosa dovesse gettare.
Mi chiamo Sam Acquillo. Devo parlare di una cosa
importante col signor Hornsby.
Alz entrambe le mani, come per arrendersi.
Sarei io.
Scartabellai nella cartellina di manila che avevo sottobraccio
e ne estrassi il certificato di morte di Regina, che gli
mostrai. Mentre parlavo, lui gett a terra le erbacce e si tolse
i guanti.
Sono qui per comunicarle la morte di Regina Broadhurst.
 morta la settimana scorsa. Il mio nome  scritto qui,
dissi indicandogli una riga sul certificato. Sono l'amministratore
della propriet.
Gli mostrai il secondo foglio tenendolo con l'altra mano.
Li prese entrambi per guardarli da vicino. Strinse ancora di
pi gli occhi, che si ridussero a due fessure.
Che rapporto avevate? chiese, sempre studiando i
documenti.
Vicini di casa.
Lei  un avvocato?
No. Sono solo un vicino. Per quanto ne sappiamo, aveva
solo un parente, un nipote.  una delle cose che le volevo
chiedere, se conosceva forse altri congiunti.
Era robusto, ma non aveva l'aria particolarmente sana. Gli
zigomi erano larghi e sporgenti, ma le guance al di sotto erano
incavate e cascanti. I pantaloni e la camicia di flanella erano
di buona qualit, ma da tempo non vedevano la lavatrice.
Mi chiedevo quando sarebbe successo.
Era piuttosto anziana.
Sorrise, come se la mia osservazione gli avesse ricordato
qualche battuta.
Mi restitu le carte, che io non presi.
Pu tenerle per il suo archivio.
Scosse la testa.
Non ho intenzione di parlare con lei, disse in tono piatto,
continuando a guardarmi con gli occhi stretti dietro i suoi
fondi di bottiglia. Lasci cadere i fogli a terra.
No? E perch no?
Non sono tenuto a farlo. Inizi ad agitare le mani infilandosi
nuovamente i guanti da lavoro.
Non saprei. Io credo che dovrebbe. Non sono un avvocato,
ma...
Giusto, lei non  avvocato. Non lo so che cosa  lei. Un
vicino? Io so solo che lei si trova sulla mia propriet e che
nessuno l'ha invitata. Gradirei che se ne andasse.
Si chin a raccogliere il mucchietto di erbacce, mi pass
accanto sfiorandomi e lo gett nella carriola.
Sentii un calore ben noto salirmi alle guance. Cercai di
assumere un aspetto pacato e ragionevole, ma anche quello
non mi riusciva un granch bene.
Secondo l'ufficio di riscossione delle imposte, la casa di
Regina era di propriet della Bay Side Holdings, Dutch
Wharf Road 675, dissi guardandomi attorno, che immagino
sia qui, e lei  indicato come il responsabile. Glielo sto
dicendo solo perch Regina  morta. La casa torna a lei.
Sembr rilassarsi un po' a quella notizia. Mise gi la carriola.
Molto bene. Mi consideri informato. Pu lasciare i documenti
nella cassetta della posta. Conosce la strada.
Prima che potessi aggiungere altro, si allontan. Con le
sue spalle spioventi, se ne andava con la sua carriola verso
qualche angolo remoto del giardino, nascosto dietro la fitta
ombra di querce, pini e tuie.
Da pugile dilettante ho perso almeno altrettanti incontri
di quanti ne abbia vinti, e la mia breve carriera da professionista
non era stata molto diversa. Alcune cose dello sport
mi piacevano molto, come l'allenamento e il lavoro con i sacchi
da boxe. Alcuni dei vecchi allenatori rispecchiavano lo
stereotipo del vecchio professionista maltrattato dalla vita,
con la voce roca e colmo della saggezza della strada. Mi piaceva
molto questo aspetto. La parte effettiva della boxe non
era cos fantastica. Tantissimi ragazzi con cui mi trovavo a
combattere erano dei veri disperati, mezzi matti pieni di
aspettative e di paure. C'erano pi bianchi di quanti mi
aspettassi di trovare, e non potrei dire che la razza costituisse
un fattore decisivo di qualche tipo al nostro livello di
incontri. Almeno non per quanto potessi vedere io. Tutti erano
fondamentalmente poveri, sfibrati dalla vita di strada e
inquieti. Praticamente tutti pensavano che fossi portoricano,
fino a quando non aprivo bocca per parlare. L'impressione
era di combattere contro galletti pennuti, certi tipetti
asciutti e muscolosi con mani veloci e cattive e piccole teste
dure, su cui potevi pestare duro tutto il giorno senza alcun
effetto. Essendo un peso medio o mediomassimo, ero tra i
pi grossi. I pochi veri pesi massimi erano di solito dei ragazzi
obesi o dei pupazzoni grossi e lenti, privi della propensione
al condizionamento fisico necessario per cavarsela sul
ring. Di tanto in tanto compariva qualche ragazzo alto, forte,
veloce e desideroso d'imparare. Lo riconoscevi non appena
si metteva i guantoni. Erano dotati anche di apparato
mentale. Erano abbastanza intelligenti da sapere quello che
dovevi fare, ma anche quello che potevi ottenere se ce la facevi.
Passare dal non avere niente a possedere il mondo.
In genere gli incontri che vincevo erano ai punti. Non ho
mai vinto nessuno per k.o., anche se qualcuno l'ho messo al
tappeto conciandolo sufficientemente male da essere dichiarato
vincitore. Dopo un combattimento cos, una volta uno
degli allenatori mi spinse con la faccia contro lo spigolo del
mio armadietto aperto, abbastanza forte da spaccarmi un
labbro. Avevo ancora i guantoni addosso e il sangue schizz
dappertutto. Mi misi in guardia, con i guantoni accostati al
viso per fermare il colpo successivo, che non arriv. Lui mi
chiese se quello che aveva appena fatto mi avesse fatto incazzare.
Cosa cazzo volevi fare?
Ti devi incazzare, bastardo palla di lardo.  l'unico
modo per vincere. Se non t'incazzi, l'incontro non lo vinci.
Ecco il tipo di combattente che sei. Da questo momento in
avanti, voglio che stai incazzato tutto il tempo.
Volevo ammazzarlo. Invece mi limitai ad annuire. Poi mi
sedetti sulla panchina e osservai il sangue che mi usciva dal
labbro formare una piccola pozza sul pavimento e ascoltai il
rombo del sangue nelle orecchie. Voleva che fossi incazzato.
Se solo avesse saputo.
Dopo l'incontro con Milton Hornsby sedetti nella Grand
Prix per un po', ad aspettare che quel vecchio rombo nelle
orecchie si calmasse. In passato non lo avrei lasciato andare
via cos. Non so che cosa avrei fatto, ma questa sarebbe andata
probabilmente ad allungare la lista mentale di tutte le cose
che avrei voluto poter rifare.
Eddie mi guardava e uggiolava perch gli aprissi il finestrino.
Li aprii tutti e quattro e mi accesi una sigaretta. Mi
allungai sul vecchio sedile sportivo di cuoio screpolato e
chiusi gli occhi. Se non t'incazzi, l'incontro non lo vinci. Ma
che succede se tu per primo non vuoi vincerlo, l'incontro?
Al diavolo, Eddie. Mi serve un avvocato.
Lui non mi ascoltava. Aveva gi la testa fuori dal finestrino,
respirando l'aria dell'autunno e guardandosi attorno in
cerca della prossima cosa interessante.
Per andare a casa di Burton Lewis, nella zona residenziale
di Southampton, dovevi percorrere quasi un chilometro
di un viale che correva dritto come una fucilata tra due file
di siepi di ligustro alte almeno tre metri. La macchina filava
su bianchi sassolini lisci contenuti in cordoli d'acciaio che
disegnavano i bordi esterni come due linee perfettamente
parallele. All'ingresso c'era un cancello di legno bianco che
si apriva ruotando su massicci cardini di ghisa inchiavardati
su due pali bianchi, lavorati al tornio fino a farli rassomigliare
a mobili stile Impero. Ai due lati del cancello c'erano
morbide piante di ortensie azzurre, che ingentilivano l'effetto
ottico di un citofono squadrato, montato su un paletto
nero ricurvo, nel quale andava inserito un codice per aprire
il cancello, oppure si premeva un pulsante per annunciarsi e
farsi aprire. L'unico indizio dell'identit della casa era una
sobria targhetta bianca di 10 per 20 centimetri, che riportava
dipinto in verde il numero 85, circondato da una sottile linea
anch'essa verde.
Dopo il rettilineo iniziale, il viale faceva un'improvvisa
curva a gomito, e se non avevi ancora finito la benzina uscivi
dalle ali di ligustro in un piazzale aperto, definito da una
rotatoria ovale. L'interno dell'ovale era sapientemente allestito
come se fosse un angolo di natura selvaggia, quasi come
se la pachidermica dimora in stile regina Anna che torreggiava
sopra di te si trovasse in quel luogo solo per trarre vantaggio
da qualche perfetto atto di natura.
Il bisnonno di Burton aveva costruito la casa prima dell'inizio
del Novecento. Era un periodo in cui coloro che erano
veramente ricchi facevano a gara con Versailles e poi chiamavano
il risultato cottage. Negli anni Trenta, approfittando
dell'abbondanza di manodopera a buon mercato, fece
buttare gi la casa e costru una mostruosit ancora pi
imponente. Burton era cresciuto in quella casa, nonch in un
appartamento di citt sulla Upper East Side e in una mezza
dozzina di altre case sparse tra l'Europa e i Caraibi. I genitori
avevano delegato l'educazione di Burton e delle sue due
sorelle a una squadra di professionisti. Bambinaie austriache,
maestri di sci svizzeri, gourmet parigini. Tutti e tre i figli
avevano sofferto di gravi turbe per l'assenza dei genitori, con
risultati diversi. Una delle figlie aveva l'ossessione di Sherlock
Holmes e aveva finito i suoi giorni gettandosi dalle
cascate di Reichenbach. L'altra si dedicava al sadomasochismo
estremo ed era morta di overdose, appesa a testa in gi,
in uno squallido appartamento nei pressi di Times Square.
Burton aveva studiato economia bancaria e giurisprudenza.
Essendo uno che pareva nato in abiti Brooks Brothers,
aveva cominciato a lavorare part time e a fare internati
a Wall Street, fino a mettere insieme una discreta padronanza
della finanza internazionale ancora prima di uscire
dal liceo. Si era laureato alla Columbia in tre anni e, poich
la finanza gli era venuta a noia, tre anni dopo si era preso
una seconda laurea in legge, a Yale.
L'unica conversazione che ricordava di aver avuto con
suo padre era stata quando il vecchio l'aveva portato nel suo
studio per discutere le disposizioni sul patrimonio di famiglia
e le istruzioni sulla sua gestione, nel caso fosse morto
all'improvviso o avesse dovuto perdere le sue facolt mentali.
Cosa che accadde esattamente un anno dopo. Burton aveva
pi o meno ventitr anni; il padre sopravvisse ancora un
anno prima di morire, affetto da demenza senile, lasciando
Burton come unico erede di una ricchezza spropositata.
La prima cosa che fece fu demolire la casa del nonno e
costruirne un'altra. Era ancora piuttosto grande, ma perlomeno
si adattava alle dimensioni medie delle altre case del
vicinato, se cos si vuole chiamarlo. A Burton si adattava
comunque molto bene. Era alto pi di un metro e ottanta,
magro, con una faccia dai lineamenti fini che pareva ricavata
dal cuoio marrone. Aveva una testa piena di capelli castano
chiaro che gli ricadevano in un ciuffo sulla fronte e un
paio di baffi che rendevano pi virile una bocca piccola dalle
labbra sottili. Gli abiti erano drappeggiati sul suo corpo
esile nel modo perfetto che si vede sulle modelle. Aveva spesso
sul volto un'espressione di divertimento perplesso, come
se faticasse a ricordare la battuta finale di una barzelletta
fuori luogo. Lo avevo conosciuto tramite un amico comune
di Abby. Lei lo aveva trascinato nella cerchia di conoscenze
che coltivava come simulazione di vera amicizia. Eravamo
tutti ancora giovani, ma guadagnavamo abbastanza da
poterci permettere di abitare a Manhattan. Burton divideva
il suo tempo tra la difesa dei vagabondi in un trasandato studio
a livello della strada nell'East Village e l'attivit di fiscalista
in un avviato studio lungo Wall Street.
Ad Abby l'unica cosa che importava era il suo pedigree,
ma Burton in realt era uno che aveva stoffa.
Quando era ragazzo, le persone come Burton Lewis si
muovevano nel mondo come all'interno di una bolla invisibile
che li proteggeva. Li vedevamo dal droghiere o mentre
passavano dalle loro belle auto ai ristoranti esclusivi come
Herb McCarthy's o l'Irving Hotel, ma sapevamo che probabilmente
loro non vedevano noi. Erano una sorta di esseri
celestiali che Dio aveva esiliato sulla terra come castigo per
la loro vanit e arroganza. Allora non conoscevo abbastanza
persone del posto per sapere cosa provassero nei confronti
del Popolo Estivo, ma io certo non provavo n rancore n
gelosia. Avevo semplicemente rimosso. Mi tenevo a distanza
e mi facevo domande sul loro stile di vita solo quando andavo
in bici attorno alla zona residenziale e cercavo di intravedere
le grandi case nascoste da quinte gigantesche di secolari
aceri e faggi a foglia rossa.
Abby aveva cercato di ingaggiare Burton come avvocato
all'epoca del divorzio, ma lui non aveva accettato. Aveva
accampato come scusa il fatto che non avesse dato l'esame
per esercitare l'avvocatura nel Connecticut. La verit  che,
pur avendo molta simpatia per lei, ne aveva di pi per me.
Ci facevamo qualche bicchierino e guardavamo assieme i
Knicks alla TV, mentre gli altri elegantoni praticavano l'arte
di porsi l'un l'altro in posizione d'inferiorit. Anche io avevo
simpatia per lui, e non per la ragione che Abby amava
insinuare, ossia che Burton fosse omosessuale.
Quando suonai al citofono, rispose una voce femminile
dall'accento spagnolo. Disse che Burton era sul retro, impegnato
a sollevare una piccola rimessa per ripararne il basamento.
Era sempre intento a costruire o ad aggiustare qualche
cosa con le sue mani. Osservai che erano le otto di sera
passate.
Abbiamo le luci.
Gli dica che  passato Sam Acquillo. Torner un'altra
volta.
No, vorr sicuramente vederla. Lo chiamo sul cellulare.
Lei  Isabella?
S, signor Acquillo.
Sam.
Sam.  da tanto che non ha pi sue notizie.
Isabella era la governante di Burton, se pu essere questa
la definizione giusta per una donna a capo di un'azienda
domestica di proporzioni cos colossali. Suo marito era stato
un avvocato di Cuba. Burton se ne serviva come investigatore,
fino al giorno in cui era morto improvvisamente, nel
bel mezzo di un colloquio con un potenziale testimone. Burton
permise a Isabella di restare nel suo appartamento fino
a quando non avesse trovato un'altra sistemazione, e lei era
ancora l.
Non sono molto bravo nella comunicazione risposi.
Pensava di averla offesa in qualche modo.
Non era facilissimo capire cosa stesse dicendo al citofono,
soprattutto per via del suo accento.
No, assolutamente niente del genere. Allora ripasser
domani.
Ma no, glielo chiamo. Entri pure.
Il grande cancello bianco si apr e pilotai la Grand Prix al
centro del canyon di ligustri.
Di fronte all'ingresso era parcheggiata la Ford Country
Squire del 1978 di Burton, gialla e con i profili in legno.
Aggiungendo il contenuto in metallo di quell'auto a quello
della Grand Prix, si sarebbe potuto costruire una piccola
flotta di Honda Civic. Il nostro gusto per le macchine avrebbe
potuto essere considerato alla base del nostro rapporto.
Anche se la vera ragione per cui Burton guidava quella Ford
era pura e semplice noncuranza. L'aveva comprata nuova e,
finch andava abbastanza bene da portarlo in giro nei dintorni
di Southampton, non si era mai preoccupato di sostituirla.
Le persone come Burton, che possono comprare qualsiasi
cosa, spesso non comprano proprio nulla, oppure comprano
sull'onda di impulsi che la maggior parte di noi troverebbe
incomprensibili.
Mentre giravo con la Grand Prix attorno alla rotonda mi
concentrai per non tamponare la Ford. Dopo la visita a Milton
Hornsby ero passato da casa, presumibilmente per
lasciare gi Eddie, in modo che potesse passare il resto della
giornata a correre attorno al giardino.
Era quello che avevo fatto a mia volta, tranne che mi ero
ritrovato a pensare che sarebbe stata una buona idea bere
qualcosa prima di fare altro. Perci mi sedetti in veranda e
mi scolai circa mezza bottiglia di qualche vodka senza
nome che avevo comprato in offerta speciale. Il primo sorso
non era stato un granch, ma dopo un po' il gusto era
migliorato.
All'ora di cena i miei nervi erano stati piegati all'obbedienza
e mi stava ritornando l'appetito. Avevo qualche avanzo
che aveva assorbito parte della vodka, cos che era riuscito
a convincermi di essere abbastanza sobrio da spingermi
con la macchina fino alla villa di Burton Lewis, l'unico avvocato
che conoscessi a Southampton. Pensai anche di telefonargli
prima, ma non ero sicuro che avrebbe accettato d'incontrarmi.
Comunque, il trucco della visita a sorpresa aveva
funzionato decisamente bene con Milton Hornsby.
Isabella venne ad aprire la porta. Mi guard con aria scettica.
 dimagrito.
Un po'. Sono contento di vederla, Isabella.
Fece un passo indietro per lasciarmi entrare.
Non che ne avesse bisogno. Un po' di ciccia non sarebbe
un problema per un uomo della sua et.
Burton attravers a lunghe falcate il vasto ingresso e venne
verso di me per stringermi la mano. Era esattamente
come me lo ricordavo. Portava una camicia a righine azzurre
e bianche, pantaloni di tela color sabbia sporchi di fango,
delle vecchie scarpe da barca color cuoio e un blazer blu, con
le maniche tirate su sopra i gomiti. Ognuno di quei capi, da
nuovo, probabilmente era costato un mucchio di soldi, ma
non erano rimasti nuovi a lungo. Mi venne in mente che, alla
sua morte, Burton avrebbe dovuto donare il suo guardaroba
al Museo dell'Abbigliamento sportivo in stile Ivy League.
La sua stretta di mano era asciutta e ossuta.
Ho sentito dire che eri nell'Est, disse Burton, come se
fossi arrivato la sera prima. Avevo pensato di chiamarti.
Va bene, Burt, non mi aspettavo che lo facessi. In ogni
caso non sono di grande compagnia. Come ti vanno le
cose?
Ma non mi sono deciso a farlo, disse completando il suo
ragionamento. Non ero del tutto certo della tua disponibilit.
Okay, Burt. Hai un bell'aspetto.
Immagino che tu non abbia notizie recenti di Abigail.
Solo dai suoi avvocati. Se ne occupano loro.
Sicuramente ci siamo messi tutto alle spalle.
Abbastanza.
Non sono un sostenitore della lite a oltranza.
Mi fece strada attraverso quello che pensai fosse un soggiorno,
anche se  difficile definire a cosa servono le varie
stanze in un posto cos grande. Uscimmo attraverso una
portafinestra alta tre metri e mezzo.
Sei un brav'uomo, Burt dissi. Il che  una cosa rara.
Parlando di uomini, come va la vita amorosa?
Mi sorrise. Non sei diventato certo pi discreto.
Per sono un po' dimagrito.
La porta immetteva su un ampio patio pavimentato. Era
ammobiliato con poltrone di vimini sovradimensionate e
grandi ombrelloni. La notte si stava facendo pi scura e dall'oceano
saliva una foschia umida e avvolgente. Oltre la fitta
siepe di ligustro che delimitava il giardino filtrava il suono
delle onde. Attorno alle luci che rischiaravano il patio si
formarono degli aloni. Un coro di coleotteri e di rettili brontolava
e friniva nel modo in cui usano fare, per ragioni tutte
loro. In qualche punto lontano, da un lettore stereo proveniva
una musica jazz. Ellington, e Johnny Hodges che faceva
scivolare note dal suo sax sull'intera scala musicale. Mi
riport alla mente i bei tempi sul prato di Burton da un
milione di metri quadri, sotto tende di tela, a sorseggiare
vino bianco da calici imperlati di goccioline, e grandi ciotole
di frutta che, mordendola, ti faceva colare il succo lungo il
braccio. C'era anche Abby, seduta, con una lunga striscia di
coscia forte e abbronzata che faceva capolino dal profondo
spacco della gonna. Uomini ricchi e anziani in giacca color
pastello e pantaloni bianchi che cercavano di non fissarla.
Altre donne, per lo pi scarne e affettate, e Burton, che si
sforzava di fare quello blas con qualche vacuo giocatore di
tennis professionista o con il giardiniere messicano. Io che
facevo frequenti puntate al tavolo dei cocktail, cercando di
modificare il mio consueto stato di inquieto sgomento.
Abby aveva sempre desiderato avere una casa in quella
zona. Una casa vera, nella sua immaginazione, adatta per
ricevere. Dieci anni prima che ci separassimo aveva cominciato
a far campagna per trovare il posto perfetto, reclutando
amici che l'aiutassero nella caccia. Si divertirono molto a
passare da una casa all'altra, beandosi delle ossequiose attenzioni
di venali agenti immobiliari. Io stavo versando le ultime
rate di un fondo che avevo destinato agli studi di mia
figlia e non ero entusiasta all'idea d'imbarcarmi in un altro
giro di debiti. Ovviamente, al centro della questione c'era il
mio scarso entusiasmo nei confronti di Abby. Il giorno che
venne da me con la propriet prescelta, io le dissi di no. Lei
pens che stessi scherzando. Allora io le dissi di no diverse
altre volte, in parecchi modi diversi. Probabilmente esagerai.
La sua bocca si apr di tre o quattro centimetri mentre parlavo,
ma poi si chiuse di scatto e non si apr mai pi per
emettere una sola parola gentile nei miei confronti.
Burton ci permetteva di stare da lui alcune settimane
ogni estate. Io restavo a lavorare nel Connecticut durante la
settimana, oppure andavo a trovare mia madre al cottage,
con brevi visite imbarazzate, e in seguito alla casa di riposo.
Nei fine settimana mi piaceva restare a bere con Burton,
spesso dopo che tutti gli altri erano andati a dormire. Burton
si sarebbe impegnato molto nell'impresa di restarmi
amico, se io glielo avessi permesso.
Prima di accomodarci nelle poltrone di vimini, Burton
vers per entrambi una dose regolare da un set da cocktail
che stava in un angolo. Si muoveva sempre in modo fluido
e aggraziato, in contrasto con il suo comportamento in
societ, che poteva essere sorprendentemente timido e goffo.
Desideravo metterlo a suo agio.
Non ho parlato con nessuno per circa quattro anni. Mi
sono limitato a tenere la testa bassa. Non  niente di personale.
Avrei potuto aiutarti.
Lo so, Burt,  proprio per questo che non potevo chiamarti.
Rifiutare il tuo aiuto sarebbe stato troppo doloroso.
Molto bene. Capisco.
Si allung rilassato sulla poltrona e annu per esprimere
la sua empatia. Percepii il calore dell'attenzione di Burton,
che non dovevo dividere con nessuno.
Ho sentito alcune cose su di te che mi hanno spaventato
disse.
Non  stato il massimo, come periodo.
Dal punto di vista professionale, sei fortunato che non
sia andata peggio.
La penso anch'io cos, Burt. Pi fortunato che all'inferno.
Uhm.
Notai che davvero desiderava farmi un mucchio di domande,
ma entrambi sapevamo che io speravo che non mi chiedesse
niente, quindi la conversazione rimase sospesa a mezz'aria
per qualche secondo. Gli dovevo pi di questo. Feci un profondo
respiro.
La cosa mi  un po' scappata di mano.
Cos pare.
Avrei fatto le cose diversamente se avessi avuto un maggiore
controllo.
Adesso come va?
Bella domanda. Non lo sapevo. Mi faceva un po' impressione
essere seduto vicino a lui in quella grande casa. Negli
ultimi anni mi ero esercitato cos intensamente a non pensare
a nulla, che forse avevo perso la capacit di pensare.
Meglio. Sto seguendo un piccolo progetto, come penso
che lo chiameresti tu.  quello che mi ha dato la scusa per
venire a disturbarti.
Vai avanti.
Magari non te lo ricordi, ma c'era questa vecchia signora
che viveva nella casa vicina al cottage dei miei genitori.
Mio padre le dava una mano, e poi quando venivo io facevo
quello che potevo. Quando mi sono trasferito l, ho semplicemente
continuato a fare quello che faceva mio padre. Non
molto, giusto aiutarla nella gestione della casa. Talvolta l'accompagnavo
da qualche parte. Cazzate, insomma.
Regina qualchecosa.
Hai sempre la tua famosa memoria. Regina Broadhurst.
Dunque,  morta la settimana scorsa, io sono l'amministratore
della sua propriet e gi non so pi dove mettere le
mani.
Chi ti ha nominato amministratore?
 stato il tribunale delle successioni che mi ha nominato
amministratore durante un'udienza. Mei Goodfellow ha
detto che poich  morta, a quanto sembra, senza aver fatto
testamento, io potevo essere designato come parte interessata
per gestire le cose, fin quando non si fosse fatta viva qualche
altra parte pi interessata di me. In tal caso la cosa
passerebbe al tribunale, ma io non intendo contestare alcunch.
Non sono poi cos interessato.
 un po' insolito, ma penso che comunque sia corretto.
Poi c' questo poliziotto di citt, Joe Sullivan, che ha preso
in mano la cosa. Per qualche motivo ha pensato che gli
affari di Regina avessero bisogno di maggiore attenzione rispetto
a quella che riceveva dal governo. Penso che abbia un
atteggiamento un po' paternalistico riguardo alle persone
che rientrano nel suo giro di pattuglia.
Burton annu, registrando ogni cosa mentalmente. Avevo
dimenticato che avesse una memoria cos micidiale, cosa
che ovviamente io non avevo.
Sappiamo dell'esistenza di un unico parente, un nipote
di nome Jimmy Maddox. L'ho trovato, e lui ha approvato la
mia nomina ad amministratore.
Allungai la lettera a Burton, come se si trattasse di un
reperto. Allegato A. Lui la scorse.
Che tipo di beni ha lasciato?
Be', questo  il fatto. In banca ci sono soltanto ottomila
dollari circa. Non penso che avesse qualcos'altro. Comunque,
niente che io sia in grado di scoprire. Neppure la casa,
che appartiene a una societ, la Bay Side Holdings, che  tutta
una storia a s.
Gli raccontai della mia visita all'ufficio delle imposte e di
aver visto Milton Hornsby, nonch della casetta a Sag Harbor,
vicino alla rampa di alaggio abbandonata.
Curioso.
Proprio cos.
Ha ragione a dire che non  tenuto a parlare con te. Ma
tu sei tenuto a parlare con lui, in quanto amministratore,
poich la questione  legata al passaggio di propriet. Sei tu
che devi gestire la distribuzione degli effetti personali.
La sua roba.
La sua roba. E sistemare gli stanziamenti non ancora
impegnati. Potrebbe esserci un deposito titoli.
Non penso che pagasse l'affitto.
Allora potrebbe esserci un'obbligazione sostanziosa.
A nessuno sembra importare qualcosa. Nessuna lettera
di sollecito, niente. Hornsby non mi ha detto niente, anzi,
proprio il contrario.
Be', se pu consolarti, io ritengo che il tuo stato di amministratore
sia con ogni probabilit difendibile. Anche se la lettera
che hai scritto con stile tanto elegante a Jimmy Maddox
non avrebbe alcun valore in caso di contestazione.
Conta qualcosa se gli ho dato un pugno sul naso un attimo
prima che firmasse?
Avevi detto di essere migliorato.
Ha cominciato lui, e io non l'avevo provocato. Voglio
dire, non stavo cercando di provocarlo.
Quindi la contesa  stata sistemata?
S, senza dubbio. In realt Jimmy Maddox  pi stronzo
di me. Una volta che si  sfogato,  andato tutto a posto. E
come gli ho gi detto, se lui o qualche avvocato vuole occuparsi
della cosa, gliela cedo tutta.
Lui lasci la mia frase in sospeso per un attimo.
Allora, cosa ne pensi? dissi.
Se il signor Maddox  un tipo a posto, e non ci sono altri
familiari, non c' motivo per cui tu non debba continuare
come hai fatto finora. Solo, mi sentirei meglio se il linguaggio
in questa questione fosse un po' pi curato.
Per voglio che Hornsby acconsenta a parlarmi.
Senza prenderlo a pugni.
Sai bene cosa sta succedendo ultimamente con il valore
delle propriet. Quello di Regina e il mio sono gli unici due
lotti edificabili che si trovano proprio alla fine di Oak Point.
Il suo terreno  pi grande del mio, circa un terzo in pi. E
anche migliore, dato che il mio confina con la strada e sull'altro
lato c' solo palude, quella che il comune chiama zona
umida, fino al canale. Da lei c' un frangiflutti e la spiaggia
su due lati. Circa seimila metri quadrati, vale un sacco di soldi.
Non dovrebbe essere felicissimo?
Sembra pi ostile che felice.
Gi.
Non ne ho idea.
E perch Regina non pagava l'affitto? E a lui perch non
importava?
Non sappiamo che a lui non importava. O che non
abbia tentato di riscuotere. Nello Stato di New York  pi
facile costruire un reattore a fusione nucleare che dare lo
sfratto a una vecchia signora.
Naturalmente ci ho pensato. Ma allora, perch non lo
sapevo?  esattamente il genere di faccenda che Regina mi
avrebbe affidato per sistemarla.
Certe cose sono troppo imbarazzanti.
Avevo pensato anche a quello. Perch non mi aveva detto
che non era la proprietaria della casa? Mi avrebbe confidato
di avere problemi finanziari? Ognuna delle sue ammissioni
sarebbe stata troppo simile a un insulto per la sua dignit.
Potrebbe essere.
Arriv Isabella. Burton alz il proprio bicchiere vuoto e
indic il mio. Lei ce li riemp di nuovo, come aveva gi fatto.
Burton le disse che eravamo a posto e lei se ne and senza
considerarmi pi di tanto. Era ancora offesa con me per
conto di Burton.
Non era una che faceva bagni, dissi, quando Isabella se
ne fu andata.
Scusa?
Regina non faceva bagni. Aveva una vecchia doccia rivestita
di lamiera accanto alla cucina. Per asciugarsi usava vecchi teli
da spiaggia. La vasca da bagno era per pulire il pesce, perlomeno
noi lo facevamo l. Che cosa ci faceva nella vasca da bagno?
Burton teneva il suo bicchiere dall'orlo e lo agitava in piccoli
cerchi, per sciogliere un po' il ghiaccio.
Capisco dove vuoi andare a parare disse.
Vorrei proprio.
Qual era la causa della morte?
Sto aspettando di saperlo. Sullivan ha fatto in modo che
sia il coroner della contea a eseguire l'autopsia. Sul certificato
di morte c' scritto solo annegamento accidentale. Voglio
dire, cosa significa?
Uhm.
Forse sono stato da solo in quel cottage per troppo tempo.
Non eri solo, avevi Regina.
E anche Eddie. Ho un cane.
Chieder a un associato di fare qualche ricerca sulla Bay
Side Holdings.
Non  per quello che ti sto raccontando tutto questo.
Lo so. Non c' problema.
Burton Lewis era il padrone di un palazzo di quarantotto
piani nel cuore di Manhattan e di tutti i duemila avvocati
che ci lavoravano. Immaginai che non sarebbe stato assolutamente
un problema.
Volevo solo verificare meglio alcune cose.
Sarebbe un bene per la tua psiche se mi consentissi di
aiutarti.
Poteva anche essere vero, ma avrebbe provocato il caos in
tutto il resto. Ma era colpa mia, io sapevo di aver bisogno di
aiuto. Qualunque forma di protezione ha il suo prezzo.
Potrei approfittare dell'aiuto. Lo apprezzo molto.
Lo so. Gi che ci sei, dammi il numero di previdenza
sociale di Regina e vedr se riusciamo a scoprire altri beni.
Dopo di che, parlammo un po' della situazione del basket,
discutemmo di come poter fare per aggiungere un altro edificio
alla propriet e ricavarci una biblioteca, delle condizioni
meccaniche della mia Grand Prix e della sua Country Squire
e di un caso che aveva contribuito a portare davanti alla Corte
Suprema. Continu a tenere la conversazione spostata su di
s e io lo apprezzai sul serio.
Quando feci ritorno al cottage era ormai tardi. Attaccato
alla porta trovai un biglietto di Amanda.
Domani sera esco con le mie amiche (Playhouse di Bridgehampton).
Dalle nove fino a non so quando. Se qualcuno
che conosco capitasse l per caso, potrei scusarmi di nuovo
e questa volta lui dovr accettare! Era firmato A.
Era troppo tardi per districare altri impulsi poco chiari o
per riaffermare le segrete promesse che avevo fatto a me stesso.
Era ora di andare a dormire, in modo che potessi sognare
vasche da bagno e pugni che volavano, di dover andare a
prendere mia figlia a scuola e di essere in ritardo, o di perderla
in qualche centro commerciale affollato, dato che per
la troppa distrazione non mi ero reso conto di aver lasciato
andare la sua manina.
La mattina dopo preparai una gran quantit di caff e mi
fumai la prima sigaretta della giornata prima di telefonare a
Sullivan. Mi sedetti in veranda in modo da tenere d'occhio
Eddie che scorrazzava per il giardino. In qualche modo sapeva
come restare all'interno dei confini della propriet, lontano
dalla strada e dalla casa di Regina. Anche quando saltava
dal frangiflutti per farsi un giro sulla spiaggia di ciottoli,
non si allontanava mai troppo. Non gli piaceva nuotare,
invece amava correre con l'acqua all'altezza della pancia, a
caccia di bottiglie di plastica o di pesci morti, che disponeva
a riva in piccole pile.  difficile dire se ne ricavasse qualcosa
di valore durevole, nonostante la sua aria determinata.
Chiamai Sullivan al cellulare, come mi aveva detto di fare.
Be', s,  interessante disse Sullivan, con voce che riusciva
appena a coprire il suono del motore dell'auto.
Cio?
La causa della morte  stata un colpo traumatico nella
regione posteriore della testa - non  incredibile questo
traumatico? Ho idea che sia stato dannatamente traumatico,
se l'ha ammazzata.
E poi?
E poi potrebbe essere stato causato da un urto contro la
vasca da bagno, oppure potrebbe essere stato qualcos'altro.
Le dimensioni e la localizzazione della contusione non sono
incompatibili con l'impatto della regione occipitale del soggetto
contro la superficie in porcellana della vasca da bagno
a causa di una caduta, anche se questo non esclude la possibilit
che la causa sia stato l'impatto con un oggetto largo e
piatto." Non aveva acqua nei polmoni, ma anche questo non
 insolito. Nessun'altra ferita. Niente di particolare sotto le
unghie e nessun segno di lotta. Quindi, fondamentalmente,
pensano che sia semplicemente caduta all'indietro e abbia
battuto la testa.
L'ho trovata riversa in avanti. Come ha fatto a finire con
la faccia in avanti se si  spaccata la base della testa?
Il referto dice che dopo un colpo del genere si pu ancora
essere coscienti. Ti disorienti, magari cerchi di alzarti,
muori e la faccia ti cade in avanti.
E allora perch non concludere che non  successo perch
 caduta nella vasca?
Non stanno cercando niente di diverso. Stanno cercando
una spiegazione per quel suo essere a faccia in gi dopo
essere caduta nella vasca e aver battuto la nuca.
Lei cosa pensa?
Io penso che siano tutte stronzate.
Non mi  mai piaciuto parlare al telefono. Non puoi
vedere la faccia dell'altro e non sei in grado di capire cosa stia
pensando veramente. Buttai gi una sorsata del caff che si
stava raffreddando nella tazza.
Allora crede che qualcuno l'abbia colpita.
Non ho detto questo.  solo che non mi convince la
posizione del corpo. Proprio come non mi sono mai bevuto
la frottola su Kennedy che si piega in avanti dopo essere stato
colpito da un proiettile. Mi dispiace, ma se ti sparo in
fronte, tu cadi all'indietro. Se batti la testa dopo essere caduto
all'indietro nella vasca, ti ritrovi sulla schiena, non piegato
sullo stomaco.
C'era qualcos'altro?
 tutto quello che so. Che avrebbe potuto essere stata
uccisa da qualche oggetto piatto e pesante.
Come un travetto di legno?
No, quello gliel'ho chiesto. Il legno lascia un tipo d'impronta
diverso. Ne hanno gi visti molti altri di casi del
genere.
Allora ha chiesto.
S. Io ho pensato a una padella di ghisa.
Davvero? Come mai?
L'ho gi visto una volta. Donne di quel genere. Pi o
meno l'unico oggetto pesante e dotato di manico che siano
abituate a maneggiare.  sempre a portata di mano.
Ha proprio chiesto se avrebbe potuto essere stata colpita
con una padella per friggere? Ero impressionato.
S, e loro hanno detto di s. Si adatterebbe perfettamente
alla situazione. Pesante, piatta, tranne che per non lascerebbe
segni.
Peccato.
Eccetto forse un po' di nerofumo degli spartifiamma del
fornello.
Gi.
Che per si scioglierebbe nella vasca.
Giusto.
Solo che le hanno trovato un residuo minimo nei capelli.
Sul serio? dissi, sempre pi impressionato.
Di questi tempi in laboratorio riescono a fare cose incredibili.
E allora che cosa significa?
Niente, solo una curiosit.
E non si pu fare il confronto con una delle sue padelle?
No. Il nerofumo  nerofumo. Avrebbe potuto aver lavato
una padella, poi
essersi grattata la testa e aver lasciato la traccia.  veramente
minuscola.
Quindi lei  soddisfatto.
Non ho detto neppure questo.
Ha dei sospetti.
S, qualcuno. Ma non significa niente da queste parti. Se
comincio a parlare come lei, il boss Semple mi far un culo
cos.
Credo di non capire i poliziotti.
Non cominci con i poliziotti. A nessuno piace dover
ritornare su qualcosa che si pensava fosse bell'e finito.
Non intendevo questo.  solo che non capisco la procedura.
Per ora, la procedura  che lei fa mettere sotto terra la
vecchia signora. Le far avere una copia del referto dell'autopsia.
Okay. La ringrazio.
La far mandare da Pappanasta, se le va bene.
Certo. Una vale l'altra.
Possiamo parlarne ancora. Come le ho gi detto, parlare
va bene.
Dopo che ebbi concluso la telefonata con Sullivan andai
a correre per buttare gi l'accumulo di vodka, buona e mediocre,
del giorno prima. Avevo bisogno di schiarirmi le
idee. Presi Eddie con me, anche se lui non aveva toccato
nemmeno una goccia. Quando tornai mi sentivo meglio,
anche se non avevo la testa sgombra nemmeno un po'.
Presi la cartella dove tenevo tutti i documenti raccolti su
Regina. Passai il resto della giornata seduto in veranda, con
la cartella aperta sul tavolo, dove tornavo a guardare di tanto
in tanto. Appuntai qualche nota e cose da fare sul blocco.
Quando inizi a far buio, ripensai ad Amanda Battiston
e al suo bigliettino. Non avevo ancora deciso cosa fare. Quindi
scrissi padella sul frontespizio della cartella e andai a fare
una doccia.
Il Playhouse era sulla strada principale tra Bridgehampton
e Sag Harbor. Si ergeva al centro di un enorme sciame di
macchine parcheggiate che catturavano e riflettevano le luci
di grossi fari di sicurezza montati sugli alberi. Una volta era
stato un bel locale, anche se i decenni trascorsi l'avevano un
po' consumato. Ai tempi d'oro, d'estate, ti ritrovavi in fila
con i turisti, ma in questo periodo dell'anno riuscivi ad
entrare subito, bastava pagare l'ingresso al ragazzone barbuto
che stava alla porta. Il bancone di quercia originale dell'epoca
delimitava sul fondo un'area aperta, dove si ballava
o si stava seduti ad ascoltare il gruppo che suonava. Le cameriere
solcavano la folla con i vassoi sollevati sopra la testa e
l'espressione del viso indecifrabile. C'erano piccoli cirri di
fumo attorno alle lampade, che proiettavano una calda luce
gialla in grado di trasformare il normale in bello e il bello in
divino. La musica era abbastanza alta da farti vibrare gli
organi interni, ma mi piaceva molto. Una canna non era una
canna senza chitarre elettriche e il loro sound distorto. Dio
aveva creato il rock and roll cosicch la gente avesse qualcosa
con cui ballare e i maschi potessero abbordare le ragazze
senza essere obbligati a dire nulla, un vantaggio enorme per
la maggior parte di loro.
Mi feci largo tra un mucchio di idioti in jeans sformati,
camicia di flanella e berretto da baseball, e presi una delle
cameriere per il gomito. Lei chin la testa verso di me in
modo che io potessi urlarle nell'orecchio vodka con ghiaccio.
Fece cenno di s e torn via. Una donna dai capelli scuri,
in body scollato e sciarpina al collo mi stava guardando,
cercando un evidente contatto di sguardi. Era seduta in braccio
a un tizio, sorseggiando qualcosa da un bicchierino. Le
spezzai il cuore guardando da un'altra parte e mi accesi una
sigaretta. Un tipo grassoccio pi o meno della mia et, con i
capelli ispidi, stava facendo volteggiare una ragazza attorno
alla pista da ballo. Si muovevano con la perfetta sincronia
che si vede nelle gare di ballo. Sembravano felici nel fare ci
che stavano facendo.
La cameriera mi serv la vodka. Presi la sigaretta e il bicchiere
e mi spostai in un angolo appartato e buio, a un tavolino
umido e un po' viscido. La gente si allontan istintivamente
da me. Certo, non potevano reggere stando vicini a tutto
quel fascino. La musica si abbatteva sulla folla e rotolava
come la schiuma del mare su tavoli e sgabelli. Tutte le donne
in pista sembravano pi leggere dell'aria e si muovevano per
istinto, languide, al ritmo martellante della musica. Gli uomini
si trascinavano goffamente o imitavano le movenze delle
loro partner, privi o quasi di coscienza del proprio corpo.
Una donna con i capelli corti e biondi, del colore dell'ottone
appena lucidato, si sedette sulla sedia vicina alla mia.
Aveva la vita larga e pareva ficcata a forza dentro i jeans e la
camicia di flanella. Portava un rossetto e uno smalto troppo
rossi, anche nella penombra. Aveva le mani e i polsi carichi
di anelli elaborati e di braccialetti rigidi. A occhio e croce
doveva essere oltre i trentacinque.
Ehi mi si rivolse, gridando per sovrastare il rumore.
Feci un gesto con la testa, senza impegnarmi troppo.
Vuoi ballare?
Cercai di sorridere in modo amichevole.
No, grazie. Sto solo guardando.
Anche lei sorrise.
Oh, di.
Guarda, no davvero. In realt non sono neppure capace,
ma apprezzo il tuo invito.
Oh, di, ripet lei, annuendo e strizzandomi l'occhio. Se
ci pensassi, ti piacerebbe veramente ballare. Questo ballo.
Cerc di prendermi la mano. Io mi ritrassi ancora di pi
nell'angolo.
Scusa, ma non  proprio il mio genere.
Ah, disse, stranamente imperterrita, agitando la testa in
direzione della pista.
Guardai oltre la sua spalla e colsi un lampo di folti capelli
ramati attraversare una fumosa colonna di luce proveniente
da uno dei faretti a soffitto.
Allora, dissi alla biondona, che mi stava guardando
guardare Amanda che avanzava a fatica tra la folla. Sei davvero
convinta che mi piacerebbe.
Mi sa di s mi url di rimando.
Buttai gi quel che mi restava della vodka, spensi la cicca
ed entrai in pista. La cosa importante era non pensarci
troppo, dato che non avevo idea di cosa avrei fatto una volta
lanciato. Avevo dedicato una buona percentuale della mia
vita a stare seduto in bar, locali e night club di tutti i generi,
ma fino a quel momento ero sfuggito a qualsiasi tentativo di
farmi ballare, se era ci che stavano davvero facendo tutte
quelle persone. Era una cosa di cui non sapevo nulla.
Per sapevo come tirare di boxe. E tutti i pugili, dai tempi
di Muhammad Ali, sapevano che devi muoverti fluttuando
come una farfalla. Quindi fu quello che cercai di
fare, pi o meno a tempo di musica. La ragazza non era per
nulla colpita.
Cosa stai facendo?
La farfalla.
Ci pens su. Io mi concentrai sui movimenti, cercando di
fondermi nella baraonda generale. Per un attimo fui dispiaciuto
di non averci mai provato prima, ma la sensazione pass
non appena Amanda entr nel mio campo visivo e mi
prese le mani, attirandomi a s mentre s'inseriva danzando
nel groviglio agitato di umanit. La mia amica bionda sorrise
ad Amanda, mi salut con la mano e si ritir graziosamente
dalla pista. Missione compiuta.
Cosa diavolo ci fai qui, signor Acquillo? disse, fingendo
di essere sorpresa.
Non lo so esattamente, sono guidato dalle vocine che ho
nella testa.
E cosa stanno dicendo?
Che sembro un cretino.
Lei rise.
Non del tutto. Stai andando bene.
Quando la seguii in una piccola sacca d'aria accanto al
gruppo che suonava, presi l'iniziativa e la strinsi come si fa normalmente
quando si balla. Mi sentii all'istante pi tranquillo.
Non ho mai ballato nella mia vita con questo tipo di
musica le urlai nell'orecchio.
Avrei anche potuto cascarci. Che genere di balli sai fare?
Valzer. Al college nessuna ti portava a letto se non sapevi
ballare il valzer.
Le feci fare qualche giravolta per dimostrarle le mie abilit
nel valzer. Non sembrava darle problemi la mancanza di
attinenza con il ritmo.
Spero che il fattore decisivo non fosse il talento nel valzer.
Il nostro valzer si trasform in una sorta di ballo lento
che avrebbe potuto sembrare fuori posto, ma a me sembrava
molto pi bello di quell'altra cosa. Comunque non scoraggi
la folla che era sulla pista. Anzi, una specie di bambino
troppo cresciuto con una felpa sformata e la sua ragazza
si agitavano in modo sempre pi frenetico. Tutti gli altri gli
facevano largo intorno, ma a me piaceva stare dove eravamo.
Ci vennero addosso alcune volte, obbligandomi a stringere
di pi Amanda, il che mi andava anche bene. Cercai di
sembrare pi indifferente di quanto non fossi in realt.
Amanda ballava con gli occhi leggermente abbassati, e
ogni tanto mi guardava e mi sorrideva timidamente attraverso
quelle magnifiche ciglia mediterranee.
Non farlo pi le dissi.
Cosa?
Quello che stai facendo con gli occhi. Mi sta facendo
perdere l'equilibrio.
Le feci fare un'altra giravolta e and a finire dritta contro
il bambinone ebete. La cosa sembr dargli fastidio e lei fece
una smorfia quando quello le affond un tacco nel piede. La
feci girare ancora una volta.
Scusami le dissi.
Cavolo, che gente.
Aspettai fino a quando non mi venne addosso un'altra
volta. Quindi, facendo volteggiare Amanda, gli agganciai la
caviglia con un piede, diedi uno strattone e in un attimo feci
cadere il ragazzo faccia a terra sulla pista. La sua ragazza
accorse per aiutarlo a rialzarsi. Avevamo di nuovo il nostro
piccolo spazio. Notai che il bassista mi sorrideva.
Cosa gli  successo?
Deve aver perso l'equilibrio.
La distrassi con un altro giro. Quando fu di nuovo vicina,
le diedi un altro mezzo giro e la cinsi alla vita. La sua testa
ricadde sulla mia spalla, e lei chiuse gli occhi. Eravamo vicini,
tanto da consentirmi di annusare il suo profumo e la traccia
di vino nel suo alito.
La ragazza del bambinone ballerino lo stava accompagnando
in bagno. Si teneva con la mano il naso sanguinante,
anche se riusc a dire 'fanculo, stronzo abbastanza chiaramente
quando mi pass vicino. Non ero arrivato neppure
da mezz'ora, dopo anni che non mettevo piede in un locale,
e avevo gi sparso del sangue. Ero contento che Amanda non
avesse ben capito cos'era successo. Abby voleva sempre che
la difendessi dai pericoli del mondo, e poi diventava furiosa
con me ogni volta che lo facevo.
La canzone fin e il gruppo ne attacc subito un'altra,
questa volta bella e lenta, adatta al nostro ritmo. Il bassista
mi sorrideva ancora. Mi ero fatto un amico.
Che bella disse Amanda.
Farebbero qualsiasi cosa per tenerti incollata alla pista.
Amanda si avvicin e la strinsi forte. Ora avevo la faccia
completamente affondata in quella densa massa di capelli
color rame. Sentivo i contorni perfetti del suo corpo adattarsi
al mio, una compattezza liscia e muscolare sotto la camicetta
blu scuro, con il colletto aperto e tirato su, fresca sotto
le mie dita. L'aria era densa di feromoni e di musica amplificata,
che riempiva tutto lo spazio interno al Playhouse, senza
lasciare spiragli perch il tempo, le paure o i rimpianti
potessero farsi largo e interferire.
Non sapevo cosa stesse realmente accadendo tra noi, ma
in quel momento non me ne importava poi tanto.
Alla fine i musicisti fecero una pausa, tutti gli orologi
ripartirono e noi andammo al tavolo a salutare le sue
amiche.
La bionda color ottone aveva l'aria compiaciuta. L'altra
era il suo contrario morfologico: alta, magra e con i capelli
scuri. Sembrava molto pi in gamba, per meno simpatica.
Portava una maglia bianca lavorata ai ferri e gioielli piccoli
e sottili al collo e alle dita. I capelli, con i colpi di sole, erano
acconciati a boccoli morbidi. Aveva diverse rughe, ma nel
complesso era ben curata. Trovai che avesse dei begli occhi,
mentre la bocca, piccola e tirata, non mi piaceva: sembrava
fatta apposta per disapprovare.
Avevo la sensazione che le due avessero passato in reciproca
compagnia gran parte della loro vita adulta, unite in
continue e sfortunate ricerche di relazioni romantiche. Si
tenevano su a vicenda, condividendo patemi di cuore e
ossessioni non ricambiate.
Robin e Laura. Sam, il mio cliente preferito.
Robin, disse Robin, quella con i capelli biondi.
Laura, disse Laura.
Salve.
Sei qui per il weekend? chiese Robin. C' un mucchio
di gente adesso che viene in autunno.
Sono sempre qui. Abito a Oak Point.
Una volta per ci venivi nei fine settimana, giusto?
Era la casa dei miei genitori, adesso  passata a me.
Si affitta molto bene su a North Sea. Facciamo buoni
affari in quella zona disse Laura.
S, facciamo buoni affari ripet Robin.
Laura prese il suo bicchiere con due mani e tir su dalla
cannuccia. Notai che aveva un pacchetto di sigarette e un
grazioso accendino in porcellana bianca. Mi frugai in tasca
alla ricerca delle Camel e le offrii in giro.
Laura accett.
Cammino per un chilometro e mezzo.
Se prima non ti viene il fiatone, disse Robin. Laura le
diede una pacca con la mano.
Ci accendemmo le sigarette comunque. Robin mi teneva
gli occhi incollati addosso, valutandomi in modo palese.
Aveva l'aria di una donna completamente esposta, a cui piace
cercare di indovinare qualcosa sugli altri per provare le
sue doti di percezione. Beveva vino rosso, che stava bene
con il suo colore di capelli. Laura si godeva la Camel e faceva
vagare lo sguardo sulla sala affollata, valutando invece
l'edificio.
Siete nel ramo immobiliare? chiesi.
Gi. Socie da pi di dieci anni. Siamo le House Hunters
degli Hamptons, la vecchia tripla H. Avrai visto la nostra
pubblicit.
L'avevo vista.
Vi occupate molto di affittanze?
Met e met, disse Robin. Si fanno molto tutt'e due.
Hai mai affittato casa tua?
No. Ci ha vissuto mia madre fino a qualche anno fa,
poi ci sono andato a vivere io. Non ne ho mai avuto la possibilit.
Ti stupirebbe quanto potresti ricavarci. Un mucchio di
gente che vive qui affitta la casa e si sposta da qualche altra
parte per l'estate. Oppure si affittano qualcosa di pi economico.
Riescono a pagarci il mutuo per tutto l'anno.  incredibile
quanto valgano qui le cose. La maggior parte della
gente del posto non se ne capacita.
Anche a North Sea?
Soprattutto l. Tendono ad avere mutui pi bassi, e in
questa fetta di mercato puoi ricavare affitti incredibili con
propriet anche modeste. Non intendo denigrarla n niente,
anche a me piace North Sea. Se proprio vuoi saperlo, 
l'ultimo autentico Hampton.
Penso anch'io che farei fatica a crederci dissi, ed ero sincero.
Che cos'hai quando c' pi domanda che offerta, e chi
cerca ha pi soldi di Dio e di tutti i suoi angeli messi assieme?
Patrimoni immobiliari inflazionati?
Quest'uomo  un genio, disse Robin rivolta ad Amanda.
Casa tua non  di fronte al mare? chiese Amanda con
franchezza innocente.
Ah, allora questo  tutto un altro paio di maniche, disse
Robin. Frontemare vuol dire due o tre volte tanto.
Avete molti affitti a Oak Point? chiesi.
Le due immobiliariste si scambiarono uno sguardo e
scossero la testa.
Ho sempre pensato che sulla penisola ci fossero per lo
pi case abitate tutto l'anno. Gente del posto, disse Laura.
 quello che penso anch'io.
Uhm disse Robin.
Amanda era seduta vicino a me, quindi non riuscivo a
vederla molto bene. Per sentivo che con il dorso delle dita
mi accarezzava leggermente la coscia, sotto il tavolo. Lasciai
cadere la mano in grembo, in modo da poter stringere la
sua.
Avete mai sentito parlare della Bay Side Holdings?
domandai.
Si guardarono un'altra volta. Si scambiavano messaggi
telepatici.
Non erano quelli che qualche anno fa cercavano di ottenere
autorizzazioni speciali? chiese Robin.
Laura annu. S, intendevano riconfigurare le dimensioni
di qualche lotto, tra le propriet che hanno lass. Volevano
cambiare dei confini preesistenti. Non  una cosa che
abbiamo seguito molto. Non credo che la commissione
d'appello gliel'abbia lasciato fare. Il Comune  una iena con
i casi di non conformit. Anche se devo dire che non ricordo
che nessuno di quella comesichiama, Bay Side, abbia poi
insistito tanto. L'unica ragione per cui me lo ricordo  perch
l'avvocato che si portarono dalla citt era assolutamente
adorabile!
Se ti piace alto, moro e pieno di soldi, disse Robin.
Poi non se n' pi parlato continu Laura, ignorandola.
Devo ammettere che ero un po' curiosa. Mi occupo di
queste faccende pi di Robin: passo un bel po' di tempo in
quelle dannate udienze, alla fine ho sviluppato una vera e
propria dipendenza da piano regolatore.
Una vera tragedia comment Robin in tono sarcastico.
Pu anche esserlo, replic Laura, un po' piccata.
Pensavo che il loro avvocato fosse una donna dissi io,
rivolto a entrambe.
Laura esamin il suo drink e ne bevve un sorso. Stai
dicendo che sono gay? disse un po' imbarazzata.
Jacqueline qualchecosa... un cognome polacco?
Le due rotearono gli occhi all'unisono.
Jackie Swaitkowski! disse Robin.
S,  una di qui. Gli avvocati di New York in genere preferiscono
avere un aggancio sul posto.  stata davvero brava
Jackie nel prendere di petto la faccenda.
Hai detto bene, prendere di petto, disse Robin.
Robin, dai.
Non sto dicendo niente.
Jackie  un pochino strana. Tende un po' a respingere la
gente, almeno per alcuni  cos spieg Laura.
Alcuni? chiese Robin con quella che era una domanda
retorica.
In realt  molto carina, disse Laura.
Non che avesse davanti a s una carriera come ingegnere
aerospaziale, rincar Robin con un sorrisetto forzato.
Fa l'avvocato, Robin, quanto scema puoi essere?
In questo caso, parecchio.
Fui sollevato quando Laura decise di lasciar perdere.
Amanda sembrava ancora pi a disagio di me, vista la piega
che aveva preso la conversazione. I battibecchi, specie tra
persone adulte, mi rendono sempre nervoso.  come se fossi
di nuovo in ufficio, a lottare per reprimere l'irresistibile
impulso umano di fare a pezzi gli altri e di cavar loro le
viscere. Oppure in sala da pranzo con mio padre, che lanciava
occhiate all'altro capo del lungo tavolo a cui eravamo
seduti nel tentativo di provocare una mia reazione per poter
avere qualcuno con cui discutere, qualcuno che alzasse un
minimo di resistenza nei confronti della sua rabbia incontenibile.
Devo andare in bagno, annunciai al resto del gruppo.
Strinsi la mano di Amanda ancora una volta e mi alzai. Mi
feci strada attraverso la massa degli habitu, evitando le collisioni
e i contatti visivi, passando inosservato tra gruppetti
di amici e di gente in cerca di avventure e di sesso.
Nel bagno degli uomini la finestra era completamente
aperta, e raffreddava l'intenso odore di urina. All'esterno di
un locale separato dove c'erano gli orinatoi si era formata
una specie di coda. Dentro c'era spazio solo per due, quindi
mi misi ad aspettare il mio turno. Una volta entrati, bisognava
salire su una specie di gradino per pisciare, cosa che
stavo gi facendo quando sentii la porta alle mie spalle chiudersi
di scatto. Stavo per girarmi quando qualcuno mi spinse
violentemente contro il muro. Il getto di urina, schizzando
contro la parete di porcellana, mi bagn la gamba dei
pantaloni.
Non era una spinta accidentale. C'erano un bel po' di
muscoli, dentro. Pensai che fosse stato il ragazzo che avevo
atterrato sulla pista da ballo. Il mio sfintere mi aveva gi
piantato in asso a mezzo servizio, quindi il mio pensiero
immediato fu di riabbottonarmi i pantaloni. Mentre mi tiravo
su la lampo, incurvai le spalle e mi misi in attesa di un
pugno da idiota da parte del ragazzo.
Invece nell'universo si apr una voragine e ne usc un pezzo
di artiglieria pesante. Fece fuoco ad alzo zero sulla mia
testa, di lato.
Negli incontri di boxe ero stato colpito un mucchio di
volte, ma non avevo mai visto le stelle. Fui un po' sorpreso
nello scoprire che in effetti s, si vedevano. Me le vidi passare
davanti agli occhi come fuochi d'artificio. Mi misi in guardia,
con gli avambracci davanti alla faccia, per parare il colpo
successivo, che arriv sull'altro lato. Andai a sbattere violentemente
con la testa sulla parete opposta. Poi il pugno che
mi arriv sopra l'ombelico mi alz letteralmente da terra.
Caddi in ginocchio. Gli occhi mi si riempirono di filamenti
rossi, ma riuscii appena a distinguere un paio di stivali neri
da motociclista. Alzai lo sguardo da quei piedi fino a guardare
negli occhi il grosso orso ammaestrato che avevo gi
visto girare attorno alle nostre macchine sulla spiaggia.
Non hai idea di dove stai andando a ficcare il naso, disse
nel modo pi chiaro possibile che gli consentiva quella sua
voce da orso ammaestrato, cupa e vuota come il suo sguardo.
Stavo cercando un modo di insultare la sua BMW, quando
uno di quegli stivali da motociclista si alz dal pavimento
e mi colp sotto il mento, facendomi chiudere la bocca di scatto
e sped un'altra volta la mia testa a spasso per la galassia.
Questa volta le stelle parlavano. O forse erano le voci delle
persone che entravano dalla porta. Non m'importava. Ero
carponi e guardavo il sangue raccogliersi in una piccola pozza
sul pavimento. L'orso mi si accosci vicino e mi diede una
piccola pacca a dita tese sulla guancia.
Dopo di che se ne and, credo. Lo sentii sgomitare attraverso
un gruppo di persone che si erano assiepate alla porta.
Dicevano qualcosa tipo Ehi, che cazzo succede? Non
m'importava. Speravo quasi di vedere stelle ancora pi colorate,
e invece c'erano solo queste palle rosse che mi ondeggiavano
davanti, racchiuse in un'oscurit che copriva sempre
pi il rosso finch non fu tutto buio e io precipitai in
questo buco nero e appiccicoso, chiedendomi se era cos che
si era sentito il mio vecchio, mentre osservava la sua vita
riversarsi fuori dal suo corpo sul pavimento di un gabinetto
sporco di piscio, nel retro di un bar.
...
.
...
Capitolo quarto.
...
.
...
Nel mio ufficio c'era una schefflera troppo cresciuta e disordinata
che riempiva lo spazio davanti a due grandi lastre di
vetro che formavano un angolo della stanza. Proprio accanto
alla pianta c'era una scrivania in acciaio che Abby aveva
comperato per me subito dopo il matrimonio. Ero solito
sedermi sulla scrivania a gambe incrociate, come uno yogi,
e parlare al telefono. Delle 35.000 persone che la nostra
societ da 10 miliardi ha sparse in tutto il mondo, io ero l'unico
a fare una cosa simile.
Stavo seduto l, a guardare una luminosa giornata primaverile
attraverso le foglie della schefflera quando arriv
una chiamata dal presidente di una delle varie sottocommissioni
societarie. Non ne avevo mai sentito parlare prima,
ma questa non era una novit. Le grandi societ sono come
giganti di gas, immense sfere rotanti di gas tossico surriscaldato,
tenute assieme per effetto della gravit e controllate da
una sorta di tettonica planetaria che obbliga l'intera massa
a continui cicli di espansione e collasso. L'energia liberata
sparge detriti istituzionali che ricombina sotto forma di piccole
sottosfere di attivit frenetica. Queste vagano libere per
un po' prima di essere ricatturate dal campo gravitazionale
ed essere nuovamente risucchiate nel corpo dell'organizzazione.
Nel frattempo, per, c'era sempre il rischio che qualcuna
di loro ti chiamasse al telefono.
Stiamo realizzando un controllo sul rendimento nella
vostra area, disse la voce all'altro capo della linea, o almeno
qualcosa del genere.
Interessante. Quando avrete finito, ci occuperemo di
farne uno nella vostra.
Speriamo che la cosa vi causi il minor disturbo possibile.
Bene. Perch queste stronzate mandano in merda il nostro
rendimento.
Conoscevo la maggior parte delle persone che dirigevano
la societ. Li salutavo nella hall e qualche volta ero stato
davanti ai membri del consiglio di amministrazione - tizi
con l'aria da prete, abiti grigio brillante e capelli bianchi - a
spiegare come gestivo i 45 milioni di dollari del budget della
nostra divisione. Non avevano mai l'aria allegra o tranquilla.
Immagino che si possa vivere nella propria merda
anche quando si hanno soldi abbastanza per comperare una
citt di medie dimensioni. Credo che a qualcuno di loro io
piacessi. All'interno della societ, ero una delle poche persone
che faceva qualcosa di tangibile, che faceva cose che si
potevano toccare. Ero per loro il simbolo di un tempo mitico
in cui la sostanza valeva pi della forma.
Eppure, anche quando tutto andava bene, osservavano in
silenzio con sguardo distaccato, la mente occupata a pensare
alla gestione del portafoglio e ai nipotini.
Un giorno due grosse guardie di sicurezza, due tizi di
colore che salutavo tutte le mattine quando attraversavo a
piedi il parcheggio, rimasero l a guardarmi mentre svuotavo
la scrivania che Abby mi aveva regalato. La lasciai l, insieme
alla schefflera. Non mi sembrava giusto separarli.
Mi aiutarono a buttare tutto quanto in un cassonetto dietro
all'edificio. Parlammo dei figli e del triste declino del
motore V8 ad aspirazione.
Pensai a loro quando ripresi i sensi nel Southampton
Hospital, e vidi una grande massa marrone scuro e bianca,
assumere la forma di uno studente di medicina giamaicano.
Ehi, capisci quello che ti sto dicendo? lo sentii dire
attraverso tutta quella sostanza vischiosa che mi riempiva il
cervello.
Credo di avere annuito.
 un s?  un s, quello?
Mmm.
Oh, allora  un s. Ho capito.
Aveva i capelli tagliati cortissimi e portava eleganti occhiali
con la montatura dorata. Il suo viso sarebbe stato pi bello
se solo fosse stato un po' pi piccolo. Il camice bianco gli tirava
sulle spalle e sul petto e dal collo sporgeva una camicia
Oxford, button-down, di color rosa. Dal taschino anteriore
spuntava una mezza dozzina di penne pi qualche strumento
cromato dall'aspetto inquietante. Si chin su di me e sistem
qualcosa che mi stava attaccato alla testa. La nausea mi
prese lo stomaco. Avevo l'impressione che la testa fosse tanto
gonfia da riempire met della stanza. Al mio braccio c'era
attaccata una flebo. Guardai l'ago.
Toglietelo.
Quando parlai, la lingua mi bruci come un fuoco d'artificio.
Sentivo una grossa tumefazione sul bordo quando la
muovevo dentro la bocca.
Per ora non si pu, guard la mia cartella, signor
Acquillo. Lei ha proprio bisogno della roba che c' l dentro.
Scossi la testa.
Non voglio antidolorifici.
Lei non sa quello che mi sta chiedendo.
Annuii con tutta la forza che la testa mi concedeva. Il
panico iniziava a risalirmi per la gola.
Preferisco il dolore.
Ci sono persone che hanno paura dei serpenti. O degli
aeroplani. Io ho paura delle medicine. Soprattutto degli antidolorifici.
Toglietelo. Scossi il tubicino. Il giamaicano mi blocc
il braccio con la mano. Mi osserv con attenzione. La sua
mano emanava calore.
Non faccia cos. Lei  sotto la mia responsabilit.
Lo fissai. Il volto gli si addolc.
Devo chiamare il medico. Ma lei deve starsene qui buono
senza fare stupidaggini, d'accordo?
Che ore sono?
Guard l'orologio.
Quasi le cinque e mezza.
Devo andarmene.
Un ampio sorriso gli illumin il viso e scosse la testa.
Oh no, signor Acquillo, lei non va da nessuna parte fino
a che non glielo diciamo noi.  probabile che abbia una commozione
cerebrale.
Ho lasciato il cane nell'auto.
Scosse nuovamente la testa.
No, le signore si sono occupate della macchina e del
cane. Adesso  dal veterinario qui all'angolo. Un buon posto.
 tutto sistemato. Facciamo sempre cos.
Lo odier. Devo andarmene da qui.
Vado a dirlo al medico, cos lui viene qua e le spiega la
sua situazione.
Non riuscivo a tenere la testa sollevata, cos la lasciai ricadere
sul cuscino.
Va bene.
Va bene, ma non deve provare a scappare.
Annuii.
Se non me lo promette la lego al letto, disse.
Annuii.
Mi dispiace. Non  colpa sua, gli dissi.
Lasci andare il mio braccio e gli diede qualche colpettino.
Quando se ne and, me ne rimasi disteso e passai in rassegna
la situazione: Ero cosciente. Sapevo di essere in un
ospedale, probabilmente a Southampton. Potevo muovere la
testa, i quattro arti e le dita. Potevo vedere, anche se i contorni
erano un poco confusi. Potevo aprire e chiudere la bocca
nonostante il tampone, o quello che era, sul lato della lingua.
Mi impediva di controllare bene l'interno della bocca
ma avevo l'impressione di avere tutti i denti, sia quelli veri,
sia quelli d'oro che mi ero guadagnato per colpa di Rene
Ruiz.
Mi trovavo in un'area delimitata da divisori mobili e tende
bianche. C'era una finestra aperta l vicino e il vento dell'Atlantico
entrava a folate e faceva muovere le pagine di un
giornale su un tavolo accanto al mio letto. Niente fiori. Niente
biglietti augurali di pronta guarigione. Nessun parente
dall'aria preoccupata.
A parte per un'ernia che mi avevano sistemato parecchio
tempo prima, non avevo grande esperienza di ospedali. Non
mi piacevano. Non mi piace affidarmi a qualcuno che si
prenda cura di me. Inoltre  maledettamente difficile che
qualcuno ti offra una vodka con ghiaccio o un pacchetto di
sigarette.
Il medico di turno era un tipo piccolo e magro, con la pelle
lucida e i capelli simili a una paglietta d'acciaio. Mi guard
dritto negli occhi e mi strinse la mano.
Ehi, benvenuto tra le persone coscienti. Come ha dormito?
Difficile a dirsi.
Lesse la cartella clinica premendo nervosamente il pulsante
di una penna a scatto.
Mi ha detto Markham che voleva andarsene senza permesso.
Non voglio la flebo... Non voglio antidolorifici.
Preferisce il dolore?
S.
Che senso ha?
Quella roba mi intontisce.
Qualcuno lo considera un vantaggio in pi.
Per favore. Toglietemelo.
Gir la sacca del liquido e lesse l'etichetta.
Beh, ci sono un bel po' di cose importanti qui dentro, ad
esempio anticoagulanti. Non vorr farci lo scherzo di farsi
venire un ictus. Lo sa che ha riportato un trauma per un colpo
alla testa?
Due.
Prego?
Due colpi alla testa. Pi uno nello stomaco e un calcio
nei denti.
Questo mi fa ricordare, disse il dottore, aprendomi la
bocca e guardandoci dentro, che ha lasciato un pezzo di lingua
nel locale.
Merda.
Eh, s. Non un pezzo grande, per. Per il resto  abbastanza
in forma. Solo un leggero trauma cranico e una lacerazione.
Nessun danno alle ossa.
Ho la testa dura.
Si rimise sul naso gli occhiali dalla spessa montatura di
tartaruga e guard nuovamente la mia cartella clinica. Mi
domandai se vi fossero annotati i miei vari peccati e omissioni.
Torn a guardarmi, come fosse stato colpito da un
pensiero improvviso.
Queste cose possono avere un effetto cumulativo. A giudicare
dalla sua faccia, sembra che sia gi passato per quest'esperienza.
Fino ad ora non ha riportato danni cerebrali,
ma io non continuerei a sfidare la sorte.
Non  stata una mia idea.
D'accordo. Non sono affari miei.
Un tizio mi ha fregato. Colpiva come un bastardo.
Marckam entr nella stanza.
Ehi, cos va meglio. Un bel comportamento civile con il
medico.
Quindi  stata decisamente un'aggressione, disse il dottore.
La polizia era curiosa di sapere com'erano andate le cose.
Chi l'ha informata?
Noi. Li informiamo sempre quando c' una rissa. Vorranno
parlare con lei.
Se poteste chiamare un poliziotto municipale che si
chiama Joe Sullivan mi fareste un grande favore. Lui mi
conosce.
Lo posso fare.
Dopo tutti i fastidi che ci ha dato, dovremmo anche farle
un favore, disse Markham.
Lo guardai.
Mi avresti fatto comodo l'altra sera.
Ah, s? E chi ti ha detto che sto dalla tua parte?
Le abbiamo messo cinque punti in testa, disse il dottore,
dove deve aver picchiato contro un porta asciugamano
o un divisorio. La lingua dovr ricrescere per conto suo. A
parte questo, la terremo in osservazione per altre quattro ore
e poi la butteremo fuori di qui.
La maledizione delle regole assistenziali, disse Markham.
Non cominciare, disse il dottore.
Io scossi il tubicino della flebo.
Fatemi un favore e toglietemi questo. Sono disposto a
firmare tutto quello che c' da firmare.
Entrambi mi guardavano. Markham sembrava perplesso.
Non vuole integratori. Facciamogli provare il brivido.
Il dottore alz le spalle.
Okay. Il corpo  suo.
S, direi di s.
Ci volle circa un'ora prima che un'infermiera venisse a
togliermi la flebo. Poi mi addormentai e sognai pugni che
volavano e scontri spaventosi con demoni sbavanti e orsi
polari. Cadaveri mutilati di vecchi dai capelli bianchi, accatastati
come pezzi di legna. L'eterna espressione di disgusto
sul viso di Abby, e altre immagini da incubo. Ecco perch
non voglio che mi infilino nelle vene liquidi trasparenti contenuti
in piccoli sacchetti di plastica. Non mi fanno bene.
Mi svegliai per il mal di testa. Premetti il pulsante per chiamare
l'infermiera ma arriv Markham. Aveva l'aria contenta.
Ci ha ripensato? mi domand.
Fa troppo male per pensare.
Ah. Non dica che  colpa mia.
Sta facendo uno di quei turni da 80 ore?
Quando spalanc le braccia sembr che queste si inghiottissero
l'intera stanza.
Qualcuno deve mandare avanti la baracca.
Mi controll il polso per riflesso automatico. Prese dal
taschino una piccola torcia della dimensione di una penna e
l'accese. Storse le labbra mentre me la puntava negli occhi.
Abbastanza bene, tutto sommato.
Mi fa piacere.
Spense la luce e rimase fermo, con la fronte aggrottata per
la concentrazione.
Carne e aspirina? mi domand.
Con i postumi della sbornia, funziona.
Qualcosa fa.
Scribacchi sulla mia cartella e grid a un'infermiera che
passava di andare a prendere un'aspirina.
Senta, dottore.
Sollev lo sguardo dalla cartella.
Lei c'era, quando mi hanno portato qui?
Certo. L'ho ammessa direttamente dal pronto soccorso.
Come ho fatto ad arrivare qui?
Credo che sia stato portato da alcune belle signore. In
realt non lo so. C'erano anche dei poliziotti, ma li abbiamo
mandati via.
Le signore erano due o tre?
Alz le spalle e scosse la grossa testa.
Ne ho viste solo due. Una molto magra con i capelli neri
e una bionda pi robusta. Mi ha dato il suo biglietto da visita.
Non saprei dire se volesse vendermi una casa o sfilarmi i
pantaloni,"disse con tono scherzoso.
Lavora nel settore immobiliare.  praticamente la stessa
cosa.
Posso chiedere a quelli del pronto soccorso, ma in genere
non vedono altro che i pazienti. Ci vuole concentrazione
in quel lavoro.
Non  necessario. Stavo solo facendo delle congetture.
Posso domandare.
No. Era semplice curiosit.
Rimise a posto la penna nel taschino e tast l'area attorno
alla fasciatura sulla testa. Le sue enormi mani si muovevano
con la sicurezza che gli veniva dalla pratica. Sembrava
soddisfatto del lavoro eseguito.
Il mal di testa non  l'unico problema che lei ha l dentro,
signor Acquillo. Lo vedo chiaramente.
Probabilmente  quello a tenermi sveglio.
Posso risolvere il problema. L'offerta  sempre valida.
Credo che l'aspirina vada pi che bene.
Fra un po' cambieremo le bende. Se desidera qualcosa,
chieda di me.
Potrebbe essere una grossa ordinazione.
Diede una stretta rapida al mio avambraccio, senza usare
tutta la forza della sua presa. Sufficiente per spaccare una noce.
Ecco perch deve chiamare me. Sono grande abbastanza
da poterla accontentare.
Dormii per un'altra ora prima che Sullivan mi svegliasse.
Era in abiti civili, jeans e camicia di cotone con una giacca
di nylon. Mi stava sopra e scuoteva la testa.
Avresti dovuto dirmelo, disse.
Cosa?
Che eri in circolazione. Non sapevamo quanto fossero
gravi le ferite. Non sapevo chi chiamare o come scoprirlo,
cos, tanto per fare qualcosa, ho controllato i precedenti. Ho
trovato un bel po' di denunce a Stamford e White Plains.
Nessuna condanna.
Ravveduto, eh?
Mi hanno incastrato. Non l'ho nemmeno visto.
Questa era l'altra mia domanda.
Mi ha colpito da dietro. Due volte.
La gente al club pensa che sia stato un tipo grosso con
un anello sul mignolo. Era al cesso con te, solo che nessuno
ha visto niente.
Era pieno di gente.
La porta era chiusa.
Scossi la testa. Parlare mi faceva dolere la lingua.
Non ricordi un tipo grosso, dall'aspetto italiano, forse,
chiese ancora Sullivan. Capelli neri? Vestiti neri?
Stivali neri. Quello che si vedeva dal pavimento.
Hai idea del perch?
No.
Nessuna teoria di cospirazione?
Solo un coglione che devo aver fatto incazzare senza
rendermene conto. Sono bravo in questo.
Uno sbirro di Stamford ha detto che eri un pugile professionista.
Parecchio tempo fa. Non ho fatto molta carriera. Credimi.
Non ne sono tanto certo, signor Acquillo.
Iniziai a pensare che avrei fatto meglio a prendere gli
analgesici di Marckam. Mi stesi e chiusi gli occhi.
Posso capire.
Se dovessi scoprire chi  stato, devi dirmelo... Anche se
non vuoi denunciarlo. Devo sapere chi potrebbe commettere
un'aggressione da queste parti, indipendentemente dal
motivo.
Lo far. Se lo scopro, te lo dir.
Niente iniziative personali.
Non mi interessa. Nemmeno potrei. Ordini del dottore.
Se prendo un altro colpo sulla testa divento un vegetale.
Sullivan mi lasci con un'occhiata che era per met un
avvertimento e per met preoccupazione. Pensai che non mi
avesse creduto, cosa che non mi sorprendeva. Nemmeno io
lo avrei fatto. Non  che non mi piacesse questo poliziotto
muscoloso. In effetti cominciavo ad affezionarmici. Solo che
per un po' volevo essere io a tenere a bada la faccenda. Era
troppo importante per lasciar perdere.
Arriv un'infermiera a darmi l'aspirina. Me la consegn
in un bicchierino di carta. Mi domand se volessi altro.
Una sigaretta.
Sar dimesso tra circa mezz'ora, disse gentilmente, dandomi
qualche colpetto sul braccio. Vuole la televisione?
Parlando di droghe.
Prenda il suo veleno.
Stavo firmando il foglio di dimissioni e ritirando le chiavi
della mia auto dal cassiere vicino all'entrata del pronto
soccorso, quando apparve Amanda. Si ferm a qualche metro
di distanza e attese che finissi, quindi mi segu all'esterno,
dove sedemmo sulle panchine di tek accanto agli inservienti
che fumavano la sigaretta del mattino. Me ne feci offrire
una e sorrisi ad Amanda.
Visto cosa succede quando provo a ballare.
Mi dispiace tanto.
Si chin per vedere meglio il bendaggio sul lato della mia
testa. Si port le mani alle labbra.
Non  cos terribile. Me l'hanno mostrato nello specchio.
Ero cos spaventata. Che cos' successo?
Non lo sai?
Mi hanno detto che hai fatto a botte.
Non esattamente. Le botte le ha date tutte l'altro tizio.
Io nemmeno me ne sono accorto.
Perch?
Non lo so. Immagino che non hai sentito dire niente in
giro, nessun commento al bar? Hai sentito fare qualche nome?
No, si parlava soltanto della rissa. Credo che nessuno sia
riuscito a vedere bene l'altro tipo. Deve essersene andato
molto in fretta. Uno dei baristi ti ha caricato sulla tua macchina.
Robin e Laura ti hanno portato qui. Hanno detto che
ti sei ripreso per un secondo e poi sei nuovamente svenuto
prima di arrivare all'ospedale. C'era un sacco di sangue.
Eddie era davvero preoccupato.
Non ricordo.
Scusa se non sono venuta con te. Me ne vergogno.
Non cominciare a scusarti, Cristo!
Lei sorrise.
Sarebbe stato difficile dare a Roy una spiegazione per i
vestiti sporchi di sangue. Per ho chiesto informazioni su di
te questa mattina. Conosco una ragazza che lavora al terzo
piano. Ha fatto qualche domanda, hanno detto che stavi bene.
Non hai l'aspetto di uno che sta bene.
Ho soltanto un taglio sulla testa. Fa il paio con quello
che ho dall'altra parte.
Mi stavo divertendo cos tanto.
Scusa se ho rovinato tutto.
Adesso sei tu che ti scusi. Non vale.
Mi guardai attorno, in quella posizione cos esposta
davanti alle grandi porte del pronto soccorso.
Probabilmente non dovremmo stare seduti qui.
Lo so. Solo che non ce la facevo pi a fare supposizioni.
Devo andare a prendere Eddie. Penser di essere tornato
al canile.
Amanda stava seduta sul bordo della panchina, in tensione.
Era pallida e sembrava stanca. La guardai accigliato.
Amanda.
Sam.
Lo fai spesso?
Si guard le mani, che teneva strette tra le ginocchia.
Non so a che cosa ti riferisci.
S che lo sai. Sei sposata.
Ah, quello.
No.
No, cosa?
Non lo faccio. Non l'ho mai fatto.
Si irrigid ancora di pi.
Capisco.
No, non capisci.
Non vuoi uscire con me.
Non  di questo che sto parlando.
Allora non capisco.
Mi chinai per incrociare il suo sguardo, ma lei non mi
guardava.
Ho detto a Sullivan che non sapevo chi mi avesse colpito.
Invece lo so. O, per lo meno, so che aspetto ha.
Ora mi guard.
E allora, perch non l'hai detto?
Ricordi il giorno che ci siamo incontrati alla spiaggia?
Ricordi un tizio con un cappotto lungo che gironzolava
intorno alle nostre macchine quando ce ne siamo andati?
Non saprei. Mi pare di no.
Roy conosce qualche italiano, diciamo sul metro e novanta
e che pesa pi di cento chili?
Distolse nuovamente lo sguardo. Ma appena prima di
farlo la sua faccia cambi. La faccenda si complicava.
Impossibile.
Potresti denunciarlo.
Se fosse stato Roy, sarei io quella con le fasciature, non
tu. Tu, per lo meno, puoi difenderti.
Poi si alz e fece ci che le riusciva meglio. Si allontan
da me. Mi alzai anch'io e la seguii dall'altra parte della strada,
verso il parcheggio. Quando entr nell'Audi grigia, mi
sedetti dalla parte del passeggero.
D'accordo, sono uno stupido, dissi.
No, non lo sei. La sciocca sono io.
Era ancora mattino presto ma non pareva che sarebbe
stata una bella giornata. Attraverso le foglie rosse degli aceri
che davano ombra al parcheggio dell'ospedale, si vedeva il
cielo di un grigio uniforme. Sentivo la testa malferma sul
collo e le braccia e le gambe pesanti come piombo. Volevo
andare a casa e stendermi in veranda, ma per qualche motivo
non ero pronto ad andarmene.
Grazie per essere passata a trovarmi.
Accese il motore e appoggi la fronte sul volante. Allungai
la mano e le scostai dalla fronte i folti capelli ramati.
Teneva gli occhi chiusi. Gli zigomi erano arrossati ed esaltavano
la tinta olivastra della pelle, dando colore al volto prima
pallido e giallastro.
Mi chinai e la baciai sul collo, proprio sotto al piccolo
orecchino di perle di fiume che pendeva dal lobo dell'orecchio
destro. La pelle era morbida e il collo forte. Odorava di
una miscela di speranza, paura e calamit. Gir la testa, senza
toglierla dal volante, il volto si rilass e torn normale.
Ricorda che ho cercato di dirti alcune cose e che tu non
hai voluto ascoltare, disse, prima di sporgersi al di sopra delle
mie gambe e aprire la portiera.
Riguardo a italiani grandi e grossi?
Cose. Soltanto cose.
Uscii dalla macchina e la guardai allontanarsi. Trovai la
Grand Prix parcheggiata su un monticello d'erba sul retro
del parcheggio. Il sedile posteriore era pieno di sangue. Presi
dal bagagliaio una vecchia coperta per nasconderlo. Pensai
che avrei vomitato prima di riuscire a partire ma dopo
essere rimasto seduto qualche minuto con le gambe fuori
dall'auto, mi ripresi.
Eddie mi fece quasi cadere nel suo disperato desiderio di
uscire dallo studio del veterinario e salire sulla Grand Prix.
Mi annus la testa, ma fu abbastanza bravo da non dirmi che
mi aveva avvertito.
Nessuno ci accolse al cottage. Niente biglietti, niente
posta. Varcai la soglia, sentii l'odore di salsedine e legno secco
e mi abbandonai all'intenso benessere degli ambienti
familiari. Buttai una grossa padella di ghisa sul fornello, vi
gettai un po' di carne trita e riempii d'acqua un'altra pentola.
Quando inizi a bollire ci misi dentro un pugno di spaghetti
e presi dal congelatore la mia Absolut. Il liquido trasparente
bruci sulla ferita della lingua e mi riscald le estremit.
La stufa a legna fece il resto dopo che l'ebbi riempita
di pezzi bene asciutti di quercia rossa. Indossai i miei blue-jeans
pi vecchi e una felpa di trent'anni prima. Misi un CD
del primo Thelonious Monk e versai sulla pasta un po' di salsa
presa al negozio italiano del Village. Potevo masticare soltanto
da una parte, ma ne valeva la pena. Uscii sulla veranda
per vedere la luce che dipingeva sulla Little Peconic puntini
metallici di un pallido colore grigio-azzurro. Il sole basso
di ottobre colorava ogni minima onda di argento brillante
che ammiccava al pari di paillettes di un abito da sera. Le
ortensie iniziavano a diventare marroni all'estremit dei loro
lunghi steli verde pallido. Ma il prato sembrava ancora una
profonda pozza in una foresta.
E io non ero morto.
Dopo aver mangiato, Eddie e io dormimmo per il resto
della giornata. Ero troppo stanco per provare ancora paura,
troppo indurito per ringraziare chiunque fosse responsabile
di quest'altra proroga concessami, meritata o no che fosse.
Tre giorni dopo riuscii finalmente a far seppellire Regina
Broadhurst. L'impresa di pompe funebri era di un enorme
tizio greco che si chiamava Andre Pappanasta. Aveva la barba
e folti capelli ricci e neri e una voce che gli usciva da un
punto imprecisato dentro al petto. Sorrideva e rideva molto,
soprattutto perch non seguiva direttamente l'attivit
delle pompe funebri e preferiva starsene al bancone di una
delle quattro o cinque piccole pizzerie che possedeva nell'isola.
Si parlava con lui solo per prendere gli accordi, cosa che
faceva tra un ordine di pizza con salame piccante e uno di
ziti ripieni al forno.
La giornata era appena iniziata, c'era il sole e l'aria era
ragionevolmente trasparente. La lingua mi faceva ancora
male e mi dolevano le costole inferiori, ma la ferita sulla testa
si era cicatrizzata abbastanza da poter fare a meno delle bende.
Lavorandoci un po', i capelli l'avrebbero nascosta. Gli
uomini delle pompe funebri erano composti e amichevoli e
il prete era annoiato ma efficiente. Una mezza dozzina di
persone del Centro per Anziani, Roy e Amanda Battiston,
Jimmy Maddox e io formavamo tutta la congregazione. Ci
riunimmo in una camera ardente decorata sobriamente con
un folto tappeto color pesca e pareti a pittura traslucida.
Amanda indossava un tailleur semplice, blu marino, con
una camicetta azzurra. Quando lei e Roy mi incontrarono
nel parcheggio, mi strinse la mano. Il profumo che si era
appena spruzzata mi avvolse i pensieri, ma mi mantenni a
distanza di sicurezza. Roy si era ripulito e aveva un aspetto
roseo e serio nel suo abito grigio antracite. Aveva addosso
almeno venticinque chili in pi ma dava l'impressione di
essere stato sempre cos. I capelli, che cominciavano a diradarsi,
erano pettinati all'indietro. La sua stretta di mano fu
calda e asciutta. Prima di lasciarmi andare aggiunse anche
l'altra mano. Questo gesto ci avvicin pi di quanto avrei
voluto. Potevo sentire il profumo dello stesso sapone di
Amanda.
Grazie per avercelo fatto sapere, mi disse. Regina era
una buona amica della madre di Amanda.
Lei annu per confermare.
Non conosceva molte persone.
Abbiamo perso la madre di Amanda l'anno scorso.  stata
dura, disse, guardandola con una certa solennit.
Mi dispiace per lo scarso preavviso.
Con la mano fece segno di non preoccuparsi.
Nessun problema. Capiamo perfettamente.
Uno degli uscieri ci spinse dalla camera ardente a un'altra
stanza dall'aspetto simile, tranne per la bara e alcune
composizioni floreali. Jimmy Maddox era rimasto indietro,
come se avesse preferito rimanere nella sala d'aspetto, ma io
lo afferrai per una spalla e dissi: Coraggio, ragazzo.
Facevo fatica a concentrarmi su quello che diceva il prete.
Mi faceva sempre quell'effetto. Non appena vedo paramenti
e grandi candelabri d'argento la mia mente comincia
a vagare. L'ho preso da mia madre. Lei odiava la religione,
anche se tutte le domeniche trascinava me e mia sorella fino
alla chiesa polacca del Village. Quando avevo circa dieci anni,
improvvisamente smise di farlo, e non disse mai perch. Io
non domandai mai, per paura che una dimostrazione d'interesse
la facesse ricominciare. Mi rimase quindi il ricordo di
monotone cantilene latine e di mia madre irrequieta e sbuffante
sulla panca. Ottimo lavoro di indottrinamento.
Il prete disse qualcosa sui resti mortali della defunta, e
senza volere immaginai la vecchia Regina squartata sul tavolo per autopsia.
Dal fondo della stanza arriv un brusio di voci basse. Era
Barbara Filmore. Indossava un tailleur fatto con tappezzeria
d'auto, messo in risalto da una cosa di piume nere avvolta
intorno al collo. In cima all'acconciatura c'era un cappello
con la veletta e teneva gli occhiali abbassati sul naso. Il rigonfiamento
della vita metteva in risalto le gambe sottili e faceva
pensare a un uccello acquatico in ghingheri.
L'accompagnava un tizio calvo, piuttosto rotondo, con
baffi brizzolati. Aveva l'aria annoiata ma premurosa. Portava
quelle scarpe di vernice color beige chiaro con la cintura
abbinata che si vedono in Florida ma raramente da queste
parti dell'East End. Indossava una camicia azzurra tipo coloniale
e pantaloni beige senza pieghe, fatti di un qualche
polimero a lunga catena. Doveva avere una decina d'anni pi
di me.
Prima di trovare posto, disturbarono la quiete della stanza
per alcuni minuti. Il prete innalz all'Onnipotente qualche
altra preghiera affinch si prendesse cura di Regina nell'aldil.
Io pregai che il tutto finisse in fretta.
Due degli uomini di Pappanasta entrarono e la portarono
fuori da l dopo che il prete ebbe finalmente smesso di
parlare. Erano ben vestiti e avevano un'aria professionale,
come gli agenti delle tasse o i tizi dell'amministrazione con
cui lavoravo. Sembravano vecchi amici del prete. Probabilmente
si ritrovavano spesso per fare bisboccia.
Nella stanza nessuno piangeva, cosa che apprezzai moltissimo.
La luce del sole giocava con i fiori che avevo ordinato
per l'occasione. Apparivano freschi e costosi, cosa che
non mi sorprese. Andy usava sempre condimenti di prima
scelta per le sue pizze. Era una questione di principio.
Le persone presenti furono obbligate a parlare tra di loro
dopo che il prete salut, disse un paio di banalit e tagli la
corda. Probabilmente lo aspettavano da qualche parte. Roy
e John Maddox dovettero sorbirsi gli anziani. Io ero con
Amanda, Barbara Filmore e il suo compagno.
Ultimamente ci siamo dati molto da fare al Centro,
signor Acquillo, disse Barbara. Aspettavo una visita.
Sono stato piuttosto occupato.
Oh, disse, come se si fosse improvvisamente ricordata
che c'era una persona accanto a lei. Lui  Bob Sobol. E lui 
Sam Acquillo.
Piacere, disse, distrattamente, guardando il sole e il vento
che entravano da una porta aperta dietro le mie spalle. La
sua stretta di mano faceva male, cosa che mi sorprese un poco.
Bob sta pensando di acquistare una propriet da queste
parti. Ora sta da me. Forse potresti dirgli quello che sai sui
possibili investimenti in questa zona, possiedi una casa qui
da un po' di tempo, giusto?
L'ho ereditata.
A Bob non sembr importare comunque.
Bob deve pensare anche alla pensione, quindi deve essere
vivibile, disse Barbara, prendendo l'iniziativa. Guard
Bob in cerca di appoggio.
Mi piace la zona, disse Bob, cedendo infine. C'era un tocco
di Bronx nel suo accento, quello che conoscevo da bambino.
Conosco un paio di buoni agenti immobiliari a cui posso
indirizzarla, disse Amanda.
Entrambi rimasero fissi a guardarla fino a che lei non
porse loro la mano.
Sono Amanda Battiston. Regina era amica di mia
madre.
Intende quella signora Battiston? domand Bob, guardandole
la mano sinistra.
S, disse lei allegramente.
Al momento giusto, Roy arriv dietro di lei e porse a sua
volta la mano.
Roy Battiston, disse.
Mia madre era Julia Anselma, disse Amanda.
Barbara si illumin.
Ma certo, sono molto dispiaciuta, si gir verso Bob. La
madre di Amanda veniva al Centro con regolarit. Anche lei
 mancata da poco.
Barbara piazz una spalla davanti a Bob in modo che lui
non potesse avvicinarsi di pi ad Amanda. Apparentemente
lui non lo not o non gli import.
Sarebbe gentile da parte sua, signora Battiston. Non
sono riuscita a trovare un agente che mi piaccia.
Le persone a cui mi riferisco sono molto piacevoli. O
almeno lo sono per me.
Speriamo che siano in gamba, disse Bob.
S, sono anche in gamba. In gamba e piacevoli.
Bob storse la bocca e si mostr convinto.
Forse potrebbe mostrarmi dove sono le zone migliori,
signora Battiston. Deve conoscere i dintorni piuttosto bene,
visto che  nata qui.
La maggior parte delle persone che vede in giro non
sono nate qui.
Ma immagino che lei lo sia.
Non sapevo che si notasse.
Lui alz le spalle come segno di condiscendenza verso
quella sua manchevolezza.
Che cosa mi dite dell'aspetto finanziario? domand.
Potrei aver bisogno di qualche suggerimento anche in questo
campo.
Roy si fece avanti immediatamente:
Verissimo, Bob. Venga a trovarmi a Harbor Trust. Sono
sempre disponibile a dare una mano.
Mi misi a cercare Jimmy Maddox. Magari avremmo potuto
trovare qualcosa per divertirci.
Ma sono certo che sapr aiutarmi a trovare una sistemazione
adatta, signora Battiston, disse Bob.
Amanda. Posso metterla sulla strada giusta, disse con
vivacit.
Devo procurarmi una matita?
Il sorriso di Barbara Filmore rimase inalterato mentre il
suo umore cambiava.
Sono certa che Amanda abbia gi molto da fare.
Effettivamente, s, ma prometto di tenere occhi e orecchi
aperti.
Bob fece un brusco cenno del capo che mi ricord Claude
Raines. Pensai che avrebbe battuto i tacchi.
Deve essere molto impegnata ad occuparsi delle cose di
sua madre disse Barbara, dando un po' di sostanza alle scuse
di Amanda. Ci sono passata anche io, lo so. Si agganci
sulla spalla la borsetta troppo grande e infil l'altra mano
sotto al braccio di Bob. Lui non fece resistenza quando lei lo
tir gentilmente verso la porta.
Mi dispiace tanto per sua madre. E anche per Regina,
naturalmente. Due amiche, cos legate.
Non erano poi tanto legate, disse Amanda, guastando
l'atmosfera garbata.
Ebbene, fa parte della vita, disse l'altra donna, uscendo
dalla porta. Fui felice di lasciarli andare.
Quando gli uscieri alla fine svuotarono la stanza, seguii
Amanda e Roy nel parcheggio. Lasciai che rimanessero un
poco avanti. Amanda camminava con la schiena dritta e le
spalle ben dritte, ondeggiando i fianchi in modo sinuoso e
femminile. Mi fece venire voglia di seguirla fino a Montauk
e ritorno. Ma lei si ferm e si gir, trattenne il braccio di Roy
e attese che li raggiungessi.
Grazie ancora, Sam, disse Roy.
Amanda sfil un paio di guanti neri di capretto, un dito
alla volta. Quando se li fu tolti, apr e chiuse i pugni, come
per ripristinare la circolazione.
Credo che Bob voglia una guida del posto, dissi a tutti
e due.
Accidenti!, disse Amanda.
Sembra una persona a posto, disse Roy, guardandomi
per avere conferma.
Potrebbe rappresentare un affare per te.
Siamo qui per questo.
Amanda si guard in giro nel parcheggio, presumibilmente
per cercare la macchina.
Andiamo a fare colazione, disse. Vuoi accompagnarci?
S, dai, disse Roy prima che io potessi rispondere. Sip
and Soda. I migliori waffle della citt.
Sembrava sinceramente entusiasta.
Spiacente, dissi loro, ho alcune cose da finire qui.
Un'altra volta.
Sei sicuro? domand Roy, con la faccia allegra e premurosa
di un direttore commerciale del Mid-west. Per
Amanda ordino sempre waffle belga ai mirtilli con la pancetta.
Non  vero? Sono i suoi preferiti.
Amanda pieg la testa nella mia direzione, con espressione
neutra.
Ci vuole molta fiducia per farsi ordinare la colazione, le
dissi.
Per certe cose non puoi che fidarti, disse lei.
Roy la guard.
Ci sono persone di cui ci si pu fidare per qualsiasi cosa,
disse lui, poi mi guard. Non faccio che ripeterglielo.
Sorrise con quella specie di filantropia modesta che si
ama vedere in un prete. Ricambiai il sorriso.
Verr un'altra volta. Andate pure.
Si allontanarono sulla Audi di Roy, pi grande e pi scura
di quella di Amanda, lasciandomi solo con la fredda luce
autunnale che cercava di farsi strada attraverso lo strato di
nuvole e con il resto del pomeriggio che avrei trascorso torturandomi
con desideri contrastanti e autoanalisi inconcludenti.
La piccola donna azteca alla caffetteria all'angolo non
conosceva la Arnold Lombard Co. E non la conosceva neppure
la robusta signora di Brooklyn, con un dente scheggiato
e una bella pelle, che stava alla cassa. Fortunatamente un
gruppo di clienti fissi, vecchi e rugosi, che passavano il pomeriggio
a fare parole incrociate e a mentire sui loro portafogli
di investimenti, la conoscevano.
Era l, dall'altra parte della strada dove come-si-chiama
ha aperto il suo ufficio immobiliare.
Sinitar.
Giusto. Joey Sinitar e suo fratello. Figli di un costruttore.
Non so se vendono veramente propriet immobiliari.
Tutti gli altri sorrisero come se avessero informazioni
dirette sui ragazzi Sinitar.
Lombard  morto.
Uno dei tizi scosse la testa.
Non  morto.
Qualcuno mi ha detto che era morto.
Una bella sorpresa per Arnie.
Lo conosce? gli domandai.
Il vecchio aveva freddi occhi grigi e pareva fatto di stucco
rinsecchito.
Pi o meno. Un duro. Vendeva beni immobili e assicurazioni
sulla vita. Quasi tutte alla gente del posto. Guidava
una Lincoln Continental, grande come la Queen Mary.
Aveva una figlia.
Vero. Identica a lui. Tutta naso. Nessun senso dell'umorismo.
Sapete dove vive? domandai.
Si guardarono l'un l'altro, per vedere chi volesse rispondere
alla domanda.
Florida, disse uno di loro alla fine.
L'uomo bene informato scosse nuovamente la testa. Attesi.
Non sta in Florida.
E tu chi saresti? Il suo biografo? disse uno dei compari.
Ebbene? domandai.
Vive con sua figlia. Nessuno sposerebbe quella poveretta.
Ha un naso come un pennone.
Direi piuttosto come una banana.
A New York?
Al Village. Vicino all'ospedale.
Ha una casa in Florida, ma non ci va mai.
Ah.
Ma di sicuro Lombard non  morto.
Come fai a saperlo?
L'uomo bene informato li lasci l seduti in attesa per
alcuni secondi per creare un po' di suspense.
L'ho visto ieri in farmacia.
E cosa ci facevi l, Charlie? Compravi il lassativo?
I preservativi.
Sogghignarono tutti dentro ai loro caff. Ringraziai Charlie
e pagai per loro il giro successivo di Hazelnut. La donna di
Brooklyn trov ridicola la generosit, ma non era una ragazza
molto ricettiva.
Strappai il foglio con l'indirizzo della casa di Arnold
Lombard da una guida telefonica spiegazzata infilata sotto il
telefono a pagamento sul retro della caffetteria. Era poco
distante in direzione dell'ospedale, cos decisi di andarci a
piedi.
Era una costruzione a un piano, rivestita di scandole di
asbesto, dipinta di bianco, con rifiniture nere e un'area ricoperta
da lunghi cespugli dall'aspetto deprimente. Davanti a
un garage c'era una Lincoln Continental a forma di scatola
dell'inizio degli anni Sessanta, coperta da un telone. In fondo
alla controporta di legno crescevano delle alghe verdi.
Non c'era campanello, quindi bussai. Raccolsi dal vialetto la
copia del New York Times avvolta nel cellophane azzurro che
avrei consegnato a chiunque avesse aperto la porta.
Fu una donna, con un naso affilato che sporgeva come un
rimprovero. Ai lati del naso c'erano occhi dolci, azzurri come
acqua. I capelli castano scuro, con una leggera permanente,
scendevano dietro al collo sottile e le cadevano sulle spalle
esili. Indossava una vecchia canottiera azzurra, niente reggiseno,
un paio di ampi pantaloni da tuta blu scuro, e un paio
di ballerine. Supposi che avesse pi o meno quarantacinque
anni. L'odore del troppo tempo trascorso al chiuso si sparse
intorno a lei e addolc l'aria autunnale.
Mi guard con aria stanca e gentile.
S?
Le porsi la mano. Lei la strinse senza esitazione.
Sono Sam Acquillo. Questo  il suo Times.
Molto gentile, disse lei.
Vive qui Arnold Lombard?
In che cosa posso aiutarla?
 una lunga storia. Lui c'?
Si raddrizz un po'.
Diciamo che dipende dalla sua storia, signor... Acquillo.
Italiano, giusto?
Italo-canadese, diceva mio padre.
Noi siamo ebrei.
A quel punto non sapevo cosa dire ma lei fu paziente.
Poggi una mano sul fianco e si appoggi allo stipite della
porta. Cercai di non guardarle il seno.
Perch le interessa il signor Lombard?
Sto cercando di chiarire alcuni punti poco chiari sulla
titolarit di una propriet su a North Sea. Il nome di suo
padre compariva su tutti i documenti e quindi ho pensato
che avrebbe potuto essermi d'aiuto.
Questioni immobiliari.
Pi o meno, s.
Alz le spalle e si allontan dalla porta. Considerai il
gesto come un invito e la seguii all'interno. Il tempo, in quella
casa, si era fermato alla met del secolo. Una pittura bianca
traslucida mascherava infissi dalla superficie irregolare.
La carta da parati era coperta da immagini di feste in giardini
nobiliari e cacce alla volpe. L'odore di tabacco da pipa e
di lana sporca si mescolava con quello del grasso della cucina
e dei profumatori d'ambiente.
Arnold era seduto in soggiorno su una poltrona imbottita.
Teneva le mani aggrappate ai braccioli come se si stesse
preparando per il decollo. Era molto pi vecchio di quanto
avessi immaginato, superava abbondantemente i 90. Gli abiti
erano puliti ma vecchi e consumati. C'erano diverse pipe
disposte attorno a un portacenere a stelo, ma niente cenere.
La lunga testa ossuta era ricoperta da radi capelli bianchi. Si
vedeva chiaramente da dove la figlia avesse ereditato il naso.
Pap?
Lui la guard.
Questo signore vuole discutere di una faccenda immobiliare.
Aggrott la fronte mentre cercava di capire.
Una faccenda immobiliare, ripet lei. Lui mi guard.
E allora che cosa ci fa qui?
Ho pensato che forse avrebbe potuto aiutarmi a trovare
qualche risposta in merito a una propriet su a North Sea.
Sono in pensione.
Si tratta di una propriet di cui si  occupato negli anni
Settanta.
Guard in basso e scosse la testa.
Non so se riesco a ricordarmi ancora di quella roba.
La figlia gli massaggi le spalle e sorrise dolcemente.
Oh, certo che ci riesci, pap. Tu conosci ogni singola
propriet dell'East End.
Lui sollev le sopracciglia sottili in una sorta di sorriso.
 vero. Tua madre dice che sono una testa piena di dati
topografici.
 quello che diceva sempre, disse la figlia correggendo
il tempo verbale.
Si gir e si sedette su un divanetto a due posti battendo
leggermente con la mano il posto accanto a lei. Mi sedetti e
tirai fuori il fascicolo del registro municipale. Lei raccolse le
gambe sul divano e le suole morbide delle ballerine esercitarono
una pressione leggera sulla mia coscia destra.
Gli passai una copia del contratto d'affitto redatto dalla
sua societ per conto della Bay Side Holdings. Lo prese con
una mano e, con una certa difficolt, estrasse gli occhiali da
sotto il cardigan di lana. La figlia lasci che facesse tutto da
solo. Nell'aria era sospesa la pazienza.
Quando gli occhiali dalla sottile montatura argentata furono
finalmente sistemati su quella poderosa protuberanza, il suo
aspetto fu quello di uno stregone di un film di Walt Disney.
Oh, s, vedo, ne abbiamo fatti parecchi di questi. Certo.
Lo lasciai leggere per un po'.
Mm, mm, disse, e mi ripass il fascicolo.
S, ci siamo occupati di tutte le locazioni della Bay Side.
Avevamo l'esclusiva.
Si appoggi allo schienale, soddisfatto.
La figlia teneva il mento appoggiato nella mano, con il
dito indice avvolto attorno al naso. Chiuse gli occhi, scosse
la testa e sorrise con quel suo sorriso beato.
Certo, pap, ma credo che lui sia alla ricerca di maggiori
dettagli, disse enfatizzando la parola dettagli.
Le feci un cenno di assenso con il capo.
Arnold ci pens. Si appoggi allo schienale della poltrona
e guard il soffitto.
Per quanto mi ricordo, quelli possedevano un discreto
numero di questi appezzamenti di terreno a North Sea, e in
alcuni c'erano anche delle case. Erano preoccupati dalla possibilit
che potessero essere oggetto di vandalismo se non
fossero state abitate. Avevamo l'incarico di riempirle con i
migliori inquilini possibili, naturalmente tenendo conto del
posto, che non era certo ideale.
La mia vecchia paranoia classista mi si rovesci addosso.
Quelli erano la Bay Side Holdings.
S, certo,  stata la gente della Bay Side a richiedere i servizi
della societ. Erano comunque agenti dei veri proprietari.
Questo mi fu chiaro fin dall'inizio. Non ricordo i loro
nomi, ma credo che potremmo trovarli negli archivi. Guard
sua figlia per avere conferma.
Sono sicura che possiamo trovare qualcosa, pap.
Lui torn a guardarmi come se si fosse improvvisamente
ricordato di qualcosa.
Ho comunque una mia teoria sulla Bay Side.
S?
S. Ma, e mi indic con la nocca, come faceva abitualmente
Regina,  una questione delicata. La posizione della
societ dipende dalla discrezione.
Sua figlia mi guard. Io tenni lo sguardo su Arnold.
Non mi deve dire nulla che infranga il segreto professionale,
signor Lombard.
Non ci credo.
Non posso prometterle che non user le informazioni
che mi dar per occuparmi di questa faccenda - a proposito,
si tratta di un accordo immobiliare - ma non far mai il
suo nome.
Lei  avvocato? domand la figlia.
Amministratore di eredit.
Non credo che Arnold comprendesse la differenza, ma mi
preoccupavo soprattutto della figlia, volevo piacerle.
Bene, lui guard nuovamente il soffitto come se i suoi
pensieri fossero scritti l. Ho sempre pensato che la Bay Side
fosse praticamente asservita. Capisce cosa intendo?
Intende dire che il titolare della propriet era il loro unico
cliente. Erano propriet dei proprietari.
S, qualcosa del genere. Non sto insinuando che la cosa
non fosse corretta, solo che la Bay Side faceva da prestanome.
Insomma, una facciata. Perfettamente legale, naturalmente.
Le imprese commerciali spesso costituiscono la gestione
immobiliare come entit a parte, una filiale.
Pap ha iniziato in una societ immobiliare. A New
York disse lei, guardandolo.
Posso chiedere che cosa glielo ha fatto pensare?
Ne ho fatte parecchie di cose di questo genere. Alla fine
si sa come vanno. Schemi e ritmi. Si sviluppa una buona sensibilit.
Chieda a Rosaline.
Lei sbuff leggermente.
Pensa che io sia sensitiva perch prevedo il tempo che
far. Non ha ancora scoperto il canale delle previsioni
meteo.
La battuta gli fece scintillare gli occhi a dispetto della sua
espressione impassibile.
So benissimo dov' il canale del meteo. Mi riferivo soltanto
al fatto che spesso discutiamo dei misteri dell'intuizione.
Lei scosse nuovamente le spalle. Penso che scuotesse le
spalle molto spesso.
Anche io sono un grande sostenitore del potere dell'intuizione,
dissi. Non occorre dare ulteriori spiegazioni.
Vuole una tazza di t? Con caffeina o Red Zinger, disse
lei, ora che la conversazione aveva fatto un passo avanti.
S, grazie. Zinger va benissimo.
Pap?
Lui fece un gesto ambiguo con le mani dalla pelle coperta
di macchie. Lei parve capire cosa significasse.
L'aiuto, dissi, e la seguii in cucina.
Gli elettrodomestici erano tutti Hotpoint in acciaio inossidabile
degli anni Cinquanta. Sul linoleum del contatore c'erano
piccoli boomerang colorati. Era cos anche nella casa in
cui sono cresciuto. L'associazione era stranamente piacevole.
Ci sono degli archivi? le domandai.
Lei parve sorpresa.
Ma certo. Per quale motivo non dovrebbero esserci?
Uh.
Pensa che io lo stia semplicemente assecondando?
Mi scusi. L'ho pensato.
La testa di mio padre funziona benissimo, signor Acquillo.
 semplicemente vecchio.
Capisco.
Mi pass accanto e mise il bollitore pieno sul fuoco. Aveva
circa cinquant'anni quando sono nata, disse, a proposito
di qualcosa che non mi era chiaro.
Posso dare un'occhiata al materiale relativo a questa
propriet? Scrissi l'indirizzo di Regina sul foglio di un blocchetto
d'appunti. Lo prese dalla mia mano e l'osserv.
Certo, ma dovr rovistare personalmente. Non abbiamo
molto personale per le ricerche.
Gli archivi sono qui?
Nel seminterrato. A mio padre non piace buttare via
questo genere di cose.
Ho l'impressione che lui saprebbe dove trovarlo.
Un minuto fa pensava che fosse fuori di testa.
Questa volta fui io ad alzare le spalle.
E ora vorrebbe che lui trovasse ci che le serve.
Lo volevo, certo. Lei guard un'altra volta il foglietto.
Ho altro da fare, disse studiando il pezzo di carta come
se racchiudesse la segreta intenzione della mia mente. Me lo
restitu, quindi apr la vecchia lavastoviglie Hotpoint e ne
prese le tazze per il t. Il modo in cui si chin sulla lavastoviglie
rendeva difficile non notare che era una femmina.
Mantenni gli occhi sulla tazza mentre lei versava il t.
Ha figli? mi domand.
Ho una figlia che vive a New York.
 andata a scuola a Southampton?
No, nel Connecticut. Perch?
Lavoro alla scuola superiore. Ho pensato che forse conoscevo
i suoi figli.  cos che classifico le persone.
A volte usciva in estate.
Con lei e sua moglie.
S. Adesso ex.
Oh. Ma sua figlia continua a uscire con lei.
No. Anche lei si considera una ex.
Mi dispiace. Ma di certo non sar per sempre.
Mi era difficile non guardare in quegli occhi tristi e
pazienti.
Gi. Spero non per sempre.
Anche io ho un ex. Ma non ho figli. Mi vennero in mente
le vecchie cornacchie della caffetteria.
Succede.
Fin troppo spesso. Quello che pi mi manca  il sesso
regolare. A lei?
Risi. Non era abbastanza regolare da sentirne la mancanza.
Bene cos! disse lei, nuovamente come se vibrasse su
una qualche frequenza intima. Che cosa  successo alla sua
faccia?
Suppongo che le donne con grandi nasi e begli occhi blu
siano solite curiosare a loro piacere.
Un filippino, mezzo peso massimo, duro come una roccia,
che si chiama Rene Ruiz, mi ha detto di guardare dietro
alle mie spalle per un secondo. Mi ha colpito quando mi sono
rigirato.
Lei annu. Pugile.
Noi ci chiamiamo combattenti. Pugile suona troppo
raffinato. Troppo lontano dal vero scopo.
Che era quello di conciarvi reciprocamente per le feste?
Praticamente.
Trattenni l'impulso di toccare la parte destra della testa
dove i capelli nascondevano i punti. Sapevo che mi avrebbe
chiesto una spiegazione.
Combatte solo contro i filippini, o sul ring sono saliti
altri demoni?
Sono troppo forte per i demoni, dissi, mostrandole che
avevo imparato a eludere i colpi da Rene Ruiz.
Bevve lentamente un sorso di t, guardandomi al di sopra
del bordo della tazza.
Sono certa che ne  convinto.
Che cosa insegna?
Sono la psicologa scolastica. Lei che cosa ha studiato?
Arte di eludere. Mi ci sono laureato.
Brind con la sua tazza e usc dalla cucina. La seguii verso
il soggiorno ma lei gir a destra prima di arrivarvi e scese
per una stretta scala che conduceva nel seminterrato. La
seguii. Il seminterrato era pieno di aria umida e stantia e di
cose abbandonate in disordine. Gli archivi, una ventina di
cassette, erano conservati in un angolo illuminato da due
lampadine da 100 watt.
Era tutto ordinato per data, e quindi suddiviso in base ai
numeri di conto e ad altre indicazioni che non capivo. Il tutto
era molto ordinato ed etichettato con precisione ma la
complessit dell'insieme era scoraggiante.
 sicura che suo padre non stia cercando un modo per
ammazzare il tempo?
Purch l'aria che c' qui sotto non ammazzi prima lui.
Non tanto in fretta quanto la poltrona.
Sta facendo leva sulla mia preoccupazione per mio padre
per arrivare pi facilmente al suo scopo?
Gi, qualcosa del genere. Una piccola spinta fa bene a un
anziano, pur se con moderazione.
La feci ridere di cuore. Mi poggi l'indice contro lo sterno
e lo spinse.
Come ha detto che si chiama?
Sam.
Rosaline, e protese la mano.
Le diedi la mia, e faticai un poco a liberarmi dalla sua
stretta.
Appena mi sar possibile, dar un'occhiata agli archivi.
Vediamo cosa riesco a trovare.
Gliene sono riconoscente.
Lo so che lo , perch dovrebbe. Andiamo a bere un'altra
tazza di t.
Spense le luci e risalimmo fuori da quel tempo ormai
morto che stava sotto alla casa come acqua stagnante.
La palestra di Sonny trasudava ambizione. Un sacco di
uomini muscolosi, per la maggior parte stupidi ragazzini e
tizi pi vecchi, che ancora vivevano fuori dalla realt. Avanzavano
impettiti o goffi, grattandosi le palle e guardandosi
in giro nervosamente o con ferocia, a seconda di quanto si
sentivano sicuri. Tutti volevano dimostrare qualcosa, dare
senso al loro stare al mondo, almeno per il breve periodo della
vita. Io volevo soltanto conservare una frequenza cardiaca
decente, controllare il peso e, possibilmente, esercitare i
pochi riflessi che mi erano rimasti. Magari recuperando
qualcosa di ci che avevo perso dopo essere stato preso a calci
nel culo.
L dentro, il tanfo di sudore era peggiore del solito e contrastava
con la limpida luce esterna. Feci una smorfia disgustata
al ragazzo degli asciugamani, ma il suo senso dell'olfatto
si era ridotto ormai da tempo. Aveva sul naso un grosso
neo dal cui centro spuntava un pelo lungo come un chiodo
da tre penny. Sedeva su uno sgabello basso, con la parte
centrale rigonfia che sporgeva dai pantaloni lucidi di poliestere.
Si muoveva con una rotazione fissa di 180 gradi dal banco
al cesto della biancheria, e distribuiva salviette della dimensione
di tovaglioli da cocktail e morbidi come carta vetrata
di grana media. Ero colpito dal fatto che Ronny avesse assunto
un vero ragazzo degli asciugamani, proprio come quelli
che si trovavano nelle palestre di New York. Forse era obbligatorio.
Forse i ragazzi degli asciugamani hanno un sindacato
che stabilisce gli standard. Forse ho passato troppo tempo
nelle palestre per pugili.
Questo posto puzza di scoreggia da birra, gli dissi.
Il ragazzo degli asciugamani mi ignor, fissando dietro
alle mie spalle quell'idea della realt che stava l a mezz'aria.
Andai negli spogliatoi e tirai fuori la mia roba dalla vecchia
borsa sportiva di tela che era stata di mio padre. Lo
strizzacervelli da cui ero dovuto andare mi aveva detto che
avevo iniziato a praticare la boxe perch mio padre era stato
picchiato a morte. Pensava fosse una brillante intuizione. Gli
dissi, certo, ho iniziato a praticare la boxe perch mio padre
 stato picchiato a morte. Non l'avrebbe fatto anche lei?
Quando ero giovane, la mia paura era piuttosto quella
che mio padre picchiasse me. Cosa che non  mai successa,
che io ricordi, ma certo minacciava parecchio, e urlava
parecchio e qualche volta fu davvero sul punto di farlo. Tutto
per meschinit. Ci che ricordo di pi  il dorso della sua
mano improvvisamente sollevato con fare minaccioso. Credo
che in situazioni simili si pu acquistare sicurezza o
richiudersi in se stessi per la paura e lasciare che l'anima
muoia prematuramente. Non saprei. Forse dovrei trovare un
altro strizzacervelli che me lo spieghi
Qualunque fosse la motivazione, mi trovavo l da Sonny
cercando di non capire cosa provassi. Praticamente su tutto,
ad eccezione delle costole doloranti. Cominciai con un po'
di stretching, poi mi allenai alla corda, poi al sacco leggero e
infine a quello pesante. Ero talmente concentrato che non
mi accorsi che Sullivan era l accanto, come ogni volta che
mi allenavo al sacco pesante. Mi fermai e lo tenni con entrambi
i guantoni.
Salve.
Sicuro di poterlo fare?
Sto bene.
La memoria  tornata?
Riguardo a quel tizio?
S. Riguardo a quel tizio.
Scossi la testa.
Non ancora, ma potrebbe migliorare con il tempo.
Ne sono certo.
Feci ancora qualche mossa, ma  difficile parlare e contemporaneamente
colpire un grosso sacco di cuoio pieno di
sabbia.
Ho fatto seppellire Regina, dissi.
Andre me lo ha detto. Come va con la faccenda dell'eredit?
Niente di speciale. Sto aspettando alcune informazioni.
Rimase in silenzio con le braccia incrociate. Irritato.
Anche io sto aspettando, disse.
Che cosa?
Sciolse le braccia e fece il gesto di quando si parcheggia
una macchina.
Avanti, sputa fuori. Che cosa ne pensi?
Tu pensi che stia dicendo un mucchio di stronzate.
Vero. Ma voglio comunque che mi parli.
Tornai al sacco. Ma quando si tirano pugni, pensare  tanto
difficile quanto parlare. Rinunciai.
Joe, ti piace bere?
Solo fuori servizio.
Andiamo a bere qualcosa.
Purch offra tu.
Sullivan conosceva il Pequot. Come quasi tutti in citt,
aveva passato un certo periodo da ragazzo lavorando a bordo
delle barche da pesca affittate che uscivano da Pequot
Harbor. La maggior parte del lavoro consisteva nel trasportare
cose dentro e fuori dalla barca, pulire il pesce e baciare
il culo al cliente. Dotty ci port le birre e il men e ci lasci
soli.
Hai mai sentito parlare della Bay Side Holdings? gli
domandai.
Scosse la testa.
Posseggono molte propriet a North Sea. Magari anche
in altri posti. Non so.
Che mi dici di loro?
Sono proprietari della casa di Regina.
Davvero. Una sfortuna di merda per Jimmy.
Gi. Ma lui lo sapeva. Sapeva che sua zia era in affitto.
Solo che credo che non abbia mai pagato l'affitto
Non mi pare possibile.
Non ha senso. Ma non c' nessuna ricevuta della banca.
Nessuna ricevuta di assegni.
Chiedi alla Bay Side Nonsocosa.
Bay Side Holdings. L'ho fatto. O meglio, sono andato al
loro indirizzo, che risulta essere una casa a Sag Harbor, di cui
 proprietario un tale Milton Hornsby, che  l'unico nome
che sono riuscito a collegare alla Bay Side, e lui non ha voluto
parlare con me. Mi ha mandato dal suo avvocato.
Che ha detto...?
Non l'ho ancora vista. L'ho chiamata. Le ho lasciato dei
messaggi. Penso di andarci.
Dove?
Bridgehampton. Si chiama Jacqueline Swaitkowski.
Cavolo.
Parve divertito.
Cos ho sentito.
Una svitata.
Perch uno come Hornsby dovrebbe rivolgersi a lei?
Una svitata con un grande cervello. E con ottimi contatti.
Il marito era Peter Swaitkowski. Aveva fatto i soldi con
le patate. Era in politica. Padrone dell'Universo fino a che
non si  schiantato con la Porsche contro una quercia.
Me lo ricordo.
Era mia compagna al liceo. Jackie O'Dwyer. Laureata
con il massimo dei voti.
Un mio amico, un altro avvocato, ha detto che non posso
obbligare Hornsby a parlarmi. Ma perch non dovrebbe?
 la sua fottuta casa.
Lui  della Bay Side Holdings?
Non so neanche questo. Il mio amico sta cercando informazioni.
Chi  il tuo amico?
Burton Lewis.
Un ricco che se la tira. Un finocchio ricco che se la tira.
 mio amico.
Non sapevo che frequentassi quel giro.
Il giro della mia ex moglie. Ma Burt  a posto.
 uno degli amiconi del comandante Semple, disse, poi
si controll. Non letteralmente. Lewis  un punto sicuro per
la raccolta di fondi di Semple. Hanno attaccato briga un po'
d'anni fa per questo ragazzo nero che avevamo beccato a
Flanders. Stava per finire in prigione quando Lewis ci ha ficcato
il naso. Avrebbe potuto essere un problema per la municipalit,
perch pare che il ragazzo fosse stato un po' manipolato
e forse non era davvero colpevole del delitto. Ma poi,
si sa, tutti si riuniscono in una stanza, ci si scambiano quattro
favori, ci si d qualche pacca sulle spalle, e prima ancora
di rendersene conto il ragazzo  fuori, la Municipalit  pulita,
Semple sorride, e il tuo amico Buddy Lewis paga da bere
e i fuochi d'artificio.
Non sembra il peggiore degli accordi.
Forse.
Sullivan non avrebbe insistito. E non avrebbe nemmeno
rinunciato alla devozione per la sua zona e ai suoi pregiudizi
verso tutto ci che aveva a che fare con Manhattan.
Il non plus ultra allora. A parte Burton, sto raccogliendo
tutto quello che trovo sulla Bay Side nei registri immobiliari.
Il tribunale per le successioni deve ancora tenere
un'udienza sulla mia nomina ad amministratore, ma posso
comunque muovermi. Dovrebbe essere un goal gi segnato
a meno che Jimmy Maddox decida di creare difficolt, cosa
che non credo succeder.
Sullivan bevve un altro po' di birra e diede un'occhiata
intorno all'interno del Pequot. I clienti abituali di mezzogiorno
stavano tutti al bar cercando di sostenere una conversazione
coerente con Dotty. Hodges era sul retro, a far
sfrigolare il Pesce del Giorno per il ragazzi che tornavano
dalle barche e che erano fuori dalle quattro del mattino. Sullivan
aveva l'aria di chi ha qualcosa da dire.
Cosa.
Mi preoccupa, disse.
Cosa ti preoccupa.
Sono responsabile della sicurezza e del benessere di tutte
le persone e di tutte le propriet di un pezzo di Long Island
grande tredici chilometri quadrati. Sei incaricato di una cosa
cos e tutti devono far finta che fare il lavoro sia davvero possibile.
Ma in realt non lo , almeno non come tutti vogliono
che tu lo faccia. Non  colpa di nessuno, devi semplicemente
mettere in scena quest'idea che siamo tutti delle specie
di Superman. Ma va bene cos. Io faccio il lavoro comunque,
a modo mio, come meglio posso. Solo che il mio modo
di farlo mi rende difficile credere alle cazzate. Non posso evitare
di pensare con la mia testa.
E cosa ti dice la tua testa?
A nessuno gliene frega niente delle vecchie signore morte.
E di certo non li incolpo di questo. Ci sono talmente tante
cose a cui badare contemporaneamente, ci sono cos pochi
soldi per fare tutto. L fuori ci trovi gli idioti nostrani che
rubano stronzate e vendono droga, e si sparano l'un l'altro,
ci trovi ogni genere di pazzo furioso arrivato da New York,
soprattutto durante l'estate. Li trovi tutti in riva al mare, che
si comportano come fossero padroni del mondo perch, in
effetti, qualcuno di loro lo . Poi ci sono quelli del sistema di
giustizia, che devi fare contenti. Quelli della Contea, quelli
dello Stato, i maledetti Federali, se ci pensi bene, tutti occupati
soltanto a scovare un modo per complicarti il lavoro.
L'ultima cosa che vogliono che tu faccia, accidenti a loro, 
che tu dica So che voi credete che le cose siano andate in questo
modo, ma non  cos, sono andate in quest'altro. Questo
significherebbe scartoffie da riempire. Tempo sottratto ad
altra roba che  gi troppa rispetto a quella che possono
gestire. Questo significherebbe che qualcuno dovrebbe dire,
oh, immagino di aver rotto le palle a qualcuno.
Fu un peccato, ma Hodges scelse proprio quel momento
per venire a salutare. Sullivan si alz e gli strinse la mano.
Passarono in rassegna un bel po' di nomi, alla ricerca di possibili
conoscenze comuni, cosa non difficile. Sullivan trov
qualcosa di carino da dire sul locale di Hodges. Hodges
ricambi con apprezzamenti e incoraggiamenti per tutti gli
uomini e le donne che lavorano per la legge. Fin l, tutto
bene, ma ero curioso di sapere a cosa mirasse Sullivan. Cosa
che non potei scoprire se non molto pi tardi, mentre tornavamo
verso il parcheggio.
Non appena fummo fuori dissi: Allora, Joe, cosa stavi
dicendo?.
Lui frug nelle tasche dei jeans alla ricerca delle chiavi
della vecchia Bronco.
La Broadhurst pu essere stata una vecchia cagna
rognosa, ma era la mia vecchia cagna rognosa. La mia zona,
il mio quartiere. Non m'importa se dici un sacco di stronzate.
Fino a che non sar certo al cento per cento che si tratta
di stronzate, la cosa m'interessa. Tienimi informato su quello che fai.
Cammin verso la sua macchina, portandosi dietro, con
dignit ostinata, i chili in pi che aveva intorno alla pancia.
Quasi nello stesso momento si apr uno squarcio tra le nuvole
e il sole gett un grande raggio luminoso sulla ghiaia del
parcheggio illuminando la via.
C'erano piccoli banchi di nebbiolina grigio-blu che si
alzavano dai campi coltivati a patate mentre guidavo per
Scuttle Hole Road e mi dirigevo da Jackie Swaitkowski a Bridgehampton.
Era met mattina e in alto il cielo chiaro era in
attesa che il sole asciugasse l'aria. Nonostante la nebbiolina,
tutto aveva un aspetto terso e limpido, persino attraverso il
parabrezza pieno di schizzi della Grand Prix. Lunghi nastri di
recinzioni bianche separavano i campi coltivati da quelli a
foraggio, dove i cavalli da dressage pascolavano ostentando
indifferenza sul loro stato. Enormi costruzioni postmoderne
e depositi di patate, parzialmente nascosti, spezzavano la curva
morbida del paesaggio. Verso nord c'erano basse colline
ricoperte di boschi di querce rosse e pini disordinati. Jackie
era lass da qualche parte, se avevo letto bene la cartina. Al
telefono mi avevano detto che sarebbe stata l tutta la mattina.
La donna con cui avevo parlato aveva detto che non era
necessario chiedere un appuntamento.
Vada pure lass. La conosco bene, non le dar fastidio.
Davvero.
 annoiata.  rimasta bloccata su questa causa, su queste
quattro persone che vogliono mandare via un poveraccio
dalla sua stazione di rifornimento. Dicono che degrada
la zona.
Non se ti serve la benzina.
La gente  cos suscettibile quando si tratta del valore
delle propriet.
Perch valgono molto?
 questo il punto.  tutto cos caro. Ehi, ho un'altra chiamata.
Mi saluti Jackie. Le dica di non lavorare troppo.
Telefonai lo stesso per un appuntamento. Chi mi aveva
dato le informazioni aveva ragione. Jackie Swaitkowski aveva
una voglia matta di svagarsi.
Certo, venga pure. Suoni il campanello, disse lei ancor
prima che io potessi dare spiegazioni.
Nel bosco l'atmosfera cambi di colpo. Chiusa tra le alte
querce, l'aria era fresca e la luce creava chiazze luminose disordinate
sul terreno e sui grossi tronchi degli alberi. Il fogliame,
con i suoi iridescenti colori autunnali rosso e arancione,
lasciava intravedere il verde scuro dei pini, degli abeti e dell'alloro
di montagna. Ancora poche settimane e tutte le foglie
sarebbero cadute e la foresta si sarebbe rivestita del grigiore
cupo dell'inverno.
La casa di Jackie era una casetta di legno disadorna che la
gente del settore immobiliare chiama Contemporary. Era
costruita sul lato di una collina alla fine di una lunga strada
sterrata. Jackie, o chiunque fosse il proprietario, non prestava
molta attenzione al paesaggio. Davanti al garage c'era un
pickup Toyota arrugginito con gomme oversize e barre di
metallo saldato.
Sulla porta d'ingresso c'erano due campanelli, uno con
la scritta Jackie Swaitkowski, Avvocato. La targhetta dell'altro
diceva Jackie Swaitkowski. Privata Cittadina. Premetti
quello dell'avvocato.
Aveva una folta chioma di lunghi capelli color biondo
rame e la pelle con un'abbronzatura rossiccia spruzzata di
lentiggini. Il viso era largo e grazioso, perfetto per promuovere
il turismo in Irlanda. Aveva un bel corpo infilato in un
abito giallo di jersey di cotone e portava ai piedi un paio di
ciabattine. Poteva avere trentadue anni, forse qualcosa in
pi. Era difficile dirlo.
Salve.
Avvocato Swaitkowski?
Jackie.
Sam Acquillo.
Come il santo?
Quello  d'Aquino.
Giusto. Non ho fatto lezioni di catechismo. Si allontan
dalla porta e m'invit ad entrare con un gesto esagerato
del braccio. La seguii in un soggiorno trasandato e allegro,
arredato con due divani bianchi sporchi e un tavolino da caff
ricavato da un'enorme sezione di tronco tagliato. Era sommerso
da cumuli di riviste e cataloghi. Lei and dall'altra
parte del tavolo e si lasci cadere a gambe incrociate su uno
dei due divani. Io mi sedetti sull'altro.
Non appena seduta, salt di nuovo in piedi e mi domand
se volessi un caff, un t o altro. Dissi caff e lei spar per
alcuni minuti per prepararne un po'.
Mentre aspettavo, guardai gli scaffali straripanti di libri e
i poster decorativi attaccati ovunque sulle pareti. Dovevano
esserci migliaia di libri e CD, ma nessuna televisione. Su un
tavolino laterale c'era una pila di piatti sporchi e una cicca
di spinello nel portacenere.
Devo dire che sono contenta di liberarmi di questo
benedetto caso, disse mentre tornava con due tazze diverse
nelle mani.
Ho sentito.
Sbuff.
Quella Judy, che piaga. Passiamo il tempo a chiacchierare,
naturalmente. Dovrebbe essere lei a pagare me, sono davvero
divertente.
Ritorn sul divano, si lasci andare all'indietro e allung i
piedi sul tavolino da caff. Anche le gambe erano abbronzate
e lentigginose come il viso. Dovevano aver passato parecchio
tempo in spiaggia. Sostenne la tazza con le due mani e soffi
via il vapore.
Parlammo della Southampton di una volta e di quello presente
e cercammo di trovare qualche punto di contatto. Era il
tipo di conversazione che si pu tenere al bancone di un bar
o a una cassa. Con qualche piccolo suggerimento, lei parlava
abbastanza da sostenere da sola l'intera conversazione.
Ha sempre lavorato da queste parti? le domandai.
Perch, si vede? S, certo. Qui sono nata, cresciuta e ho
fatto tutto il resto. Con l'esclusione della facolt di legge. Ho
addirittura sposato un ragazzo polacco che coltivava patate.
 morto, disse rapidamente, prima che io potessi fare commenti.
Una disgrazia. Ha schiantato la sua bella macchina
contro una grossa quercia. Proprio qui, su Brick Kiln Road.
Perfetto, no?
Mi dispiace.
Appoggi la tazza del caff e appoggi la schiena al divano,
passando le braccia dietro allo schienale. Ehi, come mai
le sto raccontando la mia storia?
Sono stato io a farla iniziare.
 vero,  stato lei.
Mi osserv pi attentamente.
Vuole dirmi cosa  successo?
A che cosa?
Alla sua testa.
Oh.
Mi toccai la ferita. In effetti mi ero dimenticato di averla.
Forse tutti quegli effetti cumulativi stavano iniziando ad
accumularsi.
Non sapevo che si vedesse ancora.
Sono un'osservatrice. Allora, che cosa  successo?
Ho sbattuto contro una palla da demolizione.
Davvero?
La sensazione  stata quella.
Il che significa non sono affari suoi.
Significa che  una lunga storia.
Si intona con la sua faccia.
 quello che mi hanno detto all'ospedale.
Improvvisamente distolse da me l'attenzione per portarla
altrove. Guard fuori della finestra per un po', poi osserv
il disordine nel soggiorno come se si domandasse a che
cosa fosse dovuto.
Bene, disse, guardandomi nuovamente, cosa posso
fare per lei?
Mi domandavo se potesse dirmi qualcosa della Bay Side
Holdings. Milton Hornsby.
La temperatura nella stanza scese di dieci gradi.
Per chi ha detto di lavorare?
Non l'ho detto. Sono l'amministratore di un'eredit.
Regina Broadhurst. Stando ai documenti immobiliari e a
quelli fiscali, viveva in una casa di propriet della Bay Side
Holdings. Sono andato a Sag Harbor per dirlo a Milton
Hornsby e lui mi ha praticamente buttato fuori dalla sua
propriet. Il suo nome compariva su alcuni documenti presentati
al Consiglio di appello municipale. E cos, eccomi
qua.
Ha un documento d'identit?
Presi il portafoglio e le passai la patente. Le passai anche
un certificato di morte e il documento del Tribunale per le
successioni che mi nominava amministratore.
Lei  avvocato? domand, alzando lo sguardo dai documenti
del tribunale.
Disegnatore industriale. E vicino di casa della defunta.
Si alz dal divano per restituirmi la patente e il foglio del
tribunale. Raccolse la tazza con il caff e ne bevve un sorso,
in piedi accanto a me.
Lei conosce il segreto professionale che lega l'avvocato
al cliente? "disse.
Certo. Sono qui soltanto perch Hornsby non vuole
parlarmi. Desidero soltanto restituirgli la sua casa. Dopo
aver chiarito quello che ancora pu esserci in sospeso e aver
ripulito la casa dalla roba della vecchia. Tutto qui.
Progettista industriale?
 quello che facevo. Sono ingegnere.
Cosa faceva?
Non lo faccio pi.
Qualcuno azion un altro interruttore nella sua mente e
lei si lasci nuovamente andare sul divano, allungandovisi
completamente. Pos l'avambraccio sulla testa.
Ero sana di mente prima che quelle teste di cazzo mi
facessero diventare matta. Davvero, dottore.
Definisca matta.
Mi guard stralunata.
Voi strizzacervelli siete tutti uguali. Solo chiacchiere e
niente cure.
Bevvi un poco di caff. Era appena pi denso del liquido
per la trasmissione che usavo nella Grand Prix. Mi sedetti
appoggiandomi allo schienale, come fanno i terapeuti.
Forse dovremmo cominciare dalla sua infanzia.
Noo, troppo deprimente. Ad ogni modo non avevo nessun
problema prima che mi passassero a quello stupido caso.
Potrei darle una mano al riguardo. Se questo non viola
il segreto professionale tra avvocato e testa-di-cazzo.
Jackie scoppi a ridere.
Dove ha trovato il copione?
MIT. La recitazione fa parte del piano di studi. Lo sanno
tutti.
Mio padre era ingegnere.
Lo sapevo che avrebbe tirato in ballo la sua infanzia.
Si gir su un fianco, scalci via le ciabattine e lasci cadere
la mano sul tavolino cos da poter giocherellare con un
grappolo di uva di vetro rosato.
Credo di non essere granch come avvocato, disse, con
il tono di chi vuole essere contraddetto.
Penso che lo sia quando si sente tale.
Era la tattica giusta.
Ehi, bella affermazione. Mi piace. S, in effetti sono piuttosto
brava nel mio lavoro. Quello che non mi riesce  essere
una persona. Crea problemi alla carriera.
Mi ci riconoscevo. Forse Jackie e io avremmo dovuto fondare
un club.
Ho l'impressione che questa conversazione stia diventando
troppo impegnativa per due persone che si sono
appena conosciute, disse, alzandosi improvvisamente dal
divano. Cambiamo ambiente. Mi basta vedere un divano
per iniziare a mettermi a nudo. Dovrebbe vedermi in un
negozio d'arredamento.  praticamente un riflesso pavloviano.
La seguii fuori in una veranda a vetri che era stata trasformata
in ufficio. C'erano pannelli di masonite sotto le
finestre e moquette da esterno sul pavimento. L'odore era
quello di una serra. Si lasci cadere su una sedia ergonomica
da scrivania dall'aspetto molto costoso, le fece fare un giro
e poggi i piedi nudi sulla scrivania. Io liberai un po' di spazio
per me su una lunga panca di legno.
Si sta occupando della Bay Side Holdings? domand.
Perlomeno ci provo.
D'accordo, disse, posso dirle che ero giovane e stupida.
Ad ogni modo, pi stupida. Sono stata contattata dalla direzione,
da Milton Hornsby, che  l'avvocato della Bay Side Holdings,
come sa. Mi voleva come consulente per un grosso caso
di ricorsi sulle lottizzazioni. Hornsby mi affianc questo tizio
di New York che si chiamava Hunter Johnson. Per incredibile
che possa sembrare, era praticamente magnifico, intelligente,
ricco, brillante e bello. E le ho gi detto che era uno sportivo e
anche bravo in cucina.
Oltre che uno stronzo?
Non all'inizio. No, in realt non lo  mai stato. Non 
tanto una questione di quello che facevano, quanto piuttosto
di quello che non facevano. Che in realt era cercare di
far s che lo schifoso lavoro fosse fatto. Quando vuoi una
licenza edilizia e trovi un po' di resistenza, si suppone che
almeno provi a farti valere. Insomma, il gioco  questo. Non
 che quelli della commissione edilizia saltino gi dal loro
cavolo di piedistallo per abbracciarti e dirti, ehi, vuoi cambiare
tutta una serie di demarcazioni? Fantastico! Ce ne stavamo
qui a bighellonare in attesa proprio di una cosa cos!
All'inferno. Ho detto loro di muoversi. So come si deve fare.
So come si gestiscono le questioni di lottizzazione a Southampton.
Santo cielo, sono stata la baby-sitter dei figli
del direttore dell'ufficio urbanistico. Uno dei membri della
commissione edilizia mi ha fatto il filo fin dai tempi delle
superiori. Conosco questo ambiente di merda, da dentro
e da fuori.
Non sapevo che Hornsby fosse avvocato. Non me lo ha
detto. Quindi immagino che non le abbia dato retta.
Immagino che sia cos. Volevano riconfigurare completamente
un bel po' di propriet su a North Sea. Qui, deve essere
qui. Adesso le faccio vedere. Anche se non dovrei.
Fece un altro giro sulla poltrona e apr un cassetto delle
dimensioni della carta bollata. Si agganci con i piedi alla
base della sedia per evitare di cadere nell'armadietto.
Era una copia di una mappa aerea che avevo preso dai
registri municipali. Ogni lotto era indicato con inchiostro
bianco su un'immagine fotografica in bianco e nero. Erano
tutti numerati, anche se molti, pi o meno una dozzina, erano
stati evidenziati in giallo. Soltanto che questa mappa aveva
una copertura trasparente che riportava una disposizione
diversa dei lotti. Grazie a varie combinazioni e modifiche
delle delimitazioni, il mio quartiere si era trasformato in un
animale completamente diverso. Una dozzina di propriet
erano state trasformate in cinque solamente, tutte costeggianti
la baia o la profonda insenatura del porto che formava
la costa orientale di Oak Point. La pi grande di queste
propriet si trovava al centro della mappa ed era indicata
come area comune. Il che la collocava proprio in mezzo alla
WB. Una modifica simile si ripeteva sulla sponda opposta
della WB, su Jacob's Neck. L'intero complesso era contornato
da una linea verde etichettata come ligustro. Una siepe.
Da come appariva disegnata, la siepe correva nel mezzo del
mio cortile. E c'era anche un punto di domanda, scritto con
un pennarello giallo, proprio sul tetto di casa mia.
Questa non  una cosa improvvisata del tipo vediamo-
cosa-c', non--conforme, cambiamo-un-paio-di-cose-tutto-approvato-grazie-mille-le-auguro-una-buona-giornata.
Qui ci sono di mezzo rilevamenti, analisi della zona paludosa
e bulldozer. Si potrebbe pensare che nell'ordine sia compreso
un doveroso impegno.
Mentre lei parlava mi accorsi che il cuore mi si era stretto
fino a diventare come un pomodoro ciliegino. La lingua
dolorante inizi a pulsare. Jackie stava picchiettando la cartina
con l'indice destro ed enfatizzava qualcos'altro.
Doveroso impegno?
In realt, nemmeno ci siamo avvicinati a un'analisi. Sono
state fatte parecchie chiacchiere da corridoio con i miei cari amici
della commissione edilizia, e con l'ispettore del piano regolatore
e con qualche idiota della Contea. Il risultato  stata una lista
di cose che avremmo dovuto fare se volevamo proseguire. Il mio
punto di vista , perch andare avanti cos tanto, e poi, al primo
segno di discussione, chiudere tutto pi velocemente di un campione
di origami sotto anfetamine? A nessuno  venuto in mente
di controllare prima come stavano le cose?
Si allontan da me e si sedette sulla sua poltrona da lavoro.
Si lasci andare e mise i piedi sulla scrivania. Jackie faceva
del riposo un'opera d'arte, per poco che durasse.
Spiacente, disse, questa cosa mi fa ancora incazzare.
Mordicchiava le pellicine del pollice destro, fermandosi ogni
tanto per controllare il risultato.
Era un grosso progetto e quel dannato lavoro mi avrebbe
fatto comodo. Non tanto per i soldi, ma per la complessit.
E per le credenziali. E per i viaggi a New York con i pranzi
di lavoro con il signor Johnson, che mi ha perdonato per
avere detto che aveva un gran culo. Non ce ne sono molti qui
intorno. Perlomeno non liberi.
Davvero?
Davvero. O perlomeno non abbastanza liberi. Non se
conti tutte le smorfiose che gli stavano appiccicate addosso
giorno e notte. Compresa la moglie di qualcun altro, cosa
che potrebbe irritarti a morte.
Specialmente il marito di lei.
Lui  noioso. Lei una bamboletta. Succede spesso da
queste parti. Forse non a lei.
Mi guard.
Lei non sembra un tipo cos. Troppo brutto. Sollev la
mano sinistra e mosse le dita avanti e indietro. Niente anello?
Divorziato.
Figli?
Una figlia.
Della mia et?
Un po' pi giovane.
Cos mi piacciono gli uomini. Mi dispiace.
Afferr una ciocca dei suoi capelli biondo rame e la tenne
controluce, controllando le doppie punte.
Questo mi fa sembrare cos annista. disse.
Prego?
Annista. Come sessista.
Ah.
Si alz nuovamente in piedi.
Allora, cos'altro posso fare per lei? Legalmente.
Chi  la Bay Side Holdings?
Corrug la fronte, mentre pensava.
Sono i tizi che possiedono tutta la terra. Investitori, suppongo.
Non ho mai incontrato nessuno di loro. Si occupava
di tutto Hornsby.
Tutta la terra. Dove l'hanno presa tutta la terra?
Non lo so. Ci sono gruppi di persone che non fanno
altro che comprare pezzi di terra.
Prese un portacenere dalla scrivania e ci frug dentro
fino a che trov un altro mezzo spinello. Lo agit in aria.
Guarda cosa c' qui, disse.
Obiettai.
Prego. Io passo.
Si chin su un cassetto della scrivania e tir fuori i fiammiferi.
Attesi mentre si accendeva la canna e l'aspirava quasi
tutta con la prima boccata. Parl mentre esalava il fumo.
Che altro.
Ho bisogno di qualcosa della Bay Side Holdings da cui
risulti che non ci sono rivendicazioni sull'eredit di Regina, e
che indichi un tempo ragionevole per portare via le sue cose.
Questo si pu fare.
Ma sono curioso.
Anch'io. Che parte ha lei in tutto questo?
Dovetti pensarci un secondo.
Mio padre si prendeva cura di Regina. Lei non aveva
nessun'altro. Lui  morto. Lei  morta. Sto solo cercando di
scrivere la parola fine.
Un filantropo.
Ho ancora una curiosit.
Riguardo a cosa?
Perch Regina non pagava l'affitto?
Non lo pagava?
Non lo sapeva?
No, perch avrei dovuto saperlo? Ero concentrata sulla
revisione di un piano originale di lottizzazione. Non parlavamo
mai delle persone che abitavano le case.
Si mise a cantilenare una parodia di sensibilit.
Non che non mi importasse...
Capii che era ora di smetterla. Risistemai il mio dossier e
mi mossi per andarmene.
Potrebbe darmi l'indirizzo e il numero di telefono di
Hunter Johnson, se non  un problema. Potrei voler parlare
con lui.
Lei torn verso l'archivio. Tir fuori una lettera.
Voila, disse. E poi: Questa  del signor faccia-d'angelo
in persona.
La ritrasse verso di s premendola contro il petto. Perch
gli dovrebbe parlare?
Come ho detto, sono curioso.
Mi porse la lettera.
La tenga. Ne ho altre.
Grazie.
Posso prendere questa in prestito? Tenevo in mano la
mappa di Oak Point.
Scosse la testa, come a cercare la risposta giusta.
Certo. Perch diavolo non potrebbe? Non pu fare danni.
Basta che non la perda. Il caso potrebbe ripresentarsi.
Ne far una fotocopia e le rispedir l'originale.
Nessun problema.
Grazie.
Di niente.
Mi sorrideva attraverso la massa di capelli biondo rame,
ma sentii che la sua attenzione stava nuovamente svanendo.
Immagino che la lascer rimettersi a lavorare sul caso.
Grazie tante disse lei, e usc dalla stanza.
Io infilai la mappa e la lettera nel mio dossier e la seguii
attraverso la casa fino alla porta d'ingresso. L'apr e appoggi
l'intero corpo allo stipite. Ci stringemmo la mano.
Buona fortuna per qualsiasi cosa stia facendo, disse,
che sicuramente  pi di quanto mi ha detto.
Le sorrisi.
Chi lo dice?
Santo cielo, le ho dato la mia stramaledetta mappa.
Vero. Gliene sono grato.
Quindi?
Tirai fuori il portafoglio e le diedi un dollaro.
E questo cosa sarebbe?
Un anticipo. Per assicurarmi la riservatezza. Segreto
professionale avvocato-cliente.
Tenne in mano il dollaro.
Non si faccia mai vedere in tribunale.
La lasciai che mi guardava dalla porta di casa, ferma a
riflettere un momento prima di ricadere nel caotico moto
Browniano della sua vita. L'immagine di mia figlia si insinu
un attimo nell'immagine che rimpiccioliva dentro allo specchietto
retrovisore, ma mi distrassi pensando a un esercito
di bulldozer e scavatori guidato dal sacrilego Jimmy Maddox,
che si abbatteva su Oak Point come un Blitzkrieg,
radendo al suolo file di siepi e facendo terra bruciata dell'ultimo rifugio della terra.
...
.
...
FINE Parte 1.